Giornalisti, NO alla proposta indecente della Finedit di Francesco Dodaro

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Ci siamo occupati più volte della deriva del giornalismo calabrese e delle vergognose piroette di editori spietati, che pur di non riconoscere ai lavoratori i loro sacrosanti diritti, hanno fatto e fanno di tutto per sfuggire ai loro doveri, dando vita a ricatti morali indegni che vanno doverosamente raccontati agli addetti ai lavori ma anche all’opinione pubblica.

Peppe Baldessarro è un collega giornalista reggino, da sempre in prima linea contro la corruzione e da sempre al servizio della verità. Ho avuto l’onore ed il piacere di conoscerlo nel corso degli anni nei quali ho lavorato a Il Quotidiano della Calabria e seguo costantemente le sue battaglie. Che poi sono anche le mie.

Bene, ieri pomeriggio ho letto un suo post su FB e sono letteralmente saltato dalla sedia sulla quale mi trovavo. Ecco il testo postato da Baldessarro.

La Editoriale Finedit, che editava Il Quotidiano del Calabria, per anni non ha versato il TFR (Trattamento di fine rapporto o liquidazione se preferite, ndr) dei propri giornalisti al Fondo pensione complementare. Soldi dei giornalisti, non suoi, che l’azienda ha evidentemente usato per altro. Il Fondo ovviamente gli ha fatto causa e nei giorni scorsi ha fatto una lettera a me (e molti altri colleghi) per comunicare di aver vinto in Tribunale il lungo contenzioso. Il Fondo ci fa sapere che la Finedit ha proposto di pagare l’intero debito in 48 comode rate (4 anni) e ci chiede l’assenso per procedere in questa direzione. In alternativa il Fondo chiederà il fallimento della società. Bene, lo scrivo qui perché i miei ex colleghi lo sappiano come la penso. La mia risposta è NO.

Per semplificare il tutto: la Finedit e quindi il vecchio Quotidiano della Calabria e quindi l’imprenditore, ex salumaio, ex titolare di supermercati, ex editore (ma ancora editore-ombra) Francesco Dodaro, sta continuando a prendere per i fondelli tanti validi e seri professionisti, rimandando alle calende greche il riconoscimento dei loro sacrosanti diritti.

Adesso, dopo aver perso un contenzioso durato anni ed anni, il signor Dodaro pretenderebbe anche di pagare i suoi debiti in 48 (!!!) comode rate puntando sulla crisi dilagante che coinvolge ed interessa tutti e sulle complicità e connivenze che “vanta” con il sindacato dei giornalisti calabresi.

Ha fatto benissimo Peppe Baldessarro a rendere pubblica questa ennesima squallida trattativa che il signor Dodaro ha messo in atto e mi auguro di cuore che TUTTI i colleghi si ribellino e rispediscano al mittente questa PROPOSTA INDECENTE:

Gabriele Carchidi