Evelina la Patatina: la mia è una dura vacanza di lavoro

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Da quando Occhiuto è stato eletto di nuovo a sindaco le preoccupazioni della Patatina per quest’estate sono svanite.

La consulenza, pagata con i soldi di voi caggi, assegnatagli dal sindaco in materia di cultura, le ha permesso anche quest’anno di spridare con prosecchini e ostriche sti spiagge spiagge alla faccia vostra, che, per dieci giorni di mare, dovete lavorare 10 ore al giorno per i restanti 355. E c’è pure chi lavorando 355 giorni all’anno non può permettersi neanche quelli.

In tanti, la stragrande maggioranza dei cosentini, le vacanze non le vede neanche con il cannocchiale. Come si dice: c’è chi può e chi non può. E voi siete quelli che non “può”. Lei, può. Sempre con i soldi vostri.

Lei acchiappa già da luglio quasi 3.000 barbettoni al mese, per starsene tranquilla sdraiata al sole con le minne al vento, e voi chiusi in casa, dopo aver pagato le tasse fino all’ultimo centesimo, davanti ad un ventilatore a cercare un po’ di refrigerio.

le minne di evaUna teoria che la Patatina ha spesso enunciato (specie nella vita passata)  e che la sua grande intelligenza le ha permesso finalmente di realizzare: la redistribuzione della ricchezza. Sì, quella che dovete “redistribuire” a lei che una fatica come tutti gli altri non se la può andare a trovare.

Dovessimo fare che una intellettuale del suo lignaggio si sporchi le mani che so, lavando due piatti, o con qualche altro lavoro? Non sia mai una offesa di questo tipo alla sua persona. Non fosse altro che per le sue nobili origini. Si sa che i nobili lavorano con il cervello. Anche se faccio fatica a capire dove sta posizionato nel suo corpo il cervello.

Generalmente sta nel cranio, ma dubito che nel suo ce ne sia uno. E se c’è, forse neanche lei se ne è accorta. Comunque, a disturbare le meritate vacanze alla Patatina, dopo un anno di duro lavoro sti locali locali, a bere sciampagna e a mangiare prosciuttini, ci si è messa la rubrica del suo telefonino. Una disgrazia che purtroppo le è capitata di recente e che le sta portando via tanto tempo, sottraendolo ai party, agli aperitivi glamour, alle cene naif, e ai pranzi radical.

Da quando ha cambiato per l’ennesima volta bandiera, passando da Loiero ad Occhiuto, e prima ancora dalla lotta di classe a Nicola Adamo, la Patatina è stata costretta ancora una volta a cancellare alcuni nomi dalla sua rubrica per inserirne altri. Infatti, siccome l’elenco è lungo, La Patatina trascorre gran parte della sua giornata lavorativa a bordo piscina a cancellare i vecchi contatti per aggiungere i nuovi.

Ha dovuto sostituire Casarini con Spataro, Bifo con Orsomarso, Piperno con Occhiuto, Scalzone con Vigna, Balzerani con Santelli, Negri con Campanella, Leporace con Leporace, ecc. ecc.

Insomma, un lavoraccio che non ti dico che rischia di inficiare le meritate vacanze alla Patatina. Qualcuno le ha consigliato di farla magari più in là questa operazione, e di godersi le meritate vacanze che per lavorare (poi) il tempo si trova sempre.

Ma lei pare abbia risposto che lo fa perché vuole tenersi allenata al suo lavoro (quello di cambiare numeri e amicizie), perché, da come si stanno mettendo le cose, mi sa che le toccherà rifare questa operazione a breve, ed è meglio tenersi pronti e allenati. Che non si sa mai. Povera Patatina, non può godersi un minutino di pace che come ne aggiusta una, se ne scioddra un’altra!

Mara Meo