Foto e cinereporter di regime: quando Stella paragonava Oliverio a Barack Obama

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Le notizie relative a un bando interno farlocco della Regione Calabria per assumere un cinereporter esterno hanno inevitabilmente fatto tornare d’attualità quanto si scriveva e si diceva neanche tantissimo tempo fa, quando anche Gian Antonio Stella aveva preso per i fondelli il presidente Oliverio. Paragonandolo a Obama perchè si era dotato di un fotografo personale, tale Mario Tosti. E cosa potrebbe commentare adesso che Oliverio, a quanto pare, vorrebbe far entrare nella sua corte anche un cineoperatore?

Nel frattempo, rinfreschiamoci la memoria. Era il mese di maggio, in fondo appena sei mesi fa…

Mario Oliverio come Barack Obama. Perché no? Infatti – come scrive Gian Antonio Stella nella sua rubrica “Cavalli di razza”, pubblicata su Sette, il settimanale del Corriere della Sera – anche il presidente della Regione Calabria, come quello degli Usa si è dotato di un fotografo personale.

Mario Tosti
Mario Tosti

La notizia fa riferimento all’assunzione di Mario Tosti, un professionista noto nell’ambiente del giornalismo calabrese soprattutto per via della sua collaborazione con il Quotidiano del Sud.

Il compenso di Tosti (41.976 euro), che ha iniziato la sua attività di fotografo nel 1985, sarà lo stesso che ha percepito nella scorsa legislatura Attilio Morabito, il fotografo preferito da Peppe Scopelliti. Proprio quest’ultima nomina era finita nel mirino del Direr Calabria, il sindacato dei quadri direttivi delle Regioni. Il documento, recapitato alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti, segnalava che – anche in questo caso, come per i dirigenti esterni – i vertici della Regione avrebbero prima dovuto accertarsi «dell’impossibilità oggettiva di utilizzare risorse umane disponibili all’interno» dell’amministrazione.

Lo stipendio di Tosti – scriveva Stella – «sono tanti soldi. In Calabria. In prova per un anno. Per capire giorno dopo giorno se sia o meno all’altezza di Pete Souza, il ritrattista ufficiale della Casa Bianca, da anni ombra del presidente degli Stati Uniti. O di Raymond Depardon autore delle fotografie ufficiali di Francois Hollande, Annie Leibovitz curatrice delle immagini della regina Elisabetta o Francesco Sforza che segue il Papa».

Ma «ciò che colpisce – continua Stella – è che la nuova nomina, la quale si aggiunge all’assunzione pro tempore nell’ufficio stampa della giunta di due giornalisti di fiducia di Oliverio», anche questa finita nel mirino di un’interrogazione parlamentare che ha tra i primi firmatari Nicola Morra e Maurizio Buccarella, «pare non tenere conto di una relazione della Ragioneria dello Stato che, due anni fa, bacchettava l’eccessiva generosità dei compensi» e «calcolava come gli importi illegittimi riconosciuti al personale dell’ufficio stampa ammontassero a 497mila euro per il 2008, 440mila per il 2009, 661mila per il 2010, 980mila per il 2011 e 830mila per il 2012».

Morra è tornato a tuonare ieri pomeriggio. Basterà per convincere Mario Barack a recedere dalle sue follie?