Guccione e la legalità

Advertising

L’annuncio è roboante ed impegnativo: “Domani mattina firmerò il Patto per la legalità e la trasparenza. Parlerò con i giornalisti e risponderò alle loro domande sul valore di questo atto formale, che firmerò alla presenza di un notaio. La Grande Cosenza crede nelle regole certe e trasparenti rispetto agli appalti pubblici, agli incarichi, alle forniture. Perché il Comune deve essere un casa di vetro. Negli ultimi cinque anni invece, e nessuno può negarlo, è stato un porto delle nebbie”.

A pronunciare queste belle parole è un politico non certo nuovo a messaggi di onestà e trasparenza. Doti che da sempre lo contraddistinguono. Uno che piuttosto che rubare muore di fame. Uno che piuttosto che dare un incarico fittizio ai suoi lecchini si mette a dieta.

Uno che nella vita non ha fatto altro che cercare e praticare la legalità. Insegnandoci il profondo rispetto che si deve alla Legge. Uno che della liceità ne ha fatto una sorta di marchio personale. Lui lo conoscete tutti, tanto è mafioso, scusate, tanto è famoso volevo dire, per aver fatto di questi temi il suo vitello, scusate, cavallo di battaglia: Carletto il maialetto (non posso più scrivere quel porco di Guccione che tutti dicono che è troppo forte).

Tutti lo conoscono per la sua integrità morale e la sua maniacale attenzione al rispetto di tutte le regole. Non ha mai sgarrato nella sua vita. Il suo impegno per una società etica è sotto gli occhi di tutti. Alcuni vedono in lui l’unica possibilità di arginare questa ondata di malaffare che da tempo imperversa in città. Si sa che è un maniaco delle questione morale.

Non è esagerato dire che oggi è l’unico che può dirsi l’erede naturale di Enrico. Beruschi intendo! Sì, perché Guccione che parla di legalità non può che essere una barzelletta. Poi, questa cosa del notaio che vuol dire? Che se non rispetta il “contratto” se ne va affanculo? Qualora diventasse (arrassusia) sindaco?

Vorrei tanto sapere che ci scrive dentro a questo contratto! Che non darà incarichi ai suoi amici intimi? Nessuna nomina di consulente per nessuno del partito o del cerchio magico? Tutte le figure che servono al sindaco, come le seleziona? Attraverso un bando pubblico? Non ci saranno più contributi a destra e sinistra per questo o quella start up a nonna? La rotazione delle ditte come avverrà? Col sorteggio? Secondo una “graduatoria”? Per ordine numerico? Gli atti saranno on line? Come saranno nominati i RUP? Chi stilerà i verbali per stabilire le emergenze? I dirigenti saranno valutati realmente per il loro lavoro, oppure continueremo a dare loro gratificazioni che non meritano? Ci sarà una turnazione nei posti di responsabilità? Sarà disponibile per il cittadino l’accesso agli atti delle grandi opere?

Chiedere di fare queste cose ad uno come Guccione, significa privarlo della sua stessa essenza. Quello che farà domani somiglia molto a quello che hanno fatto aru ‘mmucciuni dal notaio quando hanno fatto cadere Occhiuto: una buffonata.

Una specie di specchietto per le allodole dove lui spera di catturarne qualcuna. E siccome simu a Cusenza, la città dei caggi, è molto probabile che qualcuno oltre che di Occhiuto, pensi pure che Guccione è onesto. E visto che siamo a città dei ‘mmucca liù, non dovrei dirtelo ma te lo dico: Carlè, fai bene a raccontare pure tu chiacchiere e a fare queste buffonate dal notaio; del resto se un mini mo’ che è carni i puarcu (il porco ritorna sempre)…

GdD