I faccendieri non si fermano mai: ecco “La Cosa”, il giornale (di carta!) targato PD&Cinghiale

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Si chiama “Cronache delle Calabrie” e la sua uscita è stata annunciata per il 25 ottobre con presentazioni nella prossima settimana. La Calabria (evviva! evviva!) avrà un nuovo giornale di carta. E’ del tutto evidente che siamo davanti alla solita truffa.

Sì, perché l’editore di questo nuovo giornale, che in molti chiamano “La Cosa” tanto è simile ad una creatura mostruosa è Francesco Armentano detto Ciccio, uno che farebbe fatica con i suoi soldi a stampare 50 volantini. E che è fresco reduce dal fallimento de “Le Cronache del Garantista” (direttore Sansonetti), chiuso a febbraio e con i giornalisti attualmente in cassa integrazione! Siamo veramente alla follia.

Dietro Armentano ci sono Madame Fifi, il marito e Palla Palla. Del resto, tutti sanno che il fratello dell’editore, Antonio, è stato tra i candidati del PD alle ultime comunali di Cosenza e che sua cognata Sonia Ferrari viene ancora tenuta da Palla Palla nonostante la manifesta incapacità al Parco Nazionale della Sila. E non manca lo zampino dello strozzino Pierino Citrigno.
Con tanto di patto di non belligeranza con il Cinghiale, che Citrigno (beninteso), nonostante lo abbia “minacciato” tante volte, non ha mai tradito custodendo per se e per il suo cerchio magico tutto quello che avrebbe dovuto “cantare” ai magistrati.

guzzanti_galleryzoomL’aspetto più esilarante è comunque la presenza del direttore Paolo Guzzanti. Nato come giornalista al Giornale di Calabria di Giacomo Mancini, poi divenuto addirittura deputato di Forza Italia, adesso è un anziano signore che incassa 13 mila euro mensili di doppia pensione e che verrà qui a svernare prendendosi qualche soldo dal PD che, come tutti sanno, è il PDL senza la “elle”…

Per non parlare dello stampatore, quell’Umberto De Rose famosissimo in tutta Italia per la telefonata del “Cinghiale”.

E’ chiaro come il sole che gli ordini di scuderia saranno quelli di dare in testa al solo Mario Occhiuto e promettiamo solennemente al sindaco che per ogni attacco che riceverà lo difenderemo raccontandovi le decine e decine di aneddoti imbarazzanti ed esilaranti della banda di Armentano.

Chissà se Guzzanti conosce la storia di Alessandro Bozzo, costretto a firmare un contratto capestro, una vera estorsione, e poi morto suicida.
Le sa queste cose Guzzanti o viene a prendersi un po’ di soldi facendo finta di niente? Sarà lui la testa di ariete per incassare i soliti contributi del dipartimento dell’ editoria pagando quattro soldi i collaboratori?
Dopo Corsini, Sodano, Sansonetti e Regolo, ecco un altro nome nazionale, tanto caro alla strategia dello strozzino ovvero prendere giornalisti “stranieri” per infinocchiarli ed infinocchiarci. Con la supervisione di Madame Fifì e consorte.

Il sindacato dei giornalisti attraverso Carlo Parisi ha già messo le mani avanti.

“Il timore, come ho avuto modo di rappresentare direttamente all’editore Francesco Armentano, al direttore Paolo Guzzanti ed a tutti i colleghi coinvolti nel progetto, è che – in assenza di grandi risorse – questa nuova impresa possa trasformarsi in un’altra illusione con pesanti ripercussioni sui giornalisti e le casse dell’Inpgi, svuotate pesantemente dal costo degli ammortizzatori sociali”.
Non ci voleva “zingara” per profetizzare la “ventura”.

Calabria, terra di conquista e di sfruttamento. Che schifo.

COMMENTI APPROPRIATI SUL WEB

Leggo della nascita di un nuovo quotidiano con tutti i retroscena e i soliti personaggetti a manovrare i burattini. Ancora una volta, mi chiedo, se sono loro o siamo noi. Una volta si giustifica, due pure, ma tre… poi non si pretenda solidarietà (F. Gabriele)

Ogni volta che mi parlano dell’apertura di un nuovo giornale in Calabria mi viene l’orticaria…. Magari mi sbaglio, ma ormai ho l’incubo dell’ennesimo difensore della libertà d’informazione che si compra il diritto di dare lezioni di legalità in una terra martoriata al prezzo di qualche decina di euro messa in mano a chi non ha alternative … (P. Baldessarro)