Ex Legnochimica: l’associazione Crocevia sconfessa Manna e i suoi amici su tutti i fronti

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L’Associazione Ambientalistica Crocevia ha scritto una nota in merito alla delicata vicenda della ex Legnochimica e in particolare alla riunione della Commissione organizzata dal Comune di Rende.

Eccone il testo. 

In realtà la nostra partecipazione alla riunione della Commissione sulla Legnochimica è dovuta ad un invito del Presidente – Dott. Verre – avvenuto qualche ora prima della stessa riunione, su nostra esplicita richiesta fatta pervenire all’ufficio protocollo del Comune di Rende.

Vorremmo smentire quanto scritto a proposito di una nostra collaborazione con l’amministrazione Comunale in merito alla vicenda della ex Legnochimica. Questa smentita è doverosa, poiché come associazione, ci siamo resi conto che il problema della Legnochimica è diventato solo ed esclusivamente un problema POLITICO, e, noi di Crocevia, non apparteniamo a nessun colore politico ma, al contrario, rappresentiamo la parte danneggiata da questa assurda diatriba politica che è la popolazione della zona industriale di Rende.

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Ciò detto, ci teniamo a precisare, che l’associazione Crocevia è disposta a collaborare con chiunque (anche con l’amministrazione Comunale), voglia realmente e fattivamente affrontare il problema della Legnochimica ma non con parole campate in aria ma con fatti concreti.

Per entrare nel merito dell’incontro del 14/01/2016, per noi ambientalisti, non è stato affatto u incontro costruttivo così come si vuole far credere alla popolazione, anzi, ancora una volta ci siamo sentiti dire che quello della Legnochimica è un terreno privato e, come tale, il Comune può fare ben poco. Quasi quasi, abbiamo avuto l’impressione che a Rende, chiunque ha un terreno di sua proprietà, può fare quello che vuole tanto il Comune non può intervenire sul privato.

Nella stessa riunione, nei pochi minuti che il Sindaco ha presenziato, ha semplicemente dato lettura ai presenti della Sentenza del Tar che ha sospeso l’ordinanza dello stesso Comune, nella parte che obbligava Legnochimica alla bonifica urgente del sito, non ravvisando per difetto di motivazione e di istruttoria – così si legge sulla sentenza – il carattere dell’urgenza. A nostro modesto avviso, allora, prendiamo atto che qualche errore è stato commesso nella preparazione dell’ordinanza e noi di Crocevia lo abbiamo fatto presente alla commissione.

Non abbiamo ancora capito quale sia il piano che l’amministrazione vuole adottare al fine di risolvere l’annosa questione. Il privato che vorrebbe acquistare i terreni e che oramai, tanto segreto non lo è più visto che tutti ne conoscono l’identità, non concretizza la sua offerta ed in realtà, a noi ambientalisti, tale soluzione ci fa un po’ paura. Non vorremmo cadere dalla padella nella brace, visto anche le numerose segnalazione di malessere che i cittadini di Rende (Arcavacata, Santa Chiara, Santa Rosa, Roges e non solo, si lamentano anche quelli di settimo di Montalto Uffugo), provocati dagli odori nauseabondi che si sentono con sempre più frequenza nella zona.

Forse è proprio per questo che la proposta del consigliere penta stellare, di stralciare dal PRG quei terreni dove oggi si trovano le vasche della ex legno chimica, fa drizzare i capelli a tutti, tanto che viene sempre bocciata.

Un’ultima precisazione infine è doverosa.

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Non riteniamo che la Procura abbia riaperto l’inchiesta grazie alla denuncia del Sindaco Manna. Bisogna ricordare a chi ha la memoria corta, che la denuncia di cui parlano il Sindaco l’ha presentata qualche giorno prima della scadenza del termine di trenta giorni che il M5S e Crocevia gli avevano imposto con la notifica della messa in mora.

Pertanto, la denuncia in Procura, è stato solo l’azione che ha evitato al Sindaco di incorrere nelle conseguenze che il mancato rispetto del suddetto termine prevede.

Inoltre, detta denuncia, ha fatto seguito alla numerose denunce e proteste dei cittadini della zona industriale che fanno parte dell’Associazione Crocevia, portando all’attenzione dell’opinione pubblica e della magistratura il gravoso problema.

Noi ambientalisti, ribadiamo con forza quanto abbiamo detto in quella riunione ai componenti della Commissione Speciale sulla Legnochimica ed al Sindaco, bisogna adottare dei provvedimenti concreti e materiali atti ad evitare l’autocombustione dei bacini prosciugati, evitando che con l’arrivo della stagione estiva, i cittadini siano nuovamente costretti a respirare per l’ennesima volta le esalazioni nocive. A tal proposito abbiamo invitato il Sindaco a convocare la Conferenza dei Servizi che autorizzi le associazioni e i cittadini, qualora il Comune non fosse in grado di reperire le risorse, ad effettuare la piantumazione di piante a crescita elevata che consentano di evitare perlomeno le autocombustioni e nello stesso tempo, sperimentare gli effetti della fitodepurazione sul sito come già fatto da altre associazioni su terreni dell’ILVA di Taranto.

Auspichiamo infine, interventi più concreti da parte del primo cittadino, in fin dei conti i residui chimici della Legnochimica sono sul territorio Rendese o ancora non ce ne siamo accorti?

L’Associazione “CROCEVIA”