Emergenza neve, perché tutti coprono le gravi colpe della polizia stradale?

Il comandante della Polizia Stradale di Cosenza, Provenzano
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Non si è ancora spenta l’eco della brutta storia degli automobilisti “sequestrati” per dieci ore nel tratto dell’A3 tra gli svincoli di Cosenza ed Altilia Grimaldi dalle autorità preposte alla loro sicurezza.

Parliamo di tutte le autorità, nessuna esclusa. Si parte dalla faccia di bronzo del prefetto Gianfranco Tomao, che ha avuto addirittura il coraggio di affermare senza vergognarsi che il piano di emergenza ha funzionato.

La faccia di bronzo del prefetto Tomao
La faccia di bronzo del prefetto Tomao

Si continua con l’Anas, vergognosamente assente con i suoi mezzi, con la Regione Calabria e la Protezione Civile, incapaci di far arrivare alla gente (magari anche a piedi se fosse servito…) neanche una coperta e una bottiglia d’acqua. E si chiude con la polizia stradale. della quale finora non ci siamo occupati ma che ha, come gli altri, grosse e gravi colpe.

Le responsabilità sull’accaduto si ritengono diffuse, dunque, accertato che è mancata la sinergia, nonostante l’ informazione preventiva dei servizi meteo non avrebbe dovuto prendere nessuno alla sprovvista, e tutti i soggetti preposti, coordinandosi tra loro, avrebbero dovuto per tempo programmare un piano d’intervento tale da scongiurare quello che purtroppo poi è successo.

fila autostrada

L’ Anas e la polizia stradale in primis avrebbero dovuto pianificare, già da tempo, un piano di prevenzione teso a contrastare l’ingresso degli autoveicoli sull’ arteria autostradale, quando questi fossero risultati sprovvisti dei previsti ed obbligatori sistemi d’equipaggiamento e, comunque, dal 15 novembre al 15 di aprile. Come prevede la legge non certo noi di Iacchite’.

Mentre l’ente proprietario della strada (l’Anas), anche sulla scorta di quel che accadde al valico di Campotenese anni fa, provvede da anni ad informare gli automobilisti, mediante segnaletica verticale e display luminosi, dislocati sul tronco e sugli svincoli, sugli obblighi imposti su quel particolare tratto di strada, non può dirsi la stessa cosa per la polizia stradale che, non avendo effettuato mai, negli ultimi anni, un piano di prevenzione serio in tal senso.

A dimostrazione di ciò vi sono, o meglio NON vi sono, le contravvenzioni elevate nei confronti degli automobilisti che in tale determinato periodo, nel corso degli anni, abbiano inteso percorrere tali tratti, sprovvisti dei necessari sistemi d’equipaggiamento ossia catene o pneumatici da neve.
A meno che qualche sprovveduto possa immaginare che quel che è successo sia una fatale disattenzione del giorno (e comunque qualcuno ci ha anche provato…), è facile immaginare che tali dispositivi fossero usualmente mancanti nel tempo e che la prevenzione/repressione sia sempre mancata.
Mancando ciò e mancando principalmente un controllo programmatico sugli svincoli è stato semplicissimo accedere al tronco e quindi generare tutto il casino che certamente non si è fatto attendere con quelle particolari condizioni meteo.

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L’Anas e la polizia stradale avrebbero dovuto presidiare gli svincoli attuando il doveroso filtraggio (congiunto) che invece è stato meglio assicurato, nel corso del tempo, allo svincolo di Firmo per il valico di Campotenese.
Il controllo, sia sotto il profilo preventivo che di polizia giudiziaria, è prerogativa unicamente attribuita alla polizia stradale, che in tal senso detiene la unicità fra i corpi di polizia a poter operare in ambito autostradale.

Sarebbe interessante chiedere al Dirigente della polizia stradale di Cosenza PROVENZANO quanti verbali sono stati elevati negli ultimi anni per contrastare tale fenomeno… Anche nella giornata del 19 gennaio, quante violazioni sono stati in grado di elevare i suoi uomini (2, massimo 3 pattuglie) nel corso del disastroso evento ?

Ancora, sempre nelle medesime circostanze, quante pattuglie di servizio sono state previste con l’emergenza meteo ed ancora quante sono state le auto contravvenzionate mentre percorrevano la corsia d’emergenza con il doveroso e contestuale ritiro della patente di guida, visto che una miriade di foto postate sui social ritraevano una “valanga” di auto che percorrevano indisturbate tale corsia d’emergenza che invece deve rimanere rigorosamente lasciata sgombera per permettere ai mezzi di soccorso d’intervenire per salvare la gente in difficoltà ?

altilia

Bene (se così si può dire), dalla conferenza stampa di ieri tenuta dal prefetto TOMAO, qualcuno è stato abilmente tenuto fuori dalle proprie inconfutabili responsabilità addossando il tutto alla Protezione civile e all’Anas.

Il comandante della polizia stradale Provenzano è di fatto uno dei responsabili principali di quanto accaduto, ancor di più perché se si vanno a verificare le ore di straordinario mensili che vengono totalizzate ogni mese dai suoi collaboratori più stretti potremmo inizialmente stare sereni perché potremmo immaginare di rasentare, per efficienza che certamente si raggiungerebbe, quella dei paesi del Nord Europa. Ma speriamo mai sotto il profilo meteorologico, altrimenti con la nostra efficienza (si fa per dire…) moriremmo sepolti dopo la prima nevicata!
Invece il risultato finale è veramente scarso, con buona pace dei contribuenti che pagano lo scotto di essere stati assegnati in loco ad una classe dirigente incapace di gestire questa ed altre emergenze (anche di inferiore peso) che gli si dovessero presentare davanti.
Mentre però l’Anas ha dato immediatamente, in 12 ore, la risposta ai cittadini intrappolati e sequestrati nelle loro auto, con un commissariamento dell’ente, il Ministero dell’Interno sarà altrettanto capace di dare le giuste ed attese risposte per quel che concerne la polizia stradale di Cosenza o sarà, come al suo solito, omertoso?