Ferrovie della Calabria, concorso truccato per autisti: i primi 30 papponi hanno firmato il contratto della vergogna

Buongiorno,

ci sono novità sull’ormai tristemente noto concorso truccato per autisti delle Ferrovie della Calabria. Nonostante il ricorso del Codacons in procura e gli oltre 10 ricorsi presentati tramite il giudice ordinario del Tribunale di Catanzaro, nella scorsa settimana i primi 30 raccomandati di ferro (o “papponi” come li chiamate giustamente voi) hanno sostenuto le visite mediche a Reggio Calabria. Le hanno passate a pieno nonostante un paio di persone portino gli occhiali cumu 2 culacchi e buttiglia… ieri dunque hanno messo la fatidica firma sul quel contratto che tutti sognavano e che loro hanno rubato a tanti calabresi meritevoli che lavorano al Nord o che hanno studiato ma senza successo subendo ancora una volta la strapotenza del sistema! Quindi glieli facciamo gli auguri a questi bravi ragazzi nati con la camicia? Anzi con la raccomandazione, dando un consiglio ai genitori delle future generazioni: sceglietevi bene u Patrinu come ha fatto Straface …!

Lettera firmata

Il nostro lettore ha ragione da vendere: gli auguri allora glieli facciamo, ripubblicando tutti i nomi dei trenta papponi che stanno per prendere servizio, scegliendosi anche la sede (!) e raccontando a tutti come hanno fatto a “rubare” il posto a tanti cittadini onesti.

I FRATELLI TERRIBILII fratelli Fururi da Taurianova ormai sono diventati famosissimi e hanno battuto il record dei record perché sono stati collocati entrambi tra i primi trenta. Consegnando le loro “fatiche” della prima prova avevano preso – incredibile ma vero! – lo stesso punteggio… In questa seconda prova, almeno, chi ha scritto la graduatoria farlocca ha evitato di collocarli allo stesso posto. Qualcuno ci ha fatto anche notare che il più piccolo dei fratelli, il buon Antonino, è nato nel 1996 e che – stando a quanto ci dicono – la patente per i pullman ovvero la D si può conseguire solo a 24 anni… In ogni caso, anche se fosse possibile prendere la patente prima dei 24 anni, fa davvero specie che due ragazzi, uno classe ’96 e l’altro classe ’93, possano aver battuto la concorrenza di autisti con i “coglioni quadrati” ma siamo in Calabria e come sapete tutto può succedere. Abbiamo anche appreso che sono figli di un ex ferroviere (capotreno) e che anche il loro fratello maggiore è attualmente un autista! Dunque, siamo addirittura a tre fratelli, tutti autisti e nella stessa azienda-carrozzone. Roba che la realtà supera abbondantemente la fantasia… Il padre di cotanti “fenomeni” ha raggiunto felicemente l’età pensionabile mentre il fratello maggiore presta servizio nella zona di Gioia Tauro. Peccato non aver potuto avvertire prima “Le Iene”, ci saremmo fatti altre quattro risate con i “fratelli terribili” di Taurianova, anzi da Taurianova con “fururi”…

I SINDACATI

I sindacati occupano sempre un posto di primo piano anche se in questo concorso i nomi attribuibili a loro non sono molti.
Daniele Pescatore ce l’ha fatta ed è entrato tra i “magnifici trenta”. E’ il figlio di Mario, ex deus ex machina del sindacato di base (o autonomo, come preferite) Usb, dal quale però è stato “costretto” a dimettersi a gennaio. Il figlio Daniele, del resto, è stato già assessore a Mendicino col sindaco Piscitelli ed era stato inserito anche in quella lista di falsi precari all’Asp che avevamo già “sgamato” anni fa e che ha costretto Pescatore a trovarsi un altro lavoro truccando i concorsi alla faccia delle persone oneste. Adesso speriamo che prenda pace… Così come la madre, la signora Maria Catania, che non a caso ancora fa parte della segreteria di Lo Feudo: quando si dice il caso!

IL PRIMO DELLA LISTA

“Il primo in lista alla prima prova (ben 59/60 risposte esatte) – ci ha scritto uno dei tanti esclusi dagli ammessi – si chiama Rocco Circosta… sarà mica parente di quelli che hanno le officine e quindi la manutenzione dei mezzi delle Ferrovie della Calabria?”. Noi non lo sappiamo con certezza se è parente o meno, ma di certo è il primo della lista e non si arriva primi della lista se non si ha qualche santo in paradiso.

La manutenzione ordinaria e straordinaria dei pullman è stata in mano ai Fratelli Circosta Srl dal 2007 al 2012. “Hanno vinto una gara europea”, affermava tempo fa il padrone delle Ferrovie della Calabria ovvero Giuseppe Lo Feudo. Era il 2007. “Non io, ma tutto il Consiglio di Amministrazione lo decise”. Morale: sessanta dipendenti in meno. Dove sono andati a finire? “Non li abbiamo licenziati. Alcuni sono andati in pensione. Altri adesso svolgono mansioni diverse”. Ci ha guadagnato la Pubblica Amministrazione? “Certo”. E come? Iniziano i calcoli. E vengono fuori i particolari della gara europea. “Venticinque centesimi di euro per ogni chilometro. La linea gommata ne percorre circa nove milioni all’anno. Due milioni di euro per Circosta, quindi. Solo due milioni a fronte dei due milioni e mezzo per gli operai. Anzi – corregge – ultimamente abbiamo rinegoziato il contratto. Perché la qualità, rispetto a prima, è leggermente diminuita.

La ditta adesso (si parla del 2012, ndr) si occupa della manutenzione solo degli autobus che hanno meno dieci anni di usura”. Meno chilometri e meno soldi. E chi la fa ai mezzi più vecchi? “Noi”. Sfugge al direttore il senso di appartenenza alle Ferrovie, svendute al miglior offerente. La qualità, prima, non è mai stata in discussione. Sessanta operai sull’altare dei soldi. Gestione Lo Feudo. “Gigliotti non l’avrebbe mai permesso”, confessa un dipendente che vuole rimanere anonimo. “Era severissimo. Diritti e doveri. Non faceva sconti a nessuno. Eppure le cose allora funzionavano…”. Altri tempi… Per chiudere il siparietto, dopo l’esplosione dello “scandalo”, dal 2012 i Fratelli Circosta non hanno più in mano la manutenzione. Ma un tale che si chiama Circosta è al primo posto in graduatoria per un concorso: non commette nessun reato, sia chiaro. Ma evidentemente deve avere qualche qualità “nascosta”. Che gli ha consentito di arrivare tra i “magnifici trenta” anche se non più al primo posto. Speriamo che li perdoni…

IL SECONDO DELLA LISTA

“E lo sapete chi è il secondo della lista, tale De Luca Pierfrancesco? Lo sapete che pare sia anche lui della patria di Palla Palla?… Voglio darvi un altro nome di uno scienziato che per magia è arrivato 2° nell’ormai famoso concorso truccato delle Ferrovie della Calabria. Si tratta di De Luca Pierfrancesco da San Giovanni in Fiore. Qual è il suo santo in paradiso? A San Giovanni lo sanno tutti, perché il signor Pierfrancesco De Luca è il meccanico di fiducia del capo di gabinetto di Maruzzu e Palla Palla (a San Giovanni Oliverio lo chiamano tutti così) alias avvocato Gaetano Pignatelli, anche lui di San Giovanni in Fiore. Ma guarda un po’ il caso…”. E naturalmente anche il buon De Luca ce l’ha fatta: auguri e figli maschi!

I FIGLI DEI DIPENDENTI

Passiamo adesso ai figli dei dipendenti, che sono forse la stragrande maggioranza dei raccomandati in lista. Uno è Scordamaglia: anche lui ha il padre che fa l’autista sempre nelle Ferrovie della Calabria.
E Carmine Ippolito Covelli, sarà mica parente del Covelli ex dirigente delle Ferrovie della Calabria? Non solo è parente di questo Covelli ex dirigente ma è nipote anche di Damiano Covelli, consigliere comunale a Cosenza del Pd, ex assessore, impiegato alla Regione come portaborse del consigliere Giudiceandrea e all’Università della Calabria. Un pappone di lusso al servizio da una vita di Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio. Quasi inutile sottolineare che Scordamaglia e Covelli sono nel “cerchio magico”: e ci mancherebbe pure!

IL FIGLIOCCIO DI PALLA PALLA

Salvatore bell’i papà Straface

Ma – dulcis in fundo – il concorrente che ha scatenato la rivolta degli autisti esclusi e che naturalmente è entrato nella lista dei primi trenta è un tale che si chiama Salvatore Straface e viene da San Giovanni in Fiore.

Quando ha preso la patente? Che lavoro fa? Che grado culturale ha? Chi è il padre? Assessore in quale Comune? E non è che per caso il concorso è stato spostato apposta dal 2 al 25 ottobre perché ancora non aveva conseguito il Cqc, ovvero la patente che serve per la conduzione degli autobus?

Salvatore Straface è il figlio dell’assessore del Comune di San Giovanni in Fiore, Leonardo Straface e tutti sanno che è il figlioccio di Palla Palla e che ha preso da poco la patente per guidare i bus di Romano Autolinee Crotone.
Il figlio di Straface fino a poco tempo fa gestiva un autolavaggio ma evidentemente non gli bastava. La sua pratica di guida di pullman presso Romano Autolinee di Crotone ha indignato decine di persone. Alcuni dipendenti della Romano hanno avviato delle vertenze con l’azienda perché a Straface junior hanno dato – proprio per fare pratica – la linea di San Giovanni in Fiore, mentre altri, con notevole anzianità di servizio, sono per esempio dislocati a Crotone. E’ appena il caso di sottolineare, dunque, che Salvatore Straface non ha alcuna esperienza né tantomeno un curriculum vitae.

Leonardo Straface – suo padre – è uno storico tirapiedi di Palla Palla, che l’ha fatto entrare all’Anas. La moglie di Leonardo, che è un amministrativo della scuola, ha lavorato a San Giovanni in Fiore pur dovendo prestare servizio a Cosenza. Leonardo ritira la posta del beone nella casa pallapalliana di San Giovanni in Fiore e poi la consegna al capo. Oliverio si è imposto per farlo diventare assessore e ha ordinato al sindaco Belcastro, meglio conosciuto come Tuttappostu di obbedire. E la figlia, tale Francesca, ha insegnato in alcuni corsi tenuti poco tempo fa per conto della Regione mentre attualmente pare che occupi (anche su questo stiamo indagando) un ruolo di rilievo anche nel quadri nella RegioneCome se non bastasse, solo poco tempo fa le Ferrovie della Calabria avevano già “censito” il figlioccio di Palla Palla affidandogli direttamente e senza nessuna gara la pulizia delle carrozze d’epoca. Così, tanto per gradire… Vi rendete conto, cari signori, perché non cambierà mai nulla in questa nostra sventurata terra? Questo qui ha preso la patente l’altro giorno, ha fatto qualche settimana di pratica e adesso lo assumono alle Ferrovie della Calabria. Ma vi pare possibile che accada tutto questo? Sì, in Calabria tutto può accadere!