Grandi Opere, sequestro per 1,2 milioni al figlio di Monorchio

Advertising

Beni per 1,2 milioni di euro sono stati sequestrati a Giandomenico Monorchio, il figlio dell’ex ragioniere dello Stato Andrea Monorchio, reggino doc.

L’accusa è di corruzione nell’ambito del procedimento “Amalgama” sulle presunte manipolazioni dei subappalti nelle Grandi Opere italiane. In particolare, Monorchio sarebbe riuscito a ottenere numerosi lavori con la sua società, la Sintel, attraverso la presunta corruzione. L’indagine riguarda la realizzazione della Tav Milano-Genova, general Contractor Cociv; la stazione ferroviaria del People Mover Pisa, appaltata dal concessionario Pisa Mover spa; il VI macrolotto dell’A3 Salerno-Reggio Calabria, generale contractor Reggio Calabria-Scilla scpa.

Il provvedimento
Il provvedimento si basa su presunti gravi indizi di colpevolezza individuati dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma e fa riferimento a una precedente operazione dell’ottobre 2016, che portò all’arresto di 21 persone, ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione per l’ottenimento di contratti di subappalto nell’ambito dei lavori per la realizzazione delle opere pubbliche.

Il ruolo di Monorchio
Stando agli atti, Monorchio avrebbe compiuto presunte «operazioni corruttive svolte a più livelli nell’assegnazione delle commesse relative alla costruzioni delle grandi opere nel nostro paese». In particolare – è l’ipotesi della Procura della Repubblica di Roma – sarebbe emerso un «sistema di corruzione ampio e articolato» che risulterebbe «consolidato nel tempo».

Stando alle indagini Monorchio avrebbe utilizzato la società Crono srl per «convogliare il prezzo della corruzione» in cui ha concorso anche l’ex dirigente di Cociv, Gianpiero De Michelis. Quest’ultimo ha in parte parlato anche del presunto ruolo di Monorchio: «Mi fu presentato – dice – dai vertici di Impregilo, i quali lo indicarono come il titolare della società Sintel, alla quale sarebbe stata affidata la direzione dei lavori nell’ambito del VI macrolotto della Salerno-Reggio Calabria».

Ha aggiunto che «la decisione di affidare l’incarico di direzione dei lavori alla società di Monorchio era legata al ruolo del padre, Andrea Monorchio, il quale era stato presidente della società pubblica Infrastruttura spa dalla quale dipendenvano gli stanziamenti per le grandi opere».

Fonte: Il Sole 24 Ore