Politiche 2018, Catanzaro. Ex Calabresi nel Mondo: “Viscomi prima figlio, ora papà”

Il vicepresidente della Regione, Viscomi

Ex Calabresi nel Mondo: “Viscomi e Regione indecorosi, calpestano dignità e diritti degli ex lavoratori”

Ora che Antonio Viscomi, vicepresidente e assessore al bilancio della Regione in carica, è candidato alle Politiche sia nel collegio uninominale alla Camera di Catanzaro sia nel proporzionale (in maniera da avere il “paracadute” se non passa), tornano d’attualità una serie di questioni nelle quali Viscomi aveva dato il peggio (o il meglio, a seconda dei punti di vista) di se. A partire dalla questione della Fondazione ex Calabresi nel Mondo, i cui ex dipendenti protestano ormai da anni per ricevere mensilità arretrate. 

“Calpestati i diritti e la dignità degli ex lavoratori della Fondazione dei Calabresi nel Mondo. Inqualificabile l’atteggiamento di Antonio Viscomi, ex coordinatore del comitato scientifico della stessa Fondazione e, ora, assessore al bilancio e alle partecipate della Regione Calabria, e complimenti al tanto annunciato nuovo corso della politica regionale per la prevaricazione e l’indifferenza che lo contraddistinguono”.

E’ quanto affermano gli ex lavoratori della Fondazione dei Calabresi nel Mondo che aggiungono: “Siamo all’anno nuovo ma, a quanto pare, i problemi restano vecchi: ce li trasciniamo dietro. E’ evidente che le zavorre non pesano sulla coscienza di chi resta, ancora, insolvente. Sopprimere un ente non vuol dire cancellare con colpo di spugna gli impegni presi con i lavoratori.

Agli ex dipendenti della Fondazione dei Calabresi nel Mondo non sono state ancora pagate le quattro mensilità arretrate del 2014, ma solo il 30% delle stesse. La Regione resta muta e si sottrae con indifferente arroganza alle numerose istanze e sollecitazioni presentate dai lavoratori stessi e dalla Cgil.

Forse dovremmo salire sul tetto della Cittadella regionale perché saremmo più scenografici, aspettando che qualcuno corra in nostro aiuto mettendosi in mostra nei panni di supereroe? Non ci va di farlo perché siamo persone abituate per educazione e cultura alla diplomazia e non ci rassegniamo a credere che i diritti debbano essere richiesti con le minacce.

Forse dovremmo aspettare le prossime elezioni per essere un appetitoso bacino di voti, ma non ci piace neppure questa soluzione perché cadremmo nella trappola di un indegno baratto. Trincerarsi nel silenzio, non rispondere al telefono, agli appelli che stiamo più volte lanciando a mezzo stampa non sottrarrà gli enti competenti dalle proprie responsabilità. E al nuovo corso della politica regionale, annunciato con la grancassa dal presidente Oliverio, noi rispondiamo attingendo ai versi del sommo poeta Dante, in ottemperanza a quella famosa legge del contrappasso, con una triste profezia:

<Tu lascerai ogne cosa diletta/ più caramente; e questo è quello strale/ che l’arco de lo essilio pria saetta./ Tu proverai sì come sa di sale/ lo pane altrui, e come è duro calle/ lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale./E quel che più ti graverà le spalle,/ sarà la compagnia malvagia e scempia/ con la qual tu cadrai in questa valle>”.

“Indecorosa l’indifferenza del giuslavorista Antonio Viscomi – osservano gli ex lavoratori – che nonostante le continue richieste di incontro formulate dalla Cgil, si è defilato ripetutamente. Un comportamento inaccettabile per chi ricopre una carica pubblica al servizio della collettività.

Sorprendente questa lezione del cattedratico Viscomi, tra l’altro mai visto nei locali della Fondazione, nonostante fosse inspiegabilmente super remunerato come gli altri dirigenti”.

Gli ex lavoratori precisano: “Viscomi, la Regione Calabria e il Commissario liquidatore Calogero non possono mortificare tante professionalità e ledere i nostri diritti”.  “Rivolgiamo un ulteriore appello – concludono – al Presidente Mario Oliverio: abbiamo lavorato e pretendiamo le nostre spettanze arretrate. Sopprimere un Ente regionale non significa calpestare, mortificare, umiliare e annullare i diritti di chi ha lavorato onestamente. Se la Giunta regionale continua a ritenere tali deprecabili atteggiamenti capisaldi fondanti del suo operato, possiamo tranquillamente sostenere che ci vergogniamo di essere rappresentati da questa classe dirigente”.

Successivamente a questa nota di fuoco degli ex lavoratori sono accadute altre cose. A marzo dello scorso anno, Viscomi era intervenuto sull’argomento e i lavoratori avevano replicato così.

“Ringraziamo papà Viscomi per la paternale sulle partecipate della Regione Calabria”. E’ quanto afferma una delegazione di ex lavoratori della Fondazione dei Calabresi nel Mondo in riferimento all’audizione sulle partecipate in Commissione vigilanza del vicepresidente della Giunta regionale. “Citiamo – aggiungono – sue testuali parole: ‘La Regione non può più essere considerata come una grande mamma che interviene sempre a pagare il conto delle spese scriteriate e senza giudizio dei figli’. Noi non vogliamo dilungarci in ramanzine, che fanno anche perdere il senso delle questioni in essere. Vogliamo solo ricordare a papà Viscomi che è stato lui stesso figlio di una partecipata, in qualità di coordinatore del comitato scientifico della Fondazione dei Calabresi nel Mondo e in quel momento non disdegnò un lauto compenso per la sua prestazione fantasma (nei locali della Fondazione non si è mai visto!). Eppure noi eravamo presenti in Fondazione ogni giorno dalle 9 alle 17”.
“E’ evidente – concludono – che ora i tempi sono cambiati e papà Viscomi butta dalla finestra l’acqua sporca ed il bambino. Ribadiamo ancora una volta: pretendiamo i nostri stipendi”.

Il Tribunale di Catanzaro il 12 giugno 2017 ha condannato la Regione Calabria al pagamento delle somme dovute alla stessa Fondazione. La conseguenza di tale negligenza o inadempienza è che la Regione Calabria potrebbe andare incontro ad un danno erariale di notevoli dimensioni ma Oliverio e Viscomi non hanno deciso di muoversi neanche dopo la sentenza..
«La totale irresponsabilità dei vertici regionali – affermano gli ex lavoratori dei Calabresi nel Mondo – è sotto gli occhi di tutti: abbiamo lavorato e pretendiamo i nostri soldi. Se non si riesce a soddisfare questo nostro sacrosanto diritto il presidente della Regione, Mario Oliverio, l’assessore alla partecipate Antonio Viscomi ed il dirigente Fortunato Varone lascino immediatamente le loro postazioni di potere e diano ad altri la possibilità di colmare le loro palesi negligenze». Ma Viscomi non solo non ha lasciato la sua postazione di potere ma si appresta addirittura a sedere in Parlamento. Complimenti!