Fuscaldo/Rossano, affare rifiuti: il cambio di direttore tecnico e il “panaro” della Caputo

Antonietta Caputo detta Antonella

di Francesco Frangella

Fonte: Marsili Notizie

Il “Modello Fuscaldo”, messo in piedi grazie all’opera “illusionistica”  del “Merlino” Michele Fernandez, man mano che viene analizzato nelle sue componenti, svela meccanismi collaudati in ogni ambito.

Dall’assegnazione di incarichi “diretti” sul fronte della pulizia spiaggia al ripristino di condizioni lavorative più vantaggiose per la ditta “amica” che si occupava del depuratore, al dipendente «prestigiatore» (per usare l’eufemismo coniato per lui dal sindaco agli arresti, Gianfranco Ramundo) non sfuggiva praticamente nulla.

Ovviamente, in questo contesto non poteva mancare il servizio della raccolta rifiuti, un affare che a Fuscaldo era appannaggio della ditta rossanese “E-Log”, i cui vertici gestionali – Francesco Caputo (padre) e Antonietta Caputo detta Antonella (figlia, avvenente avvocatessa, consigliera comunale di Rossano nella cricca del generale Graziano) – sono finiti entrambi dietro le sbarre.

Focalizzando l’attenzione sul ruolo del dipendente, emerge una condotta corruttiva “da manuale”. Questa la descrizione fornita dagli inquirenti nell’ordinanza nel momento in cui Fernandez “annullava” la penale del Comune di Fuscaldo contro la ditta inadempiente dei Caputo prima riducendo e poi eliminando addirittura il debito. Ma prima c’era bisogno di effettuare altri passaggi, che ovviamente richiedevano una “contropartita”.

«Il corrispettivo è consistito in un incarico di consulenza che il FERNANDEZ non poteva accettare formalmente e alla luce del sole per sé ma lo “dirottava” sul suo amico ING. GIOIA Sergio, di Cosenza, formale beneficiario (o promissario beneficiario) di due incarichi da parte della E-LOG e come si vedrà più innanzi pienamente consapevole e partecipe della vicenda corruttiva in questione».

I soggetti sui quali si sofferma quindi l’attenzione della Procura, in questo caso sono il “solito” Michele Fernandez e il suo amico, ingegnere Sergio Gioia (arrestato anch’egli).

In un dialogo tra i due, di cui segue trascrizione integrale, il dipendente comunale – oltre a far riferimento alla vettura dell’imprenditrice – fa riferimento ad un non meglio identificato “panaro” che pare “corredare” la bella presenza della giovane donna che, in rappresentanza della ditta, aveva palesato la necessità di cambiare direttore tecnico per assumere, tra le fila dei controllori della differenziata, una persona più affidabile (per loro truffatori, naturalmente).

Il Fernandez – non potendo accettare personalmente la mansione – come scrivono gli inquirenti, lo “dirottava” sul suo amico, creando i presupposti per una formale accusa di “corruzione”.

Questa l’intercettazione:

Fernandez: «ah finalmente una notizia buona»

Sergio Gioia: «eh, eh, quindi l’albo sono aggiornato è l’ultimo pubblicato e quindi, di duecento ma su tremila quattromila, quindi…no per dirti, sono abbastanza alto  come posizione…   quindi sono  iscritto  di  vecchia data, loro  hanno aggiornato, anno per anno»

Fernandez: «poi li devo dire alcune cose, che fino a mo su stato cu chiri di Rossano»

Sergio Gioia: «ah si»

Fernandez: «vedi che loro probabilmente vogliono cambiare il direttore tecnico»

Sergio Gioia: «ah»

Fernandez: «e allora hanno pensato a mia»

Sergio Gioia: «ah, hm»

Fernandez: «hai ditti e si ca vu u dugnu u nominativo cca e là, ma vidima nu poco, hm?»

Sergio Gioia: «si»

Fernandez: «loro è na cosa seria oi Sé su, m’hai capito! chisti vanno avanti a piso d’oro, tanto pisano tanto oro valino»

Sergio Gioia: «ho capito»

Fernandez: «è venuta a figlia con un ML, hai capito Mercedes?»

Sergio Gioia: «si si hai, capito hai capito hai capito»Fernandez: «e chi panaro frati mia, proprio all’altezza, comunque»

Sergio Gioia: «vabbene, ma tu puoi fare questa carica, oppure ti devi»

Fernandez: «no no»

Sergio Gioia: «e quindi, scusa?»

Fernandez: «l’hai fa tu no?»

Sergio Gioia: «ah e non avevo capito….»

Fernandez: «mannia ara madonza. Piuttosto una cosa oi sé»

Sergio Gioia: «ah»

Fernandez: «io non la posso fare pensavo soltanto verificare che se fuori comparto, diciamo, no? poi vidimo, insomma comunque ci si pure tu. Piuttosto hanno detto si trovamu nu paro i stanzette pi ni poggia, pi si poggia pi si fa nu studiolo che lei poi ogni tanto magari ci rimane pure a dormi… dico fosse pure buono anche pe na base tua hai pensato»

Sergio Gioia: «eh come no, si certo»

Fernandez: «quindi, perché non lo trovi un appartamentino na treina i stanze?»

Sergio Gioia: «eh ma u fitto come lo paghiamo Mi?»

Fernandez: «paga lui pagano loro»

Sergio Gioia: «ah ok…si si può, posso vedere su Rende»

Fernandez: «vida a sto palazzotto bianco ccà di fronte addui a mia aru studio»

Sergio Gioia: «chiru palazzo buono chiru è no palazzotto»

Fernandez: «eh u buono, o Metropolis stesso»

Sergio Gioia: «ah, e si va bene»

Fernandez: «come a vidi tu?»

Sergio Gioia: «la vedo bene, se, dipende quando si vuole spe, cioè se si possono spendere certe cifre»

Fernandez: «oi Sé, non è cami spendere mille euro , pure tu n’atu»

Sergio Gioia: «ho capito, ho capito»

Fernandez: «lo sai dove ho pensato pure io? hai visto a traversa, di fronte au Metrolpois, chira traversa, addù c’è Anna Levi (?)»

Sergio Gioia: «si, si»

Fernandez:  «da quei, paraggi là sotto ci sono un paio di fabbricati, eh, dove ci potrebbe essere qualcosa, là non è male»

Sergio Gioia: «ah, bene…»

Fernandez: «o addirittura i palazzi di Mirabelli quelli blu»

Sergio Gioia: «si, si ho capito si»

Fernandez: «va bene? va bene?»

Sergio Gioia: «si, si»

Fernandez: «tu addù si mò?»

Sergio Gioia: «sto andando a questa riunione c’è un pò di traffico porca miseria»

Fernandez: «vabbè chiama quando hai finito»