Falsi precari all’ASP: quell’elenco che puzza di Citrigno

Pierino Citrigno
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Ivan Greco è stato un calciatore professionista. Da Castrolibero arriva addirittura alle giovanili dell’Inter all’inizio degli anni Ottanta ma non è un predestinato. Smette presto e si lancia nel mercato della pubblicità, lavora per il Quotidiano della Calabria contribuendo al successo della Pubblifast ma poi viene incantato dalle sirene di Pierino Citrigno. E sarà lui a succedere a Camillo Tripicchio, primo concessionario di Calabria Ora, “eliminato” (presumibilmente per… scarso rendimento) da don Pierino e sostituito dal rampante Greco con la neonata Pubbliora.

In che modo Ivan Greco sia legato a Citrigno è facile da raccontare: alla fine ne è diventato socio. Pare anche con un esborso non indifferente ma in questi casi si sa quanto sia labile il confine tra soldi versati e da versare. Specie quando c’è di mezzo Citrigno.

E poi la sua deferenza nei confronti del potente imprenditore è assoluta: quando gli parla lo chiama veramente “don Pierino” e non gli riesce proprio altro che dargli del voi!

Ma non solo. Sua moglie Simona Gallo, alla quale è intestata Pubbliora e che capisce di pubblicità come io capisco di leguminose, è parente della moglie del figlio prediletto di Citrigno, Alfredino, quello che parla con lo stampatore De Rose nella celeberrima telefonata del Cinghiale.

Il padre di Simona, poi, ha un altro figlio che non porta però il suo stesso cognome. Si chiama Francesco Amodio. Prima ha fatto parte della malavita nel clan degli zingari ma ben presto ha fatto il salto della quaglia e si è pentito. Sarà un caso, ma a prenderlo in custodia sarà il giudice Facciolla, che solo qualche tempo prima aveva arrestato Piero Citrigno. Amodio, poi, finirà nel tritacarne del magistrato “rivale” di Facciolla, ovvero Vincenzo Luberto, che ne invocherà addirittura l’arresto.

Quando esce la Provincia di Cosenza, il cui editore “ufficiale” è proprio Pubbliora, qualche giorno prima delle Regionali 2014, Greco almeno non va a stampare da De Rose e la linea del giornale la dettano quei giornalisti che si sono sganciati da Paolo Pollichieni: Graziadio, Petrasso, Cribari e Furia.

Le cose vanno male, in termini di vendite, io faccio parte del “progetto” da collaboratore esterno e inizia il “pressing” di Greco per farmi pubblicare documenti ed elenchi relativi alla famosa vicenda del 133 (falsi) precari assunti all’ASP qualche giorno prima del voto.

Cosenza-AspIvan Greco (chissà perché…) è informatissimo sulla vicenda e mi passa l’elenco dei raccomandati, all’interno dei quali ci sono tutti i clienti e i parenti dei politici cosentini, affinché io possa proporlo ai miei colleghi e farlo pubblicare. Come in effetti viene pubblicato. Per la precisione, il 4 dicembre del 2014. Con grande “scandalo” e (finalmente!) qualche copia venduta in più.

La manovra puzza di Citrigno lontano un miglio ed è evidente che l’usuraio è fuori dai giri politici e cerca di (ri)accreditarsi anche attraverso il giornale del suo socio.

I tempi sono maturi, dopo appena due mesi (8 gennaio 2015), per “rompere” con i dissidenti di Pollichieni e per affidarmi la direzione del giornale.

Greco non può certo nascondermi il legame che ha con Citrigno e in una prima fase mi lascia fare praticamente quello che voglio, dal momento che il suo socio (occulto) non ha certo interessi per nessuno dei politicanti che in quella fase lo hanno messo ai margini.

Figuratevi, poi, quando si scrive di sanità. Lì l’obiettivo da “demolire” non può che essere uno: il gruppo iGreco di Cariati. Il progetto di Ospedali Riuniti è una mazzata per don Pierino ed Ennio Morrone, proprietari anche loro, come iGreco, di cartelli di cliniche. 

Citrigno, come sempre, dimostra maggiore senso politico e ordina a Ivan Greco l’attacco ai cariatesi. Un ordine che non si può mettere in discussione. Almeno in questa fase. Siamo a febbraio 2015 e io ho preso la direzione del giornale da appena un mese. Voglio vedere fino a dove vogliono arrivare. L’obiettivo è quello di far prendere il giornale ai cariatesi e creare le basi per una “pax” o comunque un patto di non belligeranza con l’usuraio. Ma appena lo capisco (3 aprile 2015) sbatto la porta e me ne vado. I tempi sono maturi per sganciarsi da questi delinquenti. E’ così che nasce il “progetto Iacchite'”.

Loro, Citrigno e iGreco, continuano le loro manovre per fare soldi insieme ai politici che li foraggiano. Pierino è tornato a legarsi a doppio filo con Adamo e frequenta anche lui il decimo piano della Cittadella. Il gruppo iGreco, dal canto suo, continua a strumentalizzare i lavoratori per mercanteggiare posti letto ed aumentare i guadagni.

E io non ho problemi a scrivere che sono entrambi (Citrigno e iGreco) le conseguenze inevitabili di un potere politico che va assolutamente fermato. Prima che sia troppo tardi.

Gabriele Carchidi