Francia-Italia, l’esordio (a sorpresa) in azzurro di Domenico Berardi

Otto anni dopo Gennaro Gattuso e nove anni dopo Simone Perrotta, la Calabria e in particolare Cosenza torna a indossare la maglia azzurra della Nazionale con l’esordio – sinceramente inaspettato – di Domenico Berardi a Nizza in Francia-Italia. Berardi è l’ottavo calciatore calabrese che arriva al traguardo della Nazionale dopo Franco Rizzo, Stefano Fiore, Mark Iuliano, Pippo Pancaro, Gennaro Gattuso, Vincenzo Iaquinta (l’unico non cosentino) e Simone Perrotta. 

Il ct Roberto Mancini ha spiazzato tutti mandando in campo fin dall’inizio il ragazzo nato a Cariati e cresciuto tra Longobucco, Mirto e Bocchigliero. Tutti davano per scontato che giocasse Insigne e invece il “Mancio” ha deciso di dare una chance a Berardi in una gara decisamente impari contro la “corazzata” francese, che si sta preparando al Mondiale di Russia, del quale sarà certamente protagonista. L’Italia ha fatto quel che ha potuto per arginare lo squadrone di Deschamps e il 3-1 finale va visto comunque come una tappa importante verso la crescita di tanti ragazzi promettenti.

Berardi ha fatto la sua parte con grande dignità, dimostrando di essere in crescita costante dopo una stagione travagliata e avara di soddisfazioni. Nel primo tempo ha corso avanti e dietro lungo la fascia destra, limitando le incursioni avversarie e dando una mano a D’Ambrosio, spesso in difficoltà. Ha provato anche a dare fastidio ai nerboruti difensori avversari e Umtiti e Kanté spesso sono stati costretti a stenderlo per evitare che il ragazzo cosentino li saltasse. Ma il meglio di se, Berardi lo ha dato in avvio di secondo tempo quando l’Italia, sollecitata negli spogliatoi da Mancini, è rientrata in campo con un altro piglio e ha messo sovente in difficoltà i francesi. E così, proprio dopo una manciata di secondi dall’inizio della ripresa, Berardi si è reso protagonista di un bellissimo passaggio in profondità (quelli bravi la definirebbero “imbucata”) per Balotelli, fermato in extremis dal portiere in uscita. 

Successivamente ha provato anche la conclusione personale con un tiro potente murato alla meno peggio da Rami e ha cercato in tutti i modi combinazioni e triangolazioni con Balotelli e Chiesa, raccogliendo anche l’approvazione e l’incitamento del commissario tecnico. Ha calciato poi una punizione dai 20 metri che è terminata di poco alta e al 74′ Mancini lo ha sostituito con Insigne.

Il suo score finale recita: 38 palloni giocati, due occasioni create e due tiri verso la porta. Gli “specialisti” dei media, che non l’hanno mai amato, non gli hanno dato bei voti in pagella ma Berardi è stato elogiato alla fine anche da Mancini e, a nostro modesto avviso, merita una larga sufficienza e nuove chance contro squadre che non siano così forti come la Francia. Magari già lunedì contro l’Olanda a Torino. Aspettando che il mercato possa lanciarlo verso la Roma del suo ex tecnico Eusebio Di Francesco.