Evelina, sciampagnino e patatina

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Alla fine ce l’ha fatta. Missione compiuta. Le vacanze al mare a vigna e a spese dei caggi, almeno per questa estate, per Evelina la Patatina, sono di nuovo una realtà.

Il prosecchino serale con annessa degustazione, per il momento, è salvo. L’aperitivo è vivo e lotta insieme a noi. Anzi insieme a lei. Le leccate, il servilismo, il prostrarsi ai potenti, la finta partecipazione, l’ipocrisia dell’interesse, alla fine ha pagato.

O meglio, a pagare i conti dei ristorantini e degli aperibar della Patatina, come succede da moltissimi anni a questa parte, sono i cittadini. Lei sprida e fa la radical chic con il portafoglio degli altri e noi per far contento Occhiuto dobbiamo stare zitti e pagare i conti.

Se Occhiuto pagasse di tasca sua i conti della Patatina, cosa che non può fare perché non ha un euro, potrebbe anche non fregarmene niente dei loro festini per “bella gente” nei salottini acculturati, ma si dà il caso che i soldi che alla faccia nostra sperperano, checché  ne dicano molti elettori occhiutiani, sono dei cittadini, e per gli stessi vanno spesi.

Non si capisce perché dobbiamo pagare uno stipendio a questa vagabonda che non ha mai fatto, anche quando ha ricoperto incarichi pubblici tipo 5 anni con Loiero, un solo giorno di lavoro o di ufficio in vita sua.

Chissà perché dobbiamo essere noi cittadini a pagare questo suo imposto privilegio. Fa rabbia vedere personaggi come lei a cui tutto è dovuto per chissà quale volontà divina, anche se non producono niente per la società, mentre in città esiste gente che dire tira a campare è un auspicio.

Una nomina la sua, nello staff del sindaco, che in termini lavorativi vuol dire tutto e niente, più niente che tutto, data in spregio al buon senso, alle regole, all’etica, e alle pari opportunità per tutti. Argomenti e principi di cui la Patatina spesso si riempie la bocca, specie nei convegni a nonna dove sovente partecipa, soprattutto nei momenti in cui gli serve darsi un tono da donna moderna, emancipata, indipendente e legalitaria.

evaE fa niente se poi percepisce una sorta di vitalizio senza mai fare un minuto di lavoro. Lei a differenza di tutti noi ha acquisito, non si sa bene come, il diritto ad avere una forma di vitalizio fittizio per le sue necessità quotidiane, che come si sa non sono fatte di pane, pasta e bollette, ma di prosecchini, prosciuttini, sciampagnini.

Del resto, queste sue necessità, qualcuno le dovrà pure pagare. E come si dice a Cusenza qualche caggio si trova sempre. In questo caso noi. E poi si sa, questo assegno mensile glielo dobbiamo, non fosse altro per tutte le battaglie che ha condotto per far diventare un diritto per tutti, il reddito di cittadinanza.

Ecco, lei ha tagliato i tempi della politica, ha trovato un modo per averlo subito. Brava! Se a questo aggiungiamo la sua discendenza allora non si può fare a meno di pensare a lei come ad una eletta. Quindi esente da ogni sacrificio.

Non può andarsi a trovare un lavoro come fanno tutte le altre. Ci sono migliaia di ragazze madri a Cosenza che la mattina si alzano e vanno a lavare scale per mantenere la prole, e lo fanno con dignità e voglia di riscatto. Lo fanno per essere veramente indipendenti. Non a trucco come usa fare lei.

E’ evidente che oltre ad essere una eletta, una divina, è anche una che ha il culo più sopra degli altri. Ora capite perché tutta quella manfrina di seguire Occhiuto in campagna elettorale, anche al cesso! Un modo per arruffianarsi con il vincente di turno solo ed esclusivamente in funzione di questo: avere un incarico, una consulenza, una cosa qualsiasi purché lautamente pagata e soprattutto dove non si deve lavorare. Anche perché cosa farle fare? Non sa fare niente.

Gioca a fare l’intellettuale, ma si sa che con il suo intelletto non mangia. Ecco perché dobbiamo aiutarla, per amore dello Spirito Santo. Però, anche la Patatina permetterà, alcune cose me le chiedo: che cosa dovrebbe fare la Patatina per la cittadinanza? Qual è il suo preciso compito? Che tipo di lavoro (una parola grossa per lei) dovrà svolgere?

Non è che anche questa volta dobbiamo pagarla per sentirla parlare di se e dei suoi argomenti retorici e pallosi? Mi sa di sì. I vagabondi nobili come lei non fanno altro che parlare della loro vita, mentre si crogiolano al sole con un cocktail in mano. Non conoscono altro modo per impiegare il tempo. Ma, come si dice, c’è un tempo per ogni cosa, ed ora è il tempo dello sciampagnino.

Ma cara Patatina, abbuttati mo’ che è carni i puarcu, perché del festino di domani non c’è certezza. Prosit!

Mara Mao