I carrozzoni della politica: la Fincalabra e la voce dei padroni

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I carrozzoni non sono più quelli di un tempo. Il film “Quo vado?” di Checco Zalone è un’amara fotografia della realtà.

Se Zalone la descrive così bene, è evidente che quanto accade in questi contenitori voluti dalla politica ormai è fuori da ogni controllo. C’è gente che, sia pure entrata attraverso qualche canale clientelare, adesso non ne può più di stare zitta a guardare lo spreco sfacciato di denaro che avviene sotto i suoi occhi.

E i padroni hanno ben pensato di classificarli come “cattivi” perché non hanno lo stesso calcio nel sedere dei veri potentati.

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Il carrozzone di cui ci occupiamo oggi è la Fincalabra spa. Una macchina mangiasoldi che ha sostituito in tutto e per tutto Sviluppo Italia. Milioni e milioni buttati dalla finestra per saziare la fame della politica e dei suoi clienti.

Ai dipendenti sono state attribuite posizioni contrattuali differenti divise tra vecchi e nuovi, a seguito di una indecenza di firma che è stata estorta durante la cessione di ramo d’azienda con la partecipata Calabria IT, altro “campione” di trasparenza e legalità.

Ma Fincalabra è ormai sull’orlo del crack.

RegioneCalabria

Una sottospecie vergognosa e illegale di organigramma aziendale, mai controllato dalla Regione, dove sono promossi sul campo sempre loro, i parenti e i clienti delle lobby di potere a discapito di chi è entrato dalla porta secondaria, che ha goduto di un certo tipo di privilegi ma che ormai è stato messo ai margini.

Laureati messi a fare le fotocopie e a rispondere al telefono, trasferiti e spesso oggetto di provvedimenti disciplinari.

Privilegiati che “lavorano” tranquillamente da casa e altri che, per svolgere lo stesso incarico, devono accomodarsi a Settingiano accollandosi le spese di viaggio.

Diplomati messi a fare i responsabili d’area, inseriti addirittura in staff di controlli delicati per giocare a guardie e ladri in un clima surreale, dove i ladri stessi fanno poi le guardie…

Solo pochi eletti, senza nessuna trasparenza, non si sa in base a quali meriti, sono passati da part time a full time, a stipendio pieno, sulle spalle di chi invece ha avuto decurtazioni negli emolumenti.

Un organigramma, tanto per cambiare, cucito su misura addosso ai soliti clienti e parenti dei potenti.

Di contro alla rinuncia estorta per diritti pregressi prima della cessione del ramo d’azienda, per molti personaggi “evidentemente utili” si sono creati ad arte tutti i presupposti per mansioni stratosfericamente superiori, tanto che non è difficile ipotizzare, a breve, una serie infinita di cause da fare affossare Fincalabra con un danno erariale enorme.

Come se non bastassero già i 7 milioni di euro di perdita lasciati in eredità e il bilancio miracolosamente approvato. Per grazie ricevuta…

Si spendono soldi a volontà e allegramente in consulenze e missioni. Si fanno addirittura progetti per curatori di immagine e di pubblicità che servono solo ad arricchire i soliti amici degli amici.

Luca Mannarino
Luca Mannarino

Il sito di Fincalabra ha una categoria, quella della trasparenza, perennemente in allestimento e che invece adesso ci si è precipitati a riempire con qualcosa una volta che è iniziata la guerra senza esclusioni di colpi tra l’ex presidente Mannarino e il Governatore Oliverio.

Eppure, è facilmente dimostrabile che fino a un certo giorno si è andati avanti come una scatola vuota e senza fondo. Cioè senza nessuna indicazione degli stipendi dei superpagati dirigenti, esperti in gestioni multifallimentari.

Fincalabra, in questa situazione disastrosa, ha trovato anche il tempo, il modo e soprattutto i soldi da girare ad avvocati strapagati di più studi professionali di Napoli, anche per cause banali e di infimo valore come procedimenti disciplinari campati in aria e senza nessuna ragione, se non quella di vessare chi non è protetto dai potentati politici più forti.

Con un colpo di “alta democrazia” sono state azzerate tutte le sigle sindacali di nuova costituzione come Unisin, Fabi, Sinfub e Cobas, sindacalisti trasferiti dall’oggi al domani, oggetto di numerose contestazioni disciplinari ritorsive, telefonate minacciose e così via.

Bisogna solo eseguire gli ordini e sempre sotto lo spauracchio dei trasferimenti e dei licenziamenti in tronco.

Così vanno le cose a Fincalabra. Prima, durante e dopo…