Fiumefreddo, bloccato il concorso dei vigili urbani: deve passare Caruso lo “sceriffo”

Roberto Caruso
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A volte ritornano, anzi raddoppiano. Tra tutti i documenti che arrivano alla redazione di Iacchite’ ce n’è uno che ci ha immediatamente ispirato la battuta.

Parliamo di vigili urbani. Anzi, di “sceriffi”. E in particolare di un soggetto che sta ritornando alla riscossa con i suoi soliti metodi.

Ma procediamo con ordine.

A Fiumefreddo Bruzio per cinque anni ha lavorato un vigile urbano che ha dato cuore e anima, subendo minacce per una pescheria abusiva e l’ostilità del sindaco, che evidentemente doveva favorire in qualche modo i pescivendoli in questione.

Il modo migliore per intervenire e mettere a tacere questo vigile rompipalle è un bel concorso.

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Il 20 marzo 2015 viene indetta la selezione, alla quale partecipa anche il vigile rompipalle. Il tempo di fare la prova scritta il 21 novembre 2015 e dopo la prima prova lo bloccano.

La seconda prova, quella orale, era fissata per il 2 dicembre ma non è stata mai espletata. Ergo, c’è qualcosa che non quadra.

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Il presidente della Commissione delegata a selezionare i concorrenti è Emilio Caruso, comandante dei vigili urbani di Amantea. E’ lui che blocca il concorso e propone al sindaco di Fiumefreddo un vigile a scavalco, Roberto Caruso vigile a Cosenza… Non sono parenti nonostante abbiano lo stesso cognome ma per anni hanno lavorato gomito a gomito nella stessa stanza del comando di Cosenza…

Una nostra vecchia conoscenza. Uno degli “sceriffi” della città di Cosenza. E’ proprio quel Roberto Caruso, vicepresidente della GNAT, l’associazione che fa capo a Giacomo Fuoco (il caposcorta del sindaco Occhiuto), che fa incetta di incarichi e arriva addirittura a chiedere direttamente contributi al Comune incurante dei marchiani conflitti di interesse.

Una questione che è finita nel mirino della magistratura ma che evidentemente non ha insegnato niente al signor Caruso.

I nostri lettori non addetti ai lavori vorranno sapere che cosa significa in gergo “a scavalco” e il concetto è facile da spiegare.

Lo “scavalco” per i dipendenti pubblici è un arrotondamento di 12 ore in più a settimana oltre il loro regolare servizio.

In sostanza, lo “sceriffo” Caruso, che ha santi in paradiso dappertutto e che magari non può più lucrare a Cosenza perché è nell’occhio del ciclone, non trova di meglio da fare che andare a Fiumefreddo.

E così, incurante di tutto, è già stato a Fiumefreddo a sondare il terreno…

Il tutto con la connivenza del segretario comunale di Fiumefreddo Silvio Bastardi… Quando si dice: un nome una garanzia…

A questo punto, non rimane altro da fare che verificare se l’operazione-sceriffo si farà o meno.

Noi speriamo che prima o poi a questo signore venga tolta la maschera. Ma sappiamo bene che le sue protezioni sono molto forti. Come al solito per chi ha le mani in pasta.