I compagni criticano Grillo solo per nascondere le proprie responsabilità

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Capisco la durezza politica dei compagni nei confronti di Grillo. E capisco le analisi politiche che da questa “paura” derivano. Ma la preoccupazione di una deriva populista, intesa come preludio dell’autoritarismo, portata avanti da un movimento privo di coscienza sociale e politica, espressa in tante analisi dai compagni sul Movimento 5 Stelle, francamente io non la vedo. E come tesi non mi convince. Non convince, in primis, perché la critica a Grillo non parte mai da un minimo di autocritica. Che sembra niente, invece è importante.

Prima di entrare nella critica a Grillo, i “compagni”, giusto per fare un esempio, dovrebbero spiegare un dato di fondo.

Come mai la “bandiera” del salario sociale proveniente dalle analisi politiche dei movimenti di sinistra degli anni ’70, rimbalzato per tutti gli anni ’80 in ogni dibattito e convegno promosso dai compagni, cantato all’inizio dei degli anni ’90 dalla 99 Posse (voglio u salariu garantito), portato in quel di Genova nel 2001 e che ha attraversato una altro decennio stando dentro ad ogni lotta sociale occidentale esistente, non è mai riuscita ad andare oltre i confini di qualsivoglia Movimento inteso come la somma di tutte le organizzazioni e aggregazioni politiche e sociali, di tutta la “galassia” extraparlamentare di sinistra?

Eppure è un argomento allettante per tutti i morti di fame, i proletari, i disoccupati cronici, i precari a vita. E per capire il suo gradimento da parte della gente ho fatto un esperimento. Ho chiesto a 10 morti di fame, come ce ne sono tanti non politicizzati: sentite, a voi sta bene se lo stato quando non lavorate vi concede un reddito fisso di 600/700 euro al mese in attesa di una vostra nuova collocazione lavorativa?

Mi hanno risposto tutti sì. Qualunque persona di buon senso, a questa domanda, risponde sì. Anche perché esiste in tutta Europa. Solo qui non lo vogliono, perchè sanno che questo renderebbe libere le persone, e non più legate al piacere del politico per fare 3 mesi qua, un progetto là, un sussidio sopra, un corso sotto. Se il reddito ti tocca per diritto, nell’urna sei libero.

Se stiamo a questo, e se ci domandiamo come mai un argomento così “semplice” non siamo mai riusciti a farlo attecchire nell’immaginario collettivo dei morti di fame, allora non possiamo non considerare che lo stesso argomento, ripreso da Grillo e messo come primo punto di un programma di governo, ha portato al Movimento 5 Stelle milioni e milioni e milioni e milioni e milioni e milioni e milioni e milioni di voti. Mica noccioline.

salaEcco, io me lo chiedo: perchè a Grillo hanno creduto e a me no? Il concetto è lo stesso. Una piccola autocritica su questo la farei. Anche perché questa volta non si può neanche giustificare l’adesione massiccia di persone al movimento di  Grillo con la solita solfa dell’occupazione di televisioni e giornali per manipolare l’opinione pubblica. Grillo non ci va mai in TV. Ha usato gli stessi strumenti che usano i compagni, il web. Ha avuto le nostre stesse possibilità, lui c’è riuscito noi no. Questo non si dice per orgoglio o per che cosa?

Non mi convince neanche questa omologazione a destra che si vuole dare a Grillo. Chi ha aderito al suo movimento è gente che votato di tutto sperando in un cambiamento. Dentro i 5 Stelle trovi tutti gli ex che vuoi. Per lo più persone che non vivono di “ideologia” o che non connotano i rapporti sociali, attraverso essa.

Direi gente e famiglie disperate, per lo più, che da tempo cercano una alternativa politica che realizzi veramente il cambiamento e che si occupi della loro povertà concretamente. Che non siamo noi. O meglio la sinistra. Nè quella istituzionale alla Rifondazione Comunista, né quella movimentista. Anche qui siamo di fronte ad un altro dato.

dibaDi Battista dice che la crescita del paese passa attraverso la gastronomia. Beh? Ha detto una cosa intelligente, concreta, fattibile, praticabile e molto redditizia per noi. Gastronomia non significa solo il ristorante. Ma tutto quello che ci sta dietro a cominciare dalle produzioni enogastronomiche di qualità che solo la nostra terra può produrre. L’Italia è il più grande laboratorio gastronomico all’aperto del mondo. Una miniera d’oro per gli abitanti. Se sviluppata con criterio, logica, rispetto della natura e della genuinità dei prodotti. Non a caso la prima grande rivoluzione nella storia dell’uomo fu quella dell’agricoltura.

Si dice che il movimento è razzista perché ha la stessa posizione sull’immigrazione di Salvini. Certo è che la situazione “accoglienza” è oramai degenerata da tempo. Uno squallore infinito, e un lucro continuo. L’accoglienza pensata così come sta avvenendo non fa altro che acuire sopiti razzismi. Spesso alimentati da gruppi razzisti che sulla contrapposizione dei poveri sono maestri. Aizzano i morti di fame italiani contro i morti di fame stranieri. Agitare guerre tra poveri è facile, purtroppo. E non è quello che fa Grillo. Grillo non aizza la gente a “daje allo straniero”.

Dice che ne vanno “distribuiti” 3 ogni mille abitanti e qui, scusatemi, non vedo dove sta il razzismo. Se a Rose o a Luzzi ci metti tre profughi o una famiglia di profughi, facile è che si scateni, come avviene sempre da noi, la corsa alla solidarietà, ma se a Luzzi ci metti 300 profughi qualche problema si crea. E’ la vergogna che ci sta dietro a questa finta accoglienza che la gente non vuole, non i profughi. E a questa vergogna Grillo dice di porre fine. E francamente me lo auguro.

Di contro siamo per la libera circolazione delle persone. Del resto se una lattina di coca cola può girare il mondo, non vedo perché non lo possa fare un uomo. Ma bisogna anche dare un senso a queste parole. Che significa questo? Abolire il passaporto? Eliminare gli stati? Cancellare i confini? Far di tutto il mondo un unico Paese. A questo io ci sto. Ma se non ci stanno gli altri, che facciamo?

Io non voglio essere come quelli che dicono siamo per l’accoglienza e poi non se ne fregano delle condizioni in cui vivono questi fratelli. Non giro la testa dall’altra parte ogni volta che li vedo buttati dalla mattina alla sera davanti i supermercati di Cosenza ad elemosinare un pezzo di pane. Ogni volta mi chiedo: è questa l’accoglienza? E mi fa schifo sentire parlare di accoglienza chi non ha mai mosso un dito in vita sua per queste persone. Ecco, in un piano strategico di sviluppo rurale, i migranti, con diritti e doveri, potrebbero essere una risorsa inestimabile. E non ci basterebbero mai. E’ questo né il PD né nessun altro partito lo farà mai.

Io non sono né un grillino né un 5 Stelle e mai lo sarò. Noi siamo stati gli unici a criticare il movimento quando se lo meritava. Così come abbiamo criticato chi come Morra voleva trasformarlo in un oggetto personale. Ma penso che per chi non ha più nessuna speranza, come i 50enni o i giovani esclusi dal mercato del lavoro, l’unica possibilità per sopravvivere sia il reddito di cittadinanza esteso a tutti. Che nessun Movimento di sinistra può più realizzare. Almeno non in questo “Tempo”.

Ora, il reddito di cittadinanza, è il marchio distintivo di Grillo, la sua chiave d’ingresso al governo di questo paese. E per questo la gente lo voterà. Perchè questa rivoluzione è a portata di mano. Non sta solo scritta nella risoluzione strategica di qualche collettivo stuedendesco di chissà dove, ma in un programma di governo. E’ al primo punto. E chi ha bisogno oggi e non può aspettare il Sol dell’Avvenire, non gli resta altro da fare che giocarsi la carta Grillo. Senza offesa per i Movimenti e i compagni.

GdD