Francesca nello scandalo del Vaticano: i tweet, i gay e l’Opus Dei

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E’ la donna del giorno. Le foto di Francesca Immacolata Chaouqui sono dappertutto. Non che a lei dispiaccia, per carità, ma avrebbe preferito che fossero “usate” per parlare di qualcosa di meno grave di quanto si va dicendo in queste ore.

Francesca, per chi non lo sapesse, è uno dei “corvi” del Vaticano, dava informazioni riservate a scrittori e giornalisti o sedicenti tali. Ed è nata a San Sosti, dove ha vissuto fino a diciotto anni.

La Chaouqui inizia la sua carriera di «lobbista» guidando le pubbliche relazioni della Ernst & Young in Italia. Il grande salto però arriva nel 2013. Quando Papa Francesco la nomina alla Cosea, la Commissione per il riordino degli uffici economico-amministrativi, guidata dal monsignore spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda.

Il caso dei tweet

Sposata dal 2004 con Corrado Lanino, informatico con una lunga esperienza di lavoro in Vaticano, negli ultimi anni Chaouqui si è fatta conoscere per il suo tweet al vetriolo contro Benedetto XVI («È affetto da leucemia»), il cardinale Tarcisio Bertone («Corrotto») e l’ex ministro Giulio Tremonti («Gli hanno chiuso il conto allo Ior perché è gay»). Tweet che la donna non ha mai riconosciuto ufficialmente e che sono stati poi rimossi dal social network.

Contro i gay

E poi, le simpatie per il movimento no gender guidato da Mario Adinolfi, e i numerosi post pubblicati sul social network contro le famiglie gay. Uno, in particolare. «Eccola qua una famiglia arcobaleno», ha scritto un anno e mezzo fa, pubblicando una foto di una famiglia omosessuale in un bar di Londra. «Noi cristiani diremo sempre no a tutto questo e anche se le leggi dello stato sovvertiranno il diritto naturale di ogni bambino di avere una madre e un padre, diremo di no, insegneremo ai nostri giovani che l’amore fecondo è di un uomo e una donna, che i figli sono doni e non diritti per soddisfare egoismi».

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In un secondo post, Chaouqui approfondisce il suo pensiero: «Un mio collega aveva due figli, due maschi», racconta. «Poi trovò un compagno e andò a vivere con lui. «Vedeva i figli nel fine settimana con il compagno. Si tenevano per mano… Un giorno vennero a casa mia per un aperitivo, eravamo colleghi e amici, e decisero di portare i bambini. Io lo sguardo di dolore, rabbia, repulsione, sofferenza del grande davanti al padre che stringeva la mano del compagno sul mio divano non l’ho mai più dimenticata… Dissi al mio collega che forse dovevano farsi aiutare da qualcuno, e lui mi rispose che il figlio prima o poi avrebbe capito che amare era un suo diritto. Invece di capire il figlio smise di parlare ed io di frequentare quel collega e il suo compagno. È quello sguardo che vedo quando difendo e difenderò sempre i bambini dall’abominevole (si avete letto bene, abominevole) pseudo amore di chi vuole un figlio per egoismo».

Capito il soggetto?

Particolarmente significativo, alla luce della clamorosa svolta di ieri, appare il colloquio della lobbista con la giornalista Denise Pardo, pubblicato sul sito dell’Espresso il 17 settembre 2013. Chaouqui faceva sapere di aver accesso “ai documenti più riservati” e raccontava in quella intervista anche del legame di amicizia con il giornalista Gianluigi Nuzzi.

Il legame tra Chaouqui e monsignor Vallejo Balda, membro dell’Opus Dei, non era un mistero per nessuno. Era stato proprio Vallejo a segnalarla per il ruolo di commissario. È la stessa Chaouqui a raccontarlo.

“Un giorno arriva la telefonata di monsignor Lucio Vallejo Balda, segretario della prefettura per gli affari economici, spagnolo e Opus Dei. Lo conoscevo, è il miglior economo che la chiesa abbia mai avuto in tutto il mondo: ‘Potresti essere candidata al comitato referente sui dicasteri economici della Santa Sede. Mandami il tuo curriculum’. Succede così. E vengo nominata. Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, apprende della commissione e dei suoi componenti solo all’ufficializzazione del chirografo, l’atto con cui papa Francesco ci nomina”.

Chaouqui dice anche di non far parte dell’Opus Dei ma di esservi “spiritualmente molto vicina”. E vanta l’amicizia dei cardinali Tauran, Farina e Bertello, da lei definito “uno dei magnifici otto che devono riformare la curia”.

Tra i suoi decantati titoli di merito, Chaouqui evita comunque di includere l’onorificenza che le è stata tributata in agosto dall’associazione americana Go-Topless […].

Ma di questa confessione scriveremo approfonditamente più tardi.