I genitori del piccolo Giancarlo: “Se questo è un Uomo…”

di Mimmo e Alessandra Esposito

Se questo è un Uomo…

Io ti dico che l’UOMO è UOMO quando NON è testardo. Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa. Quando riconosce un errore commesso, se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e non cerca scuse. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e lo dice. Quando amministra e valorizza, nella stessa misura, tanto il suo coraggio quanto la sua paura.
(Eduardo De Filippo da “Il Sindaco del Rione Sanità”).

Cari Amici, quand’è che ci accorgiamo della velocità di discesa dei granelli di sabbia nella clessidra della vita?

Probabilmente quando ci osserviamo allo specchio e, con stupore, ci accorgiamo della presenza di una qualche ruga che, prima, non c’era…

O, forse, nel momento che, osservando una nostra vecchia foto notiamo, con disappunto, di aver smarrito quel sorriso che ci connotava…

Per noi, quella frazione che misura lo scorrere degli eventi sullo schermo della vita, ha creato una netta linea di demarcazione fra quello che è stato prima del 2 luglio 2014 e tutto ciò che è avvenuto dopo.

Adesso so com’è passato il Tempo…

giancaCosì come un pugnale passa contro il vento, l’idea che le manine di Giancarlo ci abbiano cercato mentre affondava nelle asettiche acque clorate della piscina di Campagnano e, noi, non fossimo lì ad abbracciarlo (e, magari, scendere con lui verso quell’oblio che sono diventate le nostre giornate), ci ha reso impotenti alla stregua del leone che, avendo perso ogni motivo per ruggire la propria forza ed il proprio ruolo, salta, mestamente, nel cerchio circense, dentro quel fuoco che lo (e ci) consuma.

“Superfluo” è un termine Latino che significa “eccedente rispetto al bisogno”…

Ma quand’è che termina il bisogno di lottare per avere il riconoscimento di ciò che è giusto?

Quando arriva il momento in cui, chi ha sbagliato, si fa avanti e lo ammette con il coraggio che nasce da quella sottile linea di confine che divide il giusto dal meschino, l’onesto dal vigliacco e la iena dal Re della foresta?

Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chiedere loro cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati.
(J.F. Gabanhia)

Aprire gli occhi e scoprire che la Città che ti ha partorito ha riconosciuto ancora per anni il diritto a chi (secondo quanto sta emergendo dal processo che lo vede coinvolto come imputato) ha gestito il disordine e la trascuratezza responsabili di quello che è successo a nostro figlio, di continuare a rappresentarla e amministrarla in qualità di consigliere e di assessore (nonostante pseudo fanfare e opachi lustrini e fino a quando il soggetto non è stato più eletto) ha determinato, in noi, un sussulto…

piscinaCaro Carmine Manna… Allora è vero, Davide può vincere contro Golia!

Caro Carmine, noi nasciamo (di solito) coi pugni chiusi. Forse per lo sforzo del momento, probabilmente perché siamo arrabbiati per essere stati costretti a lasciare un luogo di pace e accoglienza… qualcuno sostiene che, questo, sia dovuto al fatto che, TUTTI, nasciamo con le mani piene di doni, quelli che la vita ci affida. Fra questi: purezza, curiosità, determinazione, Logica, bellezza interiore.

Naturale, quindi, provare a trattenerli

Poi, però, gli eventi che disilludono, un po’ alla volta, ci fanno aprire le mani e, conseguentemente, quella ricchezza di partenza, ci sfugge come sabbia fra le dita. E, con essa, anche i sogni che le avevamo affidato.

Ogni tanto, però, capita di sentire (come se provenisse dal sottofondo dell’anima) una specie di musica celestiale. Probabilmente è la nostra, personale, Stella Polare che ci ricorda ciò che avrebbe potuto essere ma non è stato: è in queste circostanze, che nasce la malinconia esistenziale, con un certo retrogusto di nostalgia, per i ricordi che hanno scaldato momenti importanti…

MannaCarmineCaro Carmine, oggi riprende il processo che ti vede imputato… ecco, ci permettiamo sommessamente di fare appello a quello che, per te, ha valore ogni altra cosa (magari i figli…)

Prova a ricordarti di serrare, nuovamente, i pugni non per difenderti ma, semmai, per andare incontro al tuo giorno facendo in modo che, con un’onesta verità sia migliore, agli occhi di chi ti vuole bene e crede in te (magari i tuoi figli…)

Ecco, a quel punto i granelli rimasti nei tuoi palmi, si moltiplicheranno, come per miracolo, alla stregua dei pani e dei pesci di antica memoria ma soprattutto, chi ti vedrà, potrà affermare…

“Si, questo è un UOMO”. FINALMENTE!

E tieni presente, nel caso in cui la paura ti avvinca e la saliva si asciughi in gola al momento del confronto con la Giustizia che, “Chi ha il coraggio di morire e di opporsi alle miserie umane, è il vero padrone del mondo!”
(Giacomo Leopardi)