Fuga di notizie sui verbali dei pentiti, l’ex procuratore Lombardo: “Ci sono gravi responsabilità da accertare”

Il procuratore Lombardo
Advertising

Questa notizia che oggi riproponiamo è stata pubblicata sul nostro giornale il 27 ottobre dello scorso anno e arrivava a due mesi e mezzo di distanza dalla gravissima fuga di notizie che aveva dato in pasto ad avvocati sgamati, delinquenti di spessore, giornalisti vicini a politici legati a loro volta ai servizi segreti e traffichini vari i verbali secretati del pentito Adolfo Foggetti.

A Ferragosto dello scorso anno ci siamo ritrovati sul solito giornale vicino a Minniti le dichiarazioni del pentito cosentino su Orlandino Greco, Enzo Paolini, Sandro Principe e Marcello Manna. All’epoca sembrava che si volesse davvero perseguire questa deprecabile pratica e la notizia che adesso riproponiamo riguarda una delicata audizione (protrattasi per tre ore) dei magistrati della DDA di Catanzaro davanti alla Commissione parlamentare antimafia. All’epoca, Nicola Gratteri non era ancora il procuratore. C’era il suo predecessore Vincenzo Antonio Lombardo, andato in pensione qualche mese prima dell’arrivo di Gratteri.

“Abbiamo ringraziato la Commissione – disse ad ottobre 2015 il procuratore capo di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo – per l’attenzione dimostrata per la Calabria e per la provincia di Cosenza. Nel corso dell’incontro abbiamo illustrato le dinamiche criminali della Sibaritide e del Pollino, spiegando quali sono gli attuali assetti dei clan. Ma abbiamo parlato anche delle criticita’ che affrontiamo nella lotta alla ‘ndrangheta: infatti, qui oggi erano presenti fisicamente due soli magistrati che seguono l’evoluzione della criminalita’ insediata sul territorio. Ci siamo soffermati su singole cosche, come la Sibaritide o la cosca di Acri”.

“Abbiamo poi anche parlato del problema che riguarda la divulgazione delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. E, in particolare, sulla vicenda che ha interessato la divulgazione di verbali coperti da omissis pubblicati nelle parti omissate per un problema tecnico. Ho spiegato alla Commissione quello che e’ successo perche’ si tratta di un problema tecnico che porta responsabilita’. C’erano dichiarazioni che non dovevano essere pubblicate perche’ riguardano indagini in corso”.

Bene. Si era parlato di un intervento deciso della DDA di Catanzaro, che aveva sollecitato l’apertura di una inchiesta alla procura della Repubblica di Salerno, ma a distanza di neanche un anno, pochi giorni fa, il solito giornale si è “ripetuto” pubblicando un altro verbale (mascherandolo con omissis che fanno ridere i polli, tanto sono facili da levare) nel quale è coinvolto un parlamentare del PD del quale non si fa il nome ma che i giornalisti cari al sottosegretario Minniti conoscono benissimo.

Il procuratore Gratteri ancora non si è pronunciato. Il fatto è molto grave. Ieri sera Gratteri era in giro per l’ennesima intervista a Capo Vaticano con Paolo Mieli.

Speriamo che stamattina si sia svegliato bene e che non continui a rimanere in silenzio per non perdere ancora, ulteriormente, credibilità. Perché se a Reggio la DDA sta scoperchiando il sistema, a Catanzaro le sensazioni sono tutt’altro che positive. E le fughe di notizie nascondono sempre disagi gravi, veleni e maretta.