Ecologia Oggi, oggi un altro sciopero: niente rifiuti differenziati

Ecologia Oggi, società appaltatrice del servizio di integrato di igiene urbana, ha informato da qualche giorno l’amministrazione comunale che per oggi le organizzazioni sindacali hanno proclamato un’altra giornata di sciopero nazionale (dopo quella del 30 maggio) delle aziende pubbliche e private dell’igiene ambientale.

Pertanto per ventiquattr’ore saranno rese solo le prestazioni indispensabili previste dalla legge.

I cittadini sono dunque invitati, solo per oggi, a non conferire i rifiuti differenziati.

I sindacati combattono da tempo per il riconoscimento a un giusto rinnovo del contratto per le lavoratrici e i lavoratori del settore e il miglioramento dell’offerta del servizio ai cittadini, riducendone allo stesso tempo i costi”, affermano i sindacati.

LE RIVENDICAZIONI

“La mobilitazione e la partecipazione ai presidi di lunedì 30 maggio – scrivono le organizzazioni sindacali in un comunicato ai lavoratori – è stata talmente enorme che, ovunque, i lavoratori e le lavoratrici ci chiedono di andare avanti con forza e determinazione fino alla sottoscrizione del contratto collettivo nazionale di lavoro.

In questi giorni, abbiamo raccontato ai sindaci e alle amministrazioni locali come si possono sviluppare i temi della piattaforma sindacale e i nuovi bisogni affinché – tramite un rinnovo contrattuale industriale – si potranno garantire ai lavoratori le regole e le tutele e ai cittadini il miglioramento della qualità del servizio, senza aumentare le tariffe fin troppo esose.

Ovunque, abbiamo chiesto scusa per i disagi ma il diritto di sciopero, soprattutto di fronte al blocco ideologico e conservatore di alcune imprese, è previsto costituzionalmente e di certo – da questo comparto – mai abusato; addirittura in Utilitalia l’ultimo sciopero nazionale prima del 30 maggio è stato nella primavera del 2008.

Hanno provato ad umiliare i diritti di cittadinanza e il sistema delle relazioni sindacali definendo la rappresentanza come un privilegio (ne chiederemo conto) e hanno provato a raccontare con i soliti ritornelli delle nostre pregiudiziali e delle nostre richieste improprie.

Le “verità” diffuse da alcuni del blocco conservatore, ideologico e antisindacale che impongono all’Associazioni datoriali una posizione ottocentesca, si posano anche sull’idea che le ingiustizie e la precarietà alla fine possano passare come consuetudine. In ogni modo, dobbiamo spiegare ai cittadini che a pagare saranno sempre loro e i lavoratori.

sciopero-nazionale-15-giugno-dettaglioLo sciopero nazionale sarà per l’intera giornata di oggi mercoledì 15 giugno e riguarderà tutti i turni di lavoro con inizio nella medesima giornata. Molti lavoratori chiedevano due giornate consecutive d’astensione dai servizi, ma tutto ciò non sarebbe possibile in quanto la franchigia elettorale impone un fermo alle agitazioni sindacali dal 16 giugno compreso. Il 14 giugno non era disponibile come data per il rispetto del termine di preavviso minimo. Per scioperare due giorni consecutivi avremmo dovuto aspettare la fine del mese di giugno ma l’inquietudine tra i lavoratori e le lavoratrici non ci permettono tempi così lunghi.

In queste ore abbiamo ricevuto dal Presidente dell’ANCI la richiesta di riprendere le trattative per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro per evitare i gravi disagi ai cittadini. Noi siamo immediatamente disponibili alla trattativa e ad un negoziato breve, necessario a scongiurare il prossimo sciopero.

Il nostro obiettivo è migliorare i turni e i pesantissimi carichi di lavoro, le regole sugli appalti e sui passaggi di gestione, ampliare le garanzie sulla salute e sulla sicurezza, evitare il potere discrezionale sui licenziamenti facili e garantire i giusti aumenti economici.

Per questo, la categoria ha scioperato in maniera compatta e su questo firmeremo un contratto nazionale che sviluppi anche i servizi ai cittadini e la produttività delle imprese.

Il Sindacato ha lanciato la sfida della modernizzazione attraverso un ciclo integrato del lavoro che pensa alla qualità ambientale a tariffe contenute per i cittadini.

I lavoratori e le lavoratrici del settore sono sempre stati dei riformisti e alla fine avranno ragione sulla parte più conservatrice delle imprese”.

“È l’ennesima tappa di una vertenza che continuerà a essere durissima se le regole sugli appalti e sui passaggi di gestione, le garanzie sulla salute e sulla sicurezza, le clausole sociali e il giusto adeguamento economico non saranno valorizzati”.