Fenomenologia di Mario Occhiuto (di Pasquale Rossi): “Uno di noi” al potere

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di Pasquale Rossi

La vittoria di Donald Trump negli Usa è la conferma, definitiva, che viviamo in una temperie culturale, sociale e politica tragica nella quale gli incompetenti, gli incolti e i parvenus governano e governeranno il mondo.

Il palazzinaro Trump, il globo, il comico Grillo, l’Italia e, già da cinque anni, l’architetto Occhiuto, Cosenza.

I tre hanno in comune una sfrenata ambizione, una sostanziale ignoranza dei complessi meccanismi del governo della cosa pubblica accompagnata da un’arroganza tracimante in volgarità, un’incrollabile convinzione di essere nel giusto e un violento disprezzo per le posizioni degli oppositori e, infine, un odio sociale nei confronti delle élites.

Le dichiarazioni di Grillo dopo la vittoria di Trump gettano, finalmente, luce sulla vera natura del suo movimento: i grillini, come il palazzinaro americano, sono i barbari (ipse dixit) che, dopo aver premuto sui confini dell’impero, stanno finalmente conquistando Roma, spazzando via il potere costituito.

La loro è una lotta contro l’establishment, contro le élites socio-economiche, politiche e, soprattutto, culturali colpevoli di averli marginalizzati, ignorati e disdegnati. Li anima un sentimento di rivalsa e di rivincita da capopopolo, da Masanielli, sebbene ricchi o ricchissimi, che raccolgono intorno a loro una sterminata plebe un po’ barbarica, senza alcuna coscienza di classe, priva di istruzione e ciecamente rabbiosa contro l’establishment, contro i potenti che li hanno, finora, sfruttati, disprezzati, ridotti e tenuti ai margini.

OCCHIUTO, UNO DI NOI, CONQUISTA IL POTERE

La parabola del sindaco Occhiuto appartiene, a pieno titolo, a questa temperie culturale e politica nella quale ha vinto Trump e vincerà, tra poco, Grillo.

A Cosenza ha stravinto, da poco, proprio il miglior Masaniello calabrese che -pur facendo parte dell’establishment perché è stato un imprenditore e il presidente di un ordine professionale per più lustri- ha avuto l’abilità di farsi passare e percepire come “uno di noi”: una persona normale, oberata di debiti, una persona fuori dal sistema che mai si era occupata di politica.

Facendosi passare, per cinque lunghi anni, solo come “uno di noi”, un libero professionista prestato alla politica conquistando, pezzo per pezzo e clientela per clientela, un apparentemente piccolo, ma pervasivo, potere.

La lotta che ha finto di ingaggiare contro le vecchie, e colpevolissime, élites cosentine e calabresi lo trasforma, ipso facto, in un una sorta di icona popolare, populistica, agli occhi della ggente comune che s’è innamorata di lui e approva qualunque cosa faccia, in qualunque modo le faccia.

Occhiuto, di cose, ha iniziato a farne tante perché sa che la ggente, dopo anni di immobilismo, vuole che si facciano cose, non importa quali e come. Ha instaurato un rapporto diretto, emotivo, con la ggente grazie a, da una parte, un sistema clientelare raffinatissimo e, dall’altra, per mezzo di un gioco di specchi fasullo che suscita nella ggente un’empatica immedesimazione in lui, che glielo fa riconoscere come “uno di noi”.

anna lottiIl tutto veicolato grazie ad un uso sapiente e dispendioso dei social sui quali spadroneggia grazie a decine di trolls e fakes stipendiati che presidiano le pagine più frequentate, ma anche grazie a genuini fans.

Come Grillo, il comico straricco, che è diventato il capopopolo di un’immensa massa di plebe rabbiosa e irragionevole, Occhiuto, pur occupando una posizione di potere, è diventato il leader dell’antipolitica cosentina e si appresta a diventarlo anche di quella regionale.

È questo il motivo per il quale il M5Stelle a Cosenza in pratica non esiste, non presenta candidati eleggibili, non prende voti: il vero, unico e inimitabile grillino in chief è proprio Occhiuto. Ha stravinto perché è lui ad essere diventato, a dispetto dell’enorme potere acquisito in questi lunghi cinque anni, il campione dell’antipolitica che ha detto di avere contro i potenti ed i potentati politico-affaristici della città e ne è uscito vincitore con il voto della ggente.

E Occhiuto asseconda queste rozze pulsioni che vengono dal basso, facendo cose in maniera compulsiva e ossessiva senza badare al bene comune, senza porre attenzione al modo, senza tener conto delle regole.

luminarie Un ininterrotto profluvio di: guide turistiche contenenti errori marchiani, ma pagate decine di migliaia di euro, ridicole celebrazioni e feste alariciane che saranno ricordate solo per i soldi sprecati ed il disdoro (nazionale ed internazionale) di averle realizzate, volgari e costosissime luminarie in ogni dove, allargamenti, distruzioni e rifacimenti continui di marciapiedi, deturpazioni architettoniche di piazze e piazzette, stagioni teatrali da strapaese, manifestazioni artistiche di infimo livello, ristrutturazioni di monumenti, come il Castello, da denuncia penale, totale e colpevole incuria del centro storico che nel frattempo è sempre più in pezzi, progettazione di un museo (quello di Alarico, per 7 mln. di euro) per costruire un ennesimo contenitore senza contenuti, et cetera et cetera.

Il nostro eroe, insomma, riesce a conquistarsi una credibilità popolare basata su un attivismo frenetico, dispendioso e inconcludente, adottato per ottenere il facile e immediato consenso della ggente che affolla, davvero entusiasta, le sagre strapaesane che allestisce lungo i fiumi e lungo Viale Mancini illuminate dalle, ormai, celeberrime luminarie.

1 – (continua)