Ferrovie della Calabria, il feudo di Lo Feudo

Oliverio e Lo Feudo, il deus ex machina delle Ferrovie delle Calabria
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143 mila euro l’anno. Da venti anni dirigente delle Ferrovie della Calabria, servitore di mille padroni. Il suo nome è Giuseppe Lo Feudo, ingegnere, governativo più di un Prefetto.

È lui che comanda le Ferrovie da decenni, lui le ha gestite portandole a un debito spaventoso coperto con i fondi Fas. Ed è lui oggi ad essere garantito e supportato da Mario Oliverio.

Covelliano storico (sono anche parenti), ai tempi di Scopelliti divenne subito amico di Fausto Orsomarso. Non mancava a una riunione di partito. Ovviamente, passato il Santo, passata la festa.

Lo Feudo vota Guccione alle regionali su indicazione di Oliverio ma lo lascia non appena litiga con il Governatore. Insieme a Marazzita e Pinna, gli altri due dirigenti, costa 400 mila euro annui per una gestione disastrosa che produce deficit.

Da Mario Oliverio ci si aspettava che lo togliesse fuori dalle stanze, ma è ancora saldo lì. Pronto a far saltare la riforma monca voluta dall’assessore Musmanno per continuare a essere il padrone della locomotiva. Una locomotiva lenta, dove ci sono appalti di milioni di euro che nessuno va a verificare.

Il feudo di Lo Feudo, uomo buono per tutte le stagioni.

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29 febbraio 2012 – Emilio Grimaldi

Gli addetti lo venerano. Sarà perché alcune indennità di pertinenza degli operai di “esercizio” le ha trasferite a tutti indistintamente, compreso gli addetti. Sarà. Concorsi pilotati? “No, sono tutte supposizioni”. E le consulenze? “Pensi che sotto la voce “consulenze” nei bilanci vengono conteggiati anche i corsi di formazione”. Nega Lo Feudo. Ma una cosa l’ammette. Anzi due. È parente di Franco Covello, ex senatore e politico di lungo corso della circoscrizione di Cosenza. Dalla Democrazia cristiana a Forza Italia. Alla Margherita. Attualmente sembra abbia raggiunto il porto del Pd. Ma soprattutto ex amministratore unico delle Ferrovie della Calabria. Colui che lo pose ai vertici delle Ferrovie. Una promozione in famiglia. La seconda. Le pasticche dei freni degli autobus. “Una sola volta è capitato!” si giustifica. Sì, si è sganciata dalle ruote mentre stava partendo. Per fortuna. La manutenzione ordinaria e straordinaria dei pullman è in mano ai Fratelli Circosta Srl. “Hanno vinto una gara europea”, tiene a precisare. Era il 2007. “Non io, ma tutto il Consiglio di Amministrazione lo decise”. Morale: sessanta dipendenti in meno. Dove sono andati a finire? “Non li abbiamo licenziati. Alcuni sono andati in pensione. Altri adesso svolgono mansioni diverse”. Ci ha guadagnato la Pubblica Amministrazione? “Certo”. E come? Iniziano i calcoli.

E vengono fuori i particolari della gara europea. “Venticinque centesimi di euro per ogni chilometro. La linea gommata ne percorre circa nove milioni all’anno. Due milioni di euro per Circosta, quindi. Solo due milioni a fronte dei due milioni e mezzo per gli operai. Anzi – corregge – ultimamente abbiamo rinegoziato il contratto. Perché la qualità, rispetto a prima, è leggermente diminuita. La ditta adesso si occupa della manutenzione solo degli autobus che hanno meno dieci anni di usura”. Meno chilometri e meno soldi. E chi la fa ai mezzi più vecchi? “Noi”.

Sfugge al direttore il senso di appartenenza alle Ferrovie, svendute al miglior offerente. La qualità, prima, non è mai stata in discussione. Sessanta operai sull’altare dei soldi. Gestione Lo Feudo. “Gigliotti non l’avrebbe mai permesso”, confessa un dipendente che vuole rimanere anonimo. “Era severissimo. Diritti e doveri. Non faceva sconti a nessuno. Eppure le cose allora funzionavano”, continua.

SUL “BUCO” di 120 milioni è categorico. Non dipende dalle “consulenze”. E nemmeno da Circosta. Lo esclude. E lo adduce, invece, ai crediti che vantano le Ferrovie nei confronti dello Stato e della regione Calabria. “L’inflazione. La vera causa del dissesto finanziario”.

È DELLO SCORSO 23 dicembre (siamo nel 2011, ndr) il trasferimento definitivo dallo Stato alla Regione dei beni, degli impianti delle infrastrutture dell’ex gestione commissariale governativa delle Ferrovie della Calabria. Non si è fatta attendere la dichiarazione dell’assessore al Bilancio e alla Programmazione, Giacomo Mancini: “Per noi una risorsa”.

Lo Feudo lungimirante, oltre Circosta: “L’intesa rappresenta il primo passo verso il compimento della regionalizzazione delle aziende ferroviarie”. Dixerunt.