Gratteri, Renzi e la fuga di notizie: “galeotto” fu il “Costanzo Show”

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Un vecchio adagio recita che tutte le strade portano a Roma. Nel nostro caso non solo nella Capitale ma alla madre di tutte le inchieste sulla massomafia ovvero il caso Consip.

E’ di qualche giorno fa la clamorosa fuga di notizie riguardante la procura di Catanzaro e Nicola Gratteri, che pare stia indagando sugli amici di Babbo Renzi e su un massone calabrese in particolare ovvero Rocco Borgia. A poco è servita la sua infuriata smentita. Una notizia smentita, si sa, altro non è che una notizia data due volte.

E il rapporto tra Gratteri e Renzi comincia a diventare fin troppo imbarazzante per entrambi, dalla celeberrima commissione che non sfociò nell’auspicato ministero all’ultima apparizione insieme, con tanto di selfie, al Maurizio Costanzo Show il 25 maggio scorso. E in quell’occasione Renzi, proprio davanti a Gratteri, ha lanciato un nuovo affondo sul caso Consip.

“Non ho alcun dubbio sulla onestà di mio padre ma ho detto che se verrà giudicato colpevole è giusto che paghi di più”, ha detto Renzi, aggiungendo che naturalmente “è una provocazione, perché la legge è uguale per tutti. Dopo di che la cosa incredibile è che io vorrei capire se è vero o no che qualcuno ha fabbricato prove false. Io aspetto da un momento all’altro, e tutti i giorni lo ribadirò con forza, che voglio la verità. Voglio che sia fatta luce“.

Il segretario del Pd è convinto che le intercettazioni vadano regolate: “Il dottor Gratteri fece una buona proposta che purtroppo non siamo stati in grado” di fare approvare. “Io ho molta stima del procuratore Gratteri, ma apprezzo che si arrivi a sentenza e non tutti lo fanno. Nella vicenda che riguarda mio padre c’è una dimensione umana. Ma voglio la verità su questa vicenda perché ci sono troppe cose poco chiare”. Poi Renzi ci scherza su: “Mamma, babbo volevo dirvi che nel febbraio del ’93 ho fatto forca a scuola. Lo dico pubblicamente, prima che esca una intercettazione sui giornali”.

Noi non sappiamo se Gratteri, in queste ore, ha pensato a quelle dichiarazioni di Matteo Renzi, delle quali è stato addirittura testimone, ma non c’è dubbio che adesso tocca proprio a lui dimostrare da dove arrivano queste fughe di notizie che oggi lo colpiscono direttamente.
Il clima si fa sempre più incandescente e le parallele indagini sulla ‘ndrangheta stragista lasciano intravedere non solo un resto d’estate ma anche un autunno e un inverno di fuoco sul fronte della verità sullo sfacelo del nostro paese.