Enzo Paolini e la sua “Armata Brancaleone”

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In politica, a differenza della vita reale, spesso e volentieri i nemici di ieri diventano gli amici di oggi, e viceversa.

Per amor di “stato” ci si scorda presto e facilmente di curteddrati ari spaddri, infamità e maldicenze. Cosa che non faresti mai nella vita di tutti i giorni: se una persona che ritenevi un amico alla prima occasione ti tradisce, alleandosi con il tuo peggior nemico, in maniera viscida, vuol dire che non è mai stato un vero amico, e semmai lo è stato, da ora in poi non potrà mai più esserlo. Difficilmente, dopo questi eventi, i legami si ricompongono.

Ma quello che vale nella vita di tutti i giorni, non vale per la politica. Anche se filosoficamente sono la stessa cosa. Ma si sa che a muovere le persone a far politica sono interessi altri che esulano dalla ricerca del bene comune. Perciò, filosoficamente, le due cose non coincidono: da noi un conto è la vita di tutti i giorni un’altra è la politica… si sta bene attenti a tenerle separate.

Da noi si fa politica solo ed esclusivamente per tornaconto personale, nessuno si candida perché vuole risolvere realmente il tuo problema, anche se ti dicono questo. E Paolini, come ho scritto altre volte, che non si capisce perché ci tiene tanto a fare il sindaco, non fa eccezione.

covelli zuccarelli

Basta guardare alcune presenze, con le quali lui intende anche parlare, in sala, per capire che è disposto a tutto pur di mettersi questo pennacchio: Damiano Covelli, Gabriele Petrone, Raffaele Zuccarelli, Luigi Guglielmelli. Coloro i quali senza ritegno nè dignità politica, non ci pensarono due volte, attraverso il doppio gioco e i tranelli, ad accoltellarlo alle spalle alle passate amministrative. Personaggi con i quali Enzo, nonostante ciò, è ancora una volta disponibile a fare un accordo.

Ecco perché penso male della candidatura di Paolini.

Non si può, se si è veri e sinceri, interloquire ancora con certi esponenti di una politica che lo ha più volte ingannato e poi venduto. Se Enzo in “politica” fa una cosa che nella sua vita di tutti i giorni non farebbe mai, come frequentare i suoi assassini, vuol dire che c’è qualche altra cosa di sotto. Altrimenti perché accettare nelle sue fila presenze così ambigue ed imbarazzanti?

Perché vuole vincere a tutti costi. Costi quel che costi. E questo non suona bene.

E’ ovvio, a questo punto, che se Enzo vuole fare il sindaco è perché anch’egli non è immune al “ritorno personale” che questa carica, stuartu o dirittu, offre. E per farlo deve di nuovo stringere alleanza con il diavolo. Per cui o è un santo che si immola al diavolo per l’umanità, oppure e qualcos’altro che cerca, come ad esempio controllare lo sviluppo urbano dell’area sud di Cosenza.

petrone

Se non fosse così, non accetterebbe mai accordi che mortificano la sua dignità politica, e personale. E’ chiaro che queste presenze gli servono come arma di pressione sul PD, per imporre la sua candidatura. Ed è ancor più chiaro che tali presenze, che si palesano in sala appositamente, sono strumentali a lotte intestine tutte interne a quella schifezza che è il PD a Cosenza.

E’ questo suo voler stare nei giochi e giochetti di questa bassa politica, pur di fare il sindaco, che non lo rende vero all’occhio della gente. Si sganci da questi e dimostri il suo vero valore sul campo. Fuori dagli accordi sottobanco, e con un programma vero e realizzabile. Dimostri praticamente cosa vuol dire amare questa città. Mettendo in campo forze sane e genuine, e accompagnando alla porta marpioni e strumentalizzatori di ogni sorta. Senza se e senza ma.

Enzo è talmente preso dalla voglia di fare il sindaco per risolvere i nostri problemi che all’iniziativa di ieri ha messo in campo a suo sostegno il meglio della politica cittadina.

paolini convention

Ha radunato al Modernissimo qualche centinaio di persone, ed ha presentato alla stampa, oltre la sua candidatura, qualcosa come 14 liste a suo sostegno. Tra cui SEL, un partito che non esiste più da tempo e che si palesa solo in tempo di elezioni con una lista che raccoglie qualche centinaio di voti, fra amici e parenti. I Verdi Ecologisti.

Io personalmente non so proprio chi siano. Pensavo non esistessero più i Verdi. Il Partito Liberale Italiano, quello di Benedetto Croce e Luigi Einaudi. Non so da chi sia rappresentata tanta nobiltà a Cosenza.

Poi ci sono i Socialisti. Quelli buoni per ogni lista. E diverse liste civiche. Insomma, ha chiarito l’entità del suo pacchetto di voti, che mette a disposizione di chi gli garantisce ciò che a lui interessa. A me, francamente, che non penso che Enzo possa ripetere in termini numerici la performance delle passate amministrative, dove lui era la “novità”; anche alla luce dei nuovi guai giudiziari, più che una prova di forza, quella di ieri di Enzo mi pare l’adunata dei reduci dalle crociate dell’armata Brancaleone.

GdD