I debiti di Occhiuto, tutte le clamorose irregolarità del Comune di Cosenza

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Il Terzo Pagatore

Se Occhiuto è riuscito a trovare una soluzione per pagare i debiti con Paonessa, facendo pagare al Comune un fantomatico software “Performance P.A.”, non è però riuscito a trovarla con Porsche, Equitalia e i tanti altri creditori che per avere i soldi sono ricorsi al pignoramento.

Alla Banca Popolare del Mezzogiorno si rivolgono, tra gli altri: Ellegi snc: 16.091€, per la vendita di lucidanti per marmi; Tek Mac srl: 10.325€, per la vendita di mattonelle in cotto; Camoli srl: 5.281€, per la vendita di sanitari; Blandini srl: 3.928€, per la vendita di mattonelle in marmo; Hotel Majorana: 1.945€, per ospitalità alberghiera.

Viceversa, al Comune di Cosenza si rivolgono, tra gli altri, come ormai tutti sappiamo: Equitalia: 1.799.000€, per imposte e tributi non versati; Porsche Financial Service: 186.300€, per il leasing di una Porsche Panamera; Fimmi srl: 30.037€, per la vendita di impianti termo-sanitari; Eiffel Building System srl: 19.299€ per la vendita di porte e finestre; Eurostands srl: 8.000€, per il noleggio di stand fieristici; Miele M.A.S. srl: 1.108€, per la vendita di sanitari.

cartella-equitaliaCome già dimostrato per i lavori di somma urgenza, anche per gli affari giudiziari del suo sindaco. il Comune è stupefacente per la creatività che dimostra nel “problem solving”. Ne forniamo alcuni esempi, tratti dai numerosi atti depositati presso la Cancelleria del Tribunale:

Tattica 1: “Vorrei ma non posso”

Nel caso del pignoramento richiesto da Eiffel Building System, il 14/03/2012 il Comune si rifiuta di pignorare l’indennità del sindaco, sostenendo che “l’indennità di carica non può essere soggetta a pignoramento”.

Tattica 2: “Arrivi tardi”

In realtà gli avvocati del Comune sanno bene che al terzo pignorato è preclusa la possibilità di contestare il pignoramento: cambiano allora tattica e nel caso di Miele M.A.S. il 27/11/2014 gli stessi avvocati dichiarano che il Comune non può procedere al pignoramento perché “le spettanze del sig. Occhiuto Mario sono gravate dalla trattenuta del quinto per altro procedimento in corso”.

Tattica 3: “Ho un altro impegno!”

La tattica che però il Comune ritiene la migliore è quella di scomparire. Ad esempio, nel caso di Fimmi, che intenta causa nel 2012, il Comune per ben due volte non si presenta all’udienza. Il 23-5-2013 Fimmi inizia perciò un procedimento contro il Comune di Cosenza, la cui udienza conclusiva è fissata al 3-7-2017: in cui con altissima probabilità il giudice condannerà il Comune a pagare 30.037 € più le spese.

Tattica 4: “Capita a tutti di sbagliare”

Una variazione sul tema viene adottata nella causa intentata da Equitalia sempre nel 2012: in questo caso, il Comune si presenta in udienza ma sbaglia a citare il numero di protocollo e di fatto non deposita alcuna dichiarazione contenente l’indicazione delle somme dovute ad Occhiuto, come invece è previsto dalla legge. La conseguenza di tale sbaglio è che il 18-6-2014 anche Equitalia inizia un procedimento contro il Comune di Cosenza, la cui udienza conclusiva è fissata al 13-6-2017: anche in questo caso con altissima probabilità il giudice condannerà il Comune a pagare una somma pari alle indennità spettanti ad Occhiuto dal giugno 2012 al febbraio 2016 (288.000€), più l’indennità di fine mandato (30.811€).

manisesto occhiuto 2011Tattica 5: “Me ne frego”

Il Comune però – incurante dei rischi che derivano dalla sua condotta – liquida le indennità ad Occhiuto, inclusa quella di fine mandato, nonostante la legge (art.48bis del D.P.R. 602 del 1973) prescriva che le Pubbliche Amministrazioni, prima di effettuare a qualunque titolo il pagamento di un importo superiore a 10.000€ devono verificare se il beneficiario ha pendenze con l’agente della riscossione di tributo – ovvero Equitalia – e in caso affermativo devono segnalare la circostanza alla stessa Equitalia senza procedere al pagamento.

Tattica 6: “Il Terzo Pagatore”

Infine, nel procedimento iniziato da Eurostands, il Comune non si presenta in udienza né manda alcuna dichiarazione scritta, nonostante sia stato intimato di non disporre delle somme dovute ad Occhiuto e di dichiarare al giudice di quali somme è in possesso; in considerazione del comportamento omissivo del Comune, in data 13/10/2015 il giudice ordina al Comune stesso di pagare in toto la somma dovuta. Abbiamo saputo che ancora la ditta non ha proceduto all’esecuzione ma è evidente che prima o poi lo farà.

Ma inspiegabilmente il Comune non fa niente per rivalersi su Occhiuto, a causa del quale è stato condannato a pagare!

Per inciso, la rivalsa renderebbe Occhiuto incompatibile con la carica di sindaco.

Riassumendo le irregolarità del Comune.

1) Non esegue l’ordine di pignoramento dell’indennità di Occhiuto, intimatogli dall’Ufficiale Giudiziario.

2) Non rende la dichiarazione richiesta dalla legge al terzo pignorato.

3) Liquida le indennità mensili di Occhiuto incurante dei pignoramenti notificati.

4) Liquida l’indennità di fine mandato senza effettuare la preliminare interpellanza ad Equitalia.

5) Salda un debito di Occhiuto in qualità di terzo pagatore ma non esercita alcuna rivalsa nei suoi confronti.

Un po’ troppo, per una Amministrazione Pubblica che si ritiene debba essere assolutamente rispettosa della legge.

C’è qualcosa di poco chiaro nella condotta della macchina burocratica comunale.
Occhiuto ha condizionato il Comune in questi contenziosi rinunciando ad ogni tipo di difesa o di rivalsa. Ma ha vinto di nuovo le elezioni e dunque prevale la soluzione Occhiuto=Comune, quella che ormai prevale dal 2011 ma che non può durare in eterno. O no?