I corvi del Vaticano: il monsignore e la lobbista di San Sosti fanno il giro del mondo

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Lucio Angel Vallejo Balda, 54 anni, segretario della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede, e Francesca Immacolata Chaouqui, 33 anni, la lobbista nata e cresciuta a San Sosti, in provincia di Cosenza, sono stati arrestati ieri in Vaticano.

L’indagine della gendarmeria vaticana li ha individuati come i “corvi” della seconda fase di Vatileaks. Questa mattina le prime pagine dei giornali sono tutte dedicate a loro. Ma già ieri sul web le foto di Francesca hanno fatto il giro del mondo.

Sarebbero stati loro a far passare all’esterno i documenti riservati pubblicati in due libri di prossima uscita: «Via Crucis» di Gianluigi Nuzzi e «Avarizia» di Emiliano Fittipaldi promettono «documenti» inediti, «registrazioni» e «carte» varie sulle finanze vaticane.

La Chaouqui è stata rimessa in libertà perché «non sono più state ravvisate esigenze cautelari, anche a motivo della sua collaborazione alle indagini». La posizione del monsignore «rimane al vaglio dell’Ufficio del Promotore di Giustizia», cioè del pm. Le indagini proseguono.

La gendarmeria sta indagando anche sulla violazione, nelle ultime settimane, del computer di Libero Milone, Revisore generale della Santa Sede, nominato a giugno da Francesco. Anche qui si guarda a chi ha perso potere ed è rimasto escluso dalla riforma di Francesco, l’opera di pulizia iniziata da Benedetto XVI: non a caso, tra corvi e veleni, fu Ratzinger a subirne le prime conseguenze. Vatileaks l’altra volta finì con un processo, la condanna e la grazia al maggiordomo “corvo” e un “dossier” segreto di cui non si è mai fatto sapere niente. Stavolta il Vaticano sembra determinato a proseguire senza veli.

«Si deve ricordare che la divulgazione di notizie e documenti riservati è un reato previsto dalla Legge n. IX dello Stato della Città del Vaticano (13 luglio 2013) art. 10 (art. 116 bis c.p.)», fa sapere la Santa Sede. E non è finita qui: «Quanto ai libri annunciati per i prossimi giorni va detto chiaramente che anche questa volta, come già in passato, sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’Ufficio del Promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale».