Ferrovie della Calabria, il cerchio magico Toman&associati colpisce ancora

Continua la confusione voluta dalle Ferrovie della Calabria con l’omonima Associazione guidata dai fedelissimi pidioti ruspanti al seguito dell’eterno direttore Lo Feudo, buono per tutte le stagioni e capace di indossare le casacche di tutti i colori politici.

Sicuramente è giusto che un gruppo di giovani si diano all’associazionismo in una Calabria con un tasso di disoccupazione giovanile al 43%, ma nella terra delle clientele e dei polítically incorrect questo si traduce in una disuguaglianza di trattamento senza precedenti, ancora di più della leggi regionali 10 e 13 del “grande” e unico direttore del turismo Pasquale Anastasi e del suo fedele capostruttura, anch’esso intoccabile, Bova.

Sono passate tre legislature e sono passati da Nicola Adamo a Peppe Scopelliti e poi di nuovo a Nicola Adamo travestito da Palla Palla con la stessa facilità con cui l’Associazione della Ferrovie della Calabria ottiene un treno gratuito ogni mese per i suoi viaggi dedicati che i contribuenti normali pagano quasi 3.000 euro a viaggio.Ma questa è la punta di diamante della strategia del Dipartimento Turismo&trenino, che ha pubblicizzato la partenza con l’ormai leggendaria fotografia di Palla Palla agghindato con il cappello dì capotreno. Quel giorno c’erano tutti, dall’usciere al ministro, per l’evento che avrebbe da lì a poco sviluppato il cuore turistico della Calabria ossia la selva silana.

Ora, al contrario, se non fai parte del cerchio magico della Toman&associati non puoi fare i viaggi gratuiti a Parigi, dove i più bravi ristoratori silani hanno incontrato… il nulla, o meglio affamati visitatori sorpresi dal pranzo o dalla cena gratuita senza sapere che era il Parco Nazionale della Sila, gestito ancora dalla famosa Svampita di Lorica (al secolo Sonia Ferrari, fresca di trombatura politica alle ultime elezioni), a pagare addirittura i viaggi con la Regione Calabria prontissima a pagare il resto ad un’altra fantomatica rete ristretta ad un’élite di operatori al seguito della Sila rossa o forse ormai rossonera o meglio ancora rosa come La Rosa del gruppo (o terna che sia) di eletti nelle stanze dei bottoni dei vari enti a vari livelli di governance. Ma questa è un’altra storia.