Falsi precari all’ASP: il “miracolo” di Natuzza e la (giusta) beffa per i raccomandati

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Ma chi l’ha detto che in Calabria non avvengono i “miracoli”? 

In queste ore abbiamo appreso che è avvenuto l’ennesimo colpo di scena per l’ormai annosa vicenda dei 135 falsi precari, raccomandati da tutti i partiti dell’arco politico, assunti all’ASP di Cosenza pochi giorni prima delle elezioni regionali del 2014 ma mai retribuiti per il lavoro svolto. Nelle settimane scorse sembrava pressoché certo che la Regione avesse deciso di provvedere ad accollarsi il milione e mezzo di euro destinato ai raccomandati come stipendi non percepiti e invece… nisba.

Il “miracolo” è stato concepito nientepopodimenoche da… Natuzza Evolo da Paravati, comune di Mileto, provincia di Vibo Valentia. E ora vi spieghiamo perché.

Natuzza era la mistica del popolo, colei che aveva ricevuto, pare dalla Madonna, le stimmate e il dono della veggenza. Era analfabeta ma comunicava con i morti e, soprattutto, richiamava a Paravati migliaia e migliaia di persone che volevano conoscere il loro futuro e parlare con i loro morti. Insomma, una santa. “Sopportata” finanche dalla bacchettona chiesa ufficiale. Morta il 1° novembre di qualche anno fa a 85 anni d’età. “Morta già santa nel giorno dei santi” ricordano gli estimatori della mistica.

natuzza-pCi interessa poco ritornare sul problema della fede o della credenza per i miracoli di Natuzza, qui parliamo di privilegi e clientele, che per noi sono tutti uguali: chiesa, misticismo, magistratura, forze dell’ordine, politica non cambia niente.

Poiché TUTTI sono affascinati da Natuzza Evolo, in Calabria succede anche che i suoi parenti più prossimi siano privilegiati, tanto per cambiare, da quella politica da quattro soldi che capisce bene da quali “famiglie” possa arrivare il consenso.

Angela Nicolace (figlia di Natuzza)
è da una vita dirigente alla Regione Calabria del Dipartimento Tutela della salute e Politiche Sanitarie. Attualmente è in ferie perché sta per andare in pensione. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Tutti possono avere un figlio dirigente alla Regione.

Ma è un po’ più difficile che si possa avere una figlia e un nipote entrambi dipendenti ed entrambi dirigenti della Regione Calabria.

Fortunato Varone, questo mitico nipote di Natuzza, figlio della figlia, Angela Nicolace, è stato per un po’ di tempo dirigente alla Regione Calabria del Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria. Poi, con Decreto del PGR n. 138 del 4 dicembre 2015, è stato nominato Commissario Straordinario di Azienda Calabria Lavoro e della fondazione FIELD.

E l’irresistibile ascesa del nipote di Natuzza è stata coronata dalla nomina a dirigente generale al Dipartimento Lavoro e Sviluppo economico.

Bene, Varone si è accorto che la famosa convenzione con la quale si dava il via libera alla regolarizzazione dei falsi precari era stata revocata nel dicembre 2015 dal suo predecessore Antonino De Marco. Sembra incredibile ma è così.

Ed è per questo che noi di Iacchite’ riteniamo che ci abbia messo lo zampino “Santa Natuzza” magari apparendo in sogno al nipote e rivelandogli la verità… 

Raffaele Mauro
Raffaele Mauro

Varone, naturalmente, se la prende con quella Faccia di plastica del direttore generale dell’ASP di Cosenza ma, per quanto sapete bene come ne abbiamo una pessima considerazione, stavolta Raffaele Mauro c’entra poco o nulla.

In questa circostanza, tutto arriva dalla “Santa”. E del resto non è il primo miracolo che Natuzza compie per il suo adorato nipote.

Da qualche mese, per esempio, Calabria Lavoro ha pubblicato i bandi della Misura 7.1 di “Garanzia Giovani”. Ma si tratta di bandi redatti senza l’autorizzazione del Dipartimento Lavoro della Regione e addirittura con il parere negativo del Ministero del Lavoro e dell’autorità di gestione, che ha dichiarato inammissibili i costi dell’impegno di spesa, calcolati addirittura in oltre 6 milioni di euro.

Nonostante l’intervento del Ministero, però, Calabria Lavoro non ha ancora fermato la procedura e probabilmente ha intenzione di andare fino in fondo, alla chetichella, o, come dicono a Napoli, aumm aumm… E, per quanto ne sappiamo, Varone sta andando avanti e Natuzza, che gli appare regolarmente in sogno, gli ha detto di non temere: “Tuttappostu, niputi miu, ci pensu ieu…”.

Insomma, questo Varone ha veramente una grande Santa in paradiso. Perché Natuzza altro non è che il diminuitivo di “Fortunata” e suo nipote, che ovviamente si chiama Fortunato,  lo chiamano tutti “Natino”. E spesso fa “miracoli”!

Ora ai falsi precari raccomandati è rimasta solo… l’UGL e quello stesso sindacalista, Franco Mazza, ex CGIL, che ha imbucato in quell’elenco un bel gruppetto di clienti. Insomma, sono messi molto male. A meno che non avvenga di nuovo qualche altro… miracolo.