I classici di Carnevale: le Chiacchiere

Il Carnevale, in Calabria come in tutto il resto d’Italia, è la festa popolare per eccellenza, basata sul sovvertimento dell’ordine normale delle cose che risale alle feste dionisiache greche e ai saturnali romani. In epoca cristiana si è poi aggiunto al principio fondante di questa festività quello della preparazione alla Quaresima: il termine Carnevale deriva proprio dall’espressione latina “carnem levare” che indicava in origine il grande banchetto di carne che si teneva il martedì (non a caso detto “grasso”) precedente il Mercoledì delle Ceneri. 

Come ogni festa che si rispetti, anche il Carnevale ha il suo ricettario di pietanze calabresi tipiche, dagli antipasti ai dolci. Sono tante le pietanze che si mangiano a Carnevale in Calabria: quelle salate sono preparate, quasi tutte, con la carne di maiale, perché secondo la tradizione, il Carnevale si trovava proprio subito dopo del periodo di preparazione degli insaccati e preparati di carne del maiale. Non è un caso, infatti, che per il pranzo del martedì grasso si consumi la pasta ripiena o maccheroni con sugo di maiale.

Tra i dolci, invece, non possono certamente mancare le tradizionali chiacchiere. In qualsiasi modo le si voglia chiamare, bugie, cenci, crostoli, galani, frappe, restano il dolce tipico di Carnevale.

Nel dialetto calabrese, “crostoli” diventa “crustuli”. A Bisignano sono chiamate “guanti”.

Ingredienti:

500 g di farina

4 uova

30 gr di strutto o 50 gr di burro

100 gr di zucchero

3 cucchiai di maraschino (va bene anche del vino bianco o marsala)

scorza di un limone

1 pizzico di sale

zucchero a velo

1 l circa di olio di arachide per friggere

Preparazione:

fontana-farinaMettete la farina a fontana, aggiungendo nel centro zucchero, lo strutto  sciolto precedentemente in un pentolino o il burro a pezzettini, buccia del limone grattugiato, un pizzico di sale, maraschino e uova.

impastoMescolate tutti gli ingredienti al fine lavorate l’impasto che dovrà risultare omogeneo; formate una palla, infarinatela e avvolgetela in una pellicola trasparente.

strisciolineLasciatela riposare per circa un’ora. Stendete poi la pasta (deve essere altezza 3 mm) e con una rotellina tagliatele a striscioline.

Chi preferisce può friggerle con lo strutto e come si dice “è la morte sua” ma anche con l’olio di arachidi si ottiene una buona frittura. Importante che sia olio profondo, hanno bisogno di pochissimi minuti per cuocere fino a quando non diventano ben dorate su entrambi i lati.

chiacchiereAsciugate infine su carta assorbente, disponete su un vassoio e spolveratele con zucchero a velo.

Le chiacchiere sono pronte!