Cassano: Gentile, Oliverio e i fondi della Regione al Sybaris Hotel

(foto corriere della sila)
Advertising

L’ex Sybaris Hotel di Cassano Jonio è tornato alla ribalta delle cronache nella giornata di ieri. Qualcuno avrebbe voluto trasformarlo in un Centro di accoglienza per migranti ma il consiglio comunale ha votato no all’unanimità. 

La vicenda però ci dà l’opportunità di ricordare i fasti di quella struttura, ormai abbandonata al suo destino, e recentemente terreno di “guerra e pace” tra Pino Gentile e Mario Oliverio. 

Ecco l’articolo che riepiloga quella scottante situazione. 

Il rapporto tra i fratelli Gentile e Mario Oliverio mai come in questi mesi (diciamo pure nell’ultimo anno) è proficuo e virtuoso (secondo il metro della virtù caro alla classe politica cosentina…).

In altri tempi avremmo parlato di inciucio ma, come ben sanno i nostri lettori, è da anni che in Calabria e principalmente a Cosenza a governare è un sistema trasversale che si fotte tutti i fondi e pensa esclusivamente alle sue clientele. Una vergogna sposata in pieno dal sistema giudiziario che non solo chiude gli occhi ma, evidentemente, ci inzuppa pure il biscotto.

La prova provata che tra i Gentile e Oliverio c’è “corrispondenza di amorosi sensi” ci è arrivata qualche tempo fa sotto forma di un contenzioso giudiziario felicemente risolto “alla cosentina”.

Sì, perché Pino Gentile e Mario Oliverio si trascinavano una rancorosa vicenda giudiziaria da cinque anni e mezzo, da quando compà Pinuzzu non aveva gradito una serie di affondo del leggendario Palla Palla e lo aveva denunciato (!) per diffamazione. Non solo: aveva anche chiesto un maxirisarcimento (udite udite) di 300mila euro.

Si trattava degli strascichi della campagna elettorale per la Provincia del 2009 quando Oliverio, al ballottaggio, aveva battuto il rivale non rinunciando a forti denunce negli ultimi, decisivi giorni di dibattiti televisivi.

Ebbene, Pino Gentile ha deciso di rimettere la querela, di perdonare Mario Oliverio e, soprattutto, di rinunciare al maxirisarcimento che aveva chiesto. I maligni, che a Cosenza e provincia sono notoriamente parecchi, hanno messo in giro la voce della remissione di querela non appena Pino Gentile era riuscito, con un capolavoro di equilibrismo, a farsi eleggere vicepresidente del consiglio regionale. E’ evidente che Oliverio non si è opposto alla manovra e la riuscita dell’operazione, oltre che a essere commentata con i crismi dell’inciucio politico, è stata vista anche come il modo più naturale per chiudere quella vicenda personale.

LA VICENDA: I SOSPETTI DI PALLA PALLA

Quasi sei anni fa, Pino Gentile per il centrodestra e Mario Oliverio per il centrosinistra, si contendevano la poltrona di presidente della Provincia.

Oliverio partiva con i favori del pronostico ma non si fidava affatto dell’aria che tirava dalle sue parti. E così non aveva rinunciato a qualche dichiarazione “forte”. A Pino Gentile non erano piaciuti i toni usati da Oliverio, ritenendoli di contenuto altamente diffamatorio. Proprio per questo motivo ha messo in moto i suoi legali Siciliano e Spataro, imboccando la strada della querela.

Il fascicolo è finito sulla scrivania del sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza Giuseppe Visconti. Sotto la lente di ingrandimento del magistrato, quindi, tutti gli interventi pubblici effettuati da Oliverio durante la campagna elettorale.

sibaris-hotel

La querela di Gentile era scaturita in particolar modo dalle polemiche relative al “buco” della Carical negli anni Ottanta ma soprattutto al finanziamento regionale al Sybaris Hotel di Cassano, struttura che in quel periodo veniva confiscata per presunti collegamenti con il clan dei Forastefano.

Oliverio non aveva usato mezzi termini nei suoi interventi in televisione, a Teleuropa Network e a Tele Libera Cassano a qualche giorno di distanza dal ballottaggio decisivo.

A suo parere, nel periodo in cui Pino Gentile aveva assunto la carica di assessore al Turismo, “… erano stati erogati finanziamenti pubblici in favore del Sybaris Motel di Cassano Jonio, realizzati da Augusto Costa e oggetto di confisca da parte del Tribunale di Cosenza perchè rientrante nell’orbita economica del clan Forastefano…”.

Oliverio aveva usato la forma retorica dell’interrogativo ma non era certo bastato per fermare la collera di Gentile.

LA DIFESA DI GENTILE E IL MAXIRISARCIMENTO

La procura di Cosenza aveva chiesto il rinvio a giudizio per il presidente della Provincia. Gli avvocati Siciliano e Spataro hanno depositato, in particolare, gli atti ufficiali della Regione Calabria dai quali emergeva che il finanziamento regionale in questione era stato erogato in un’epoca in cui Pino Gentile non era assessore al Turismo.

Nell’udienza davanti al gip di Cosenza, Livio Cristofano, con la costituzione di parte civile di Pino Gentile, i legali Guido Siciliano e Giovanni Spataro sostennero che “l’attività diffamatoria e continuata rese falsato il risultato elettorale e che, tra l’altro, il loro assistito fa falsamente ed ingiustamente accusare di favorire un clan di ‘ndrangheta in un periodo di massima esposizione mediatica, come quello del ballottaggio per decidere il presidente della Provincia”.

Quindi, la richiesta di risarcimento dei danni lesivi dell’onorabilità, dell’immagine e della dignità di Pino Gentile, quantificati addirittura in 300mila euro.

L’ASSOLUZIONE DI OLIVERIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI COSENZA

Il legale di Oliverio, Gisberto Spadafora, aveva però argomentato con passione le sue regioni.

“… In quei giorni erano state effettuate tre confische ed un sequestro di beni di un valore di 80 milioni di euro, rientranti nell’orbita economica del cosiddetto clan Forastefano, operante nella Sibaritide. Egli, oltre ad esprimere il proprio plauso nei confronti delle forze dell’ordine e della magistratura che avevano operato questo importante sequestro, aveva chiesto al suo diretto avversario politico, che nel 2000 era componente della giunta Chiaravalloti, se le strutture oggetto del sequestro avessero mai beneficiato di interventi pubblici…”.

Oliverio chiedeva, altresì, al proprio avversario di rivolgere analogo apprezzamento, da parte sua, agli organi giudiziari protagonisti di quell’azione. Certo, in questo c’era anche un po’ di provocazione ma tant’è.

Il Gip Cristofano, forse ammaliato dall’espediente del legale, aveva così ritenuto che le frasi pronunciate da Oliverio, seppur potenzialmente diffamatorie, non fossero punibili perché comunque coperte dal diritto di critica politica. E aveva deciso di assolvere Oliverio con la formula del non luogo a procedere.

GENTILE NON CI STA E VA IN CASSAZIONE

La decisione viene impugnata dagli avvocati Siciliano e Spataro, i quali sostenevano la non operatività del diritto di critica politica e che le affermazioni erano assolutamente false e quindi punibili in ogni caso.

La quinta sezione della Corte Suprema di Cassazione ha accolto il ricorso di Pino Gentile e ha rinviato così gli atti processuali al Tribunale di Cosenza per un nuovo esame.

th

L’ULTIMA FASE

Il processo viene affidato a un altro Gip del foro bruzio, Salvatore Carpino, che avrebbe dovuto valutare nuovamente la richiesta di rinvio a giudizio.

Ma in ballo, com’è fin troppo facile capire, c’era una richiesta di risarcimento molto alta e c’era davvero da scommettere che compà Pinuzzu stesse valutando la strada della remissione di querela. Un accordo generale da 300mila euro a cui rinunciare e al quale collegare l’elezione di Gentile a vicepresidente del consiglio regionale? La remissione di querela e una campagna elettorale alla camomilla da parte di Gentile lasciano pensare che siamo davanti ad un accordo del genere.