Emergenza migranti, arresti a Corigliano: Facciolla spiega come nascono i viaggi

Advertising

“E’ cambiato il modo di organizzare questi viaggi, di raggruppare le persone da trasferire in Italia”. Lo ha detto il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, nel corso della conferenza stampa seguita all’individuazione di alcuni scafisti dei recenti sbarchi di migranti avvenuti a Corigliano Calabro.

“Era già emerso un mese fa, ma oggi abbiamo delle testimonianze che ci consentono di ricostruire le fasi della partenza di queste imbarcazioni – ha detto Facciolla – e sappiamo che, utilizzando un gps, gli scafisti raggiungono un punto di ritrovo con altre imbarcazioni e, dopo qualche ora, interviene anche un’imbarcazione di appoggio che da’ loro istruzioni sul da farsi. Poi arriva l’imbarcazione più grande che recupera i migranti”.

“Uno degli scafisti aveva anche un cellulare che conteneva immagini molto interessanti, in cui si vede lui che si autoriprende, insieme alla sua donna – ha aggiunto il procuratore – con mazzette di centinaia di migliaia di euro. La collaborazione data dai migranti e’ stata decisiva considerando che hanno poca fiducia nelle polizia, per quanto accade dalle loro parti”.

“Continua anche l’emorragia di minori non accompagnati che si allontanano dai centri di accoglienza, ma mi meraviglio della strana disattenzione di chi dovrebbe intervenire – ha continuato Facciolla -. Stiamo sollecitando una minima sorveglianza, magari attraverso delle telecamere  perché o c’e’ un’organizzazione che li prende e li fa sparire o loro stessi sanno chi contattare appena arrivano sul territorio italiano. Non escludiamo che ci possa essere anche qualche esponente degli integralisti islamici tra chi arriva sulle nostre coste, quando salgono sulle navi cercano di mimetizzarsi, fanno finta di non conoscersi neanche tra di loro – ha concluso il procuratore – e abbiamo trovato elementi importanti che stiamo verificando”.

Le persone fermate sono Bubakar Fofana, 25 anni, del Mali; Ishmail Brima, 23 anni, e Abdul Kamara, 19 anni, entrambi della Sierra Leone. L’operazione che ha portato alla loro identificazione è partita dopo lo sbarco avvenuto il 16 luglio scorso nel porto di Corigliano Calabro. In particolare è emerso che Fofana farebbe parte di una struttura che, avvalendosi di mezzi di trasporto terreste e navale, opera per favorire l’accesso illegale di stranieri sul territorio italiano.
Il giovane avrebbe il ruolo di promotore dell’associazione per delinquere, operante in Libia, con il compito di contattare persone, in special modo provenienti dagli Stati del centro dell’Africa, interessate ad entrare illegalmente, via mare, in Italia, dietro il corrispettivo di somme variabili. Le indagini si sono avvalse della collaborazione di alcuni migranti, che hanno confermato che Fofana faceva parte dell’organizzazione criminale che a Sabrata (Libia) gestiva il traffico di esseri umani verso le coste italiane, organizzando i viaggi dei migranti dal Centro Africa fino in Libia per poi ammassarli all’interno di un edificio. I tre giovani sono stati portati nel carcere di Castrovillari.