Ferrovie della Calabria, l’USB accusa: “La Regione continua a fare clientele”

La nuova frontiera della Ferrovie della Calabria

Nonostante la riforma Madia imponga rigide norme per le assunzioni nelle società controllate degli Enti pubblici, le Ferrovie della Calabria hanno trovato il modo per aggirare l’ostacolo con lo scambio di azienda.

C’è da dire, in premessa, che lo scambio di dipendenti, a parità di grado, qualifica e anzianità, non è un illecito poiché le procedure sono coerenti con quanto previsto dal RD 148/1931 art.20 che consente alle imprese esercenti Trasporto pubblico locale questa possibilità.

Quello che stupisce è che questo metodo è diventato consuetudine e i beneficiari dipendenti dalle FdC sono dipendenti che hanno già raggiunto uno dei requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico, vecchia o di anzianità.

Il tutto, quindi, è palesemente un semplice escamotage, un espediente per aggirare i vincoli di legge e sostanzialmente si traduce nella possibilità di assumere direttamente, e senza le procedure trasparenti dell’evidenza pubblica, camuffando il tutto sapientemente con lo scambio di azienda.

A conferma, infatti, c’è da dire che il personale dipendente della Ferrovie della Calabria che accetta lo scambio, appena arriva in carico alla nuova azienda invece di prendere servizio si dimette lo stesso giorno e chiede di accedere al trattamento pensionistico.

I casi possono essere facilmente verificabili chiedendo a Ferrovie della Calabria l’elenco dei dipendenti che hanno concluso positivamente lo scambio d’azienda e all’INPS se questi lavoratori sono in servizio oppure sono in quiescenza.

Sarà un caso poi che a chiedere i cambi d’azienda siano sempre dipendenti della ditta Simet S.p.a., o della ditta  La Valle Interlinee S.p.a.?

Due aziende che, negli ultimi mesi, hanno dato fornito diverse risorse umane o le due società sono diventate agenzie interinali dove le FdC si rivolgono in caso di necessità?

Se consideriamo che le FdC negli ultimi tempi hanno incentivato l’esodo di personale ritenuto in esubero, in caso contrario non se ne capirebbe il motivo, consumando ingenti risorse, si può desumere che ci troviamo di fronte a una consuetudine che serve a mascherare nuove assunzioni.

Una vera beffa consumata sulle spalle dei tanti giovani che sperano in un futuro lavorativo dignitoso in una terra che però continua a negare questo diritto riservandolo solo ai furbi.

Invitiamo la Regione Calabria, in qualità di socio unico, a fare chiarezza.

Non è accettabile che questa società possa dispensare a suo piacimento posti di lavoro, o dobbiamo pensare che tutto avviene per soddisfare le clientele?

Non è accettabile poi, che un manager, Dirigente generale del Ministero dei trasporti, che percepisce oltre 80.000 euro l’anno di compensi, in perpetua proroga dopo le dimissioni dell’ultimo presidente Pedà avvenuta nell’ottobre del 2014, sia assolutamente assente. Negli ultimi due anni si è visto in Calabria solo tre volte, abdicando al suo ruolo ovvero consentendo che avvenga tutto ciò tanto da far si che si possa gestire l’azienda senza controllo alcuno.

Ora capiamo perché la nostra proposta di regolamento aziendale, dove trovava spazio anche il governo di questa problematica in modo trasparente e abbastanza restrittivo, non è stata mai presa in considerazione!

Il governatore Oliverio e il management aziendale ci diranno mai perché accade ciò?

Noi crediamo che ciò non sia possibile visto che molti degli ultimi scambi hanno interessato lavoratori residenti a S. Giovanni in Fiore.

Ma crediamo che sia trattato di una casualità… vero Governatore del “cambiamento” Oliverio?

USB Lavoro Privato           

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