Granata&il cazzaro non si smentiscono mai: voto di scambio o assunzioni pre-elettorali?

Maximiliano Granata,e Occhiuto
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Mentre a Cosenza sono tutti impegnati nel gioco delle 3 carte, sotto il naso dell’avvocato-traffichino per definizione ovvero Marcello Manna, a Rende, si gioca a fare gli imprenditori, gli affaristi, i traffichini e all’occorrenza ricettatori. Naturalmente non ci riferiamo ad alcuna merce rubata, bensì indirizziamo i nostri occhi verso quello che al momento c’è di più costoso a Cosenza, i voti.
Dal momento in cui, Mario il cazzaro ha obbligato il presidente del Consorzio Valle Crati (Consorzio che pare già non esista più), Maximiliano Granata, a proporre un suo candidato, si è messa in moto la macchina mangia soldi… pardon porta voti… (ormai non si capisce più se puntino prima ai voti o ai soldi).
Fatto sta che il fratello del candidato a consigliere (nelle liste di Occhiuto), Maximiliano Granata, sa bene come sponsorizzare il futuro consigliere comunale.
Dopo aver promesso e ripromesso e riripromesso gli stessi, inesistenti, posti di lavoro a tutti, ha pensato bene di inserire all’interno del Consorzio Valle Crati, della General o della ditta Ettore Bruno un nuovo operaio.
Al fianco del factotum Ettore Bruno, che all’occorrenza può tornare utile (non ci riferiamo a fatture d’appoggio o lavori extra corsortili, e qui per ora mettiamo un punto), ha fatto inserire un neooperaio.
Sempre con una scusa, la solita, “noi produciamo… portiamo un utile, dismettendo il vecchio ferro”…

volpe1
Le domande sono tante: ma chi autorizza queste entrate nel cantiere di CODA DI VOLPE (gestito dalla Ge.Ko)? L’amministratore Alfonso Gallo è a conoscenza di quanto accade nel suo cantiere? Non vorremmo che un giorno, non lontano, dovrà difendersi da qualche accusa, che un presidente mangia promesse possa girargli contro.
Qui vorremmo chiedere, anche, all’illustre presidente: ma chi provvede a certificare quanto (in termini di peso) materiale ferroso (e altro) viene recuperato? E siamo certi che questo, una volta separato, sia interamente “venduto” a chi di competenza?

Alfonso Gallo
Alfonso Gallo

Torniamo alla Ge.Ko di Alfonso Gallo, quella che non paga i dipendenti, solo perché i comuni non firmano e non firmeranno un contratto dei servizi. Gallo, attraverso i suoi fidati, ha deciso di mettere in giro la voce che vuole mollare tutto.
Ma perché?
Sembra strano che un imprenditore decida di lasciar perdere soldi, quelli futuri, derivanti da un appalto di cui non si può più parlare e i soldi che ha già speso, quelli che non rivedrà più se il Consorzio dovesse malauguratamente essere commissariato e fallire.
La verità potrebbe essere un’altra e cioé che il furbo Granata, d’accordo con il pelide Gallo abbiano architettato la finta ritirata della Ge.Ko. convinti che i Comuni intimoriti da ciò firmassero il Contratto dei Servizi con la nuova Gestione, le nuove spese e le nuove tariffe.

Nell’attesa della firma di un contratto capestro che non arriverà mai da parte del Commissario del Comune di Cosenza, perché il sindaco Manna non indaga su quanto sta accadendo all’interno del suo Comune (prima che intervenga un procuratore, uno a caso che, scopra chi realmente all’interno del Consorzio giochi la partita per conto dei cittadini rendesi)?

Intanto, il sindaco di Montalto, Caracciolo, sta pensando di correre a gambe levate dall’inesistente Consorzio Valle Crati prima che porti inevitabilmente a fondo tutti.

OCCHIUTO, GRANATA E GALLO, che si credono più furbi di tutti, SONO A CONOSCENZA CHE IL NEOPROCURATORE GRATTERI, POTREBBE CONFIGURARE IL TUTTO COME UNO SCAMBIO DI VOTO? O MEGLIO COME ASSUNZIONI PRE-ELETTORALi? E NON IMMAGINIAMO NEPPURE A QUALI FAMIGLIE SI SIANO RIVOLTI…
È possibile che prima la ditta Bruno Ettore e oggi anche i neo-assunti non siano stati in grado di terminare il lavoro commissionato? ridiamoci su e speriamo che non stiano lavorando anche alla costruzione del ponte sullo stretto.
In attesa delle nuove promesse elettorali e delle nuove ricerche di “pacchetti di voti” in qualche famiglia, non aggiungiamo altro ed evitiamo di fare troppe domande, non vorremmo ritrovarci anche noi con una denuncia per aver incendiato qualcosa a qualcuno.
Noi, non facciamo patti con il diavolo (a buon intenditor poche parole).