Europa League, il Sassuolo si qualifica e Berardi segna ancora

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Il Sassuolo di Di Francesco ha scritto la storia: parteciperà ai gironi della prossima Europa League per la prima volta dalla sua fondazione.

A sancire questo traguardo, il pareggio in uno stadio riconosciuto come uno dei più intimidatori del continente, contro un avversario dal nome altisonante.

Finisce 1-1 con la Stella Rossa al Marakana di Belgrado, conseguenza delle reti di Berardi (al 28′) e di Katai (al 54′). All’inizio del suo quarto anno in Serie A, la società del patron Squinzi aggiunge ulteriore magia a una favola basata su programmazione e lungimiranza: è il Sassuolo di Berardi (classe 1994), di Duncan e Politano (1993), di Lirola (1997, un assist d’oro per lui all’esordio) ma anche di Magnanelli (dalla serie C2 fino all’Europa con i neroverdi), di Consigli (decisivo in questa cavalcata), di Acerbi e Cannavaro (bunker invalicabile in questo inizio di stagione). Un mix di gioventù ed esperienza, per lo più made in Italy.

Il 3-0 del Mapei Stadium permette agli emiliani di entrare in campo con una sicurezza ragguardevole: sin dalle prime battute di gioco gli ospiti sono bravi a rallentare il ritmo, frenando sul nascere l’attesa carica dei padroni di casa.

La Stella Rossa, del resto, non è certo quella di Savicevic e Jugovic che si laureò campione d’Europa nel 1991: ciò non toglie meriti a un Sassuolo che ha dimostrato personalità anche in Serbia. Non è un caso se, al 13′, Matri va vicino al gol (palo per lui, a tu per tu con Kahriman).

Non è un caso se, poco prima della mezz’ora, Berardi realizza la sesta rete stagionale (sempre a segno nelle prime 5 gare ufficiali) e trasforma il sogno in realtà (a quel punto, ed era il 28′, la Stella Rossa avrebbe dovuto segnare 5 gol per superare il turno).

I secondi 45′ si aprono con una triplice occasione per Matri che non riesce a superare Kahriman né di piede (due volte) né di testa. Un diagonale da fuori area di Katai (54′) batte Consigli e regala nuove energie ai serbi che però tremano, tredici minuti dopo, sul tiro di Falcinelli: palla fuori di poco. Al fischio finale tanti sorrisi e tanti abbracci: un lieto fine che ha il sapore di un memorabile inizio.

Fonte: Gazzetta dello Sport