Gratteri nominato all’OSCE: prove tecniche di ministero (o giù di lì)

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Ci siamo. Prove tecniche di ministero o giù di lì. Dovranno rassegnarsi prima o poi gli adoratori a prescindere di Gratteri. Il procuratore vuole fare politica, come si fa a non capire questo? Ed infatti il ministro Alfano nomina come rappresentante dell’Italia presso l’OSCE il procuratore di Catanzaro Gratteri. Che non ci ha pensato su una seconda volta ad accettare quello che è a tutti gli effetti un incarico politico.

Con 57 Stati partecipanti del Nord America, dell’Europa e dell’Asia, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) è la più grande organizzazione di sicurezza regionale al mondo. L’OSCE si adopera per assicurare stabilità, pace e democrazia a oltre un miliardo di persone attraverso il dialogo politico su valori condivisi e attività pratiche che mirano ad avere effetti duraturi.

Un incarico politico ad un “tecnico”. Così si può leggere questa nomina che prevede un impegno non da poco, e la domanda sorge spontanea: tra interviste, convegni, presentazioni di libri, ed ora anche l’impegno all’OSCE, il tempo per far funzionare il suo ufficio, Gratteri, dove lo trova?

E’ chiaro che Gratteri in quell’ufficio (DDA) non ci vuole stare. Con tutto il lavoro che c’è da fare, un procuratore che vuole restare tale non prende altri impegni, perché sa che la mole di lavoro che deve svolgere assorbirà totalmente tutto il suo tempo. Ed essendo un ufficio delicato, non si può sempre delegare.

Per velare un po’ questa ennesima prova della sua velleità politica, e non scontentare i suoi fans, butta un po’ di fumo negli occhi ponendo alcune condizioni al ministro Alfano: rinuncia al sostanzioso gettone di presenza che deriva da questa carica, e vuole lavorare in totale autonomia.

Condizioni che il ministro ha subito accettato e adesso manca soltanto l’ufficialità.

In attesa del voto, e della formazione di un nuovo governo, Gratteri continua a lanciare messaggi a Renzi: totale disponibilità ad incarichi di qualsiasi tipo, meglio se ministro, ma va bene qualsiasi cosa di spessore politico. Cari adoratori di Gratteri dovete rassegnarvi a questo, ecco perché a Cosenza i marpioni politici possono stare tranquilli, perché la DDA non può fare niente per via della strada politica che ha preso Gratteri. Non può procedere contro i suoi futuri compagni di governo.

Siamo sicuri che Gratteri farà bene all’OSCE, perché la sua onestà e le sue competenze non sono in discussioni. Come non c’è niente di male ad avere velleità politiche, ma siccome è anche un procuratore antimafia in un regione difficile, dovrebbe dire chiaramente cosa vuole fare. Non si può stare, in questo caso, con due piedi in una scarpa. Anche perchè il rischio di restare scalzo si fa sempre più concreto.

GdD