Guerra nel Pd: una grande presa per i fondelli

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La pavidità di Magorno, sempre più succube di ricatti, pressioni e taglieggiamenti vari, ha permesso a Madame Fifì di vincere il primo round di questa schifosa guerra tra potentati politici del PD cittadino, che nulla ha a che fare con le necessità e i bisogni dei cittadini.

In altre parole con la Politica. Quella con la P maiuscola, sconosciuta alla nomenKlatura partitica che da sempre parassiteggia alle nostre latitudini.

Una guerra tra bande, quella all’interno del PD cosentino, che nulla ha da invidiare alle faide di ‘ndrangheta di cui la storia di questa regione è costellata. Malavitosi politici il cui unico interesse è lucrare il più possibile dalle pubbliche casse, e garantire la “riproduzione” della loro ripugnante stirpe.

A farne le spese come sempre sono i cittadini. Quelli che si alzano la mattina e cercano tra mille peripezie di sbarcare il lunario. Quelli che conoscono il dramma vero e quotidiano della mancanza dei più elementari mezzi di sussistenza. Quelli che tra mille sacrifici cercano di mandare avanti la baracca.

Mentre il loro “codazzo popolare” gode e gioisce di elargizioni – che per modalità e consistenza si possono definire un’elemosina, offendono la dignità delle persone (di chi ce l’ha, ovviamente), ma chi se ne frega, di questi tempi, meglio pochi, sporchi e subito – a discapito della propria comunità. Basta che “mangio” io, chi se ne frega degli altri… Ognuno guarda a casa sua.

Se tale vigliaccheria sociale è conseguenza del bisogno, che non giustifica ma che può essere “compreso”, a terrorizzare è la scientificità con la quale questi disonesti politici cittadini ci mettono gli uni contro gli altri.

Un classico: ci fanno scannare tra di noi, mentre loro sguazzano alla grande e ridono della nostra ignoranza. Perché questi mascalzoni politici del PD sanno bene che devono mascherare i loro biechi interessi di “politica popolare” e per far questo hanno bisogno di uno zoccolo sociale a cui fare riferimento. E così hanno costruito l’esercito dei morti di fame perenni. Quelli che dipendono completamente dall’elemosina politica. E pur di prendere questa miseria una tantum, sono disposti a difendere a spada tratta i loro stessi aguzzini, anche contro qualche familiare.

Io mi chiedo, e vi chiedo: com’è possibile, per qualche pidocchio, che non risolve niente nella nostra, vostra vita, continuare a votare questi inquieti personaggi?

Perché è il vostro voto che li rende forti, onnipotenti, impuniti. E’ come se il condannato regalasse la mannaia al boia che da lì a poco lo decapiterà.

Del resto, non ci vuole mica un arch’iscienza per capire che i soldi, quello che loro hanno veramente, portano soldi. I vostri pidocchi, nonostante tutte le promesse, continuano a portare pidocchi. Chi vigna c’hannu truvatu!

bruno

Sono lì da decenni i vari Oliverio, Madame Fifì, Aiello, Guccione, Adamo, Magorno, Minniti, e se dovessi chiedervi, clienti di lusso e di “prima” esclusi, in che e come è cambiata la vostra vita, durante tutti gli anni del loro “governo”, sono sicuro che nessuno di voi potrebbe rispondermi in meglio.

Sempre precari, sempre ad elemosinare qualcosa, oppure arrampicati a cornicioni o sui tetti a rivendicare il diritto di vivere. Questo è. E nessuno lo può negare. Clienti e amici degli amici esclusi.

La loro politica non è quella di migliorare la qualità della nostra vita, ma tenerci sempre sul filo del bisogno, perché solo così siamo ricattabili e dipendenti dalla loro elemosina, e questa diventa la loro forza. Per avere quel minimo di sussidio bisogna votarli.

Se ci fosse più solidarietà sociale tra i morti di fame di questa città, questa gente non troverebbe più acqua dove galleggiare. Sono mesi che litigano, ma su che cosa qualcuno lo ha capito (domanda retorica)? Non certo per il benessere del cittadino.

E’ una guerra per il controllo del territorio. E per il mantenimento di rendite e posizioni politiche che avvantaggiano economicamente sempre gli stessi. Infatti non gli manca niente. A differenza nostra.

Barche, macchine, ville, case al mare e in montagna, alcuni anche all’estero, vacanze, viaggi, e tutto senza mai restituire niente in termini politici alla comunità.

Dopo la barzelletta delle dimissioni di Aiello, la vostra presa per il culo continua. Il pavido Magorno ha istituito un comitato di saggi, per indorarvi la pillola. Ha messo allo stesso tavolo Aiello, Oliverio, Covello, Madame Fifì (gli altri non li menziono, perché sono solo dei lacchè a convenienza) con la scusa dell’unità per meglio prendervi per il culo.

Questa operazione altro non è che la riunificazione di un comitato d’affari, chiamato a mettersi d’accordo, tra i vari potentati politici del Pd locale, su come spartirsi la città. Alla faccia vostra e mia, che ancora ci iamu appriassu.

GdD