I Lupi di Reja e la doppietta al Verona

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Nel 1991-92 la ruota gira e il Cosenza di Reja lotta per la Serie A. Dieci gol in una prima linea formata anche da Oberdan Biagioni e Peppe Compagno, che aveva l’unico cruccio di vincere poco fuori casa ma al San Vito non sbagliava un colpo. Quel tridente ha fatto sognare generazioni intere di cosentini fino alla fatidica Via del Mare di Lecce quando una vittoria ci avrebbe comunque consentito lo spareggio con l’Udinese. Andò come tutti sapete.

I gol più importanti del nostro capitano in quella stagione a Udine, in quella memorabile gara che il Cosenza pareggiò in 9 contro 11 (segna il gol del 2-1, quello che dà il via alla rimonta), a Bologna (dove perdiamo 2-1 ma facciamo un figurone), ad Avellino (dove invece finisce 2-2) in casa col Lecce, col Brescia, con l’Avellino (una punizione al fulmicotone, perché Gigi aveva anche un gran tiro) e con la Casertana (doppietta d’autore).

Ma ha fatto gol anche a Modena e a Pescara. All’Adriatico, un anno dopo lo spareggio, Gigi segna un gol che vale solo per le statistiche, visto che il risultato era già di 3-0 per i pescaresi, ma che è uno dei più belli di Marulla. Prende palla in area, scarta due avversari e mette a sedere il portiere: spettacolare!

Gigi Marulla è rimasto l’indiscusso capitano rossoblu per altre cinque stagioni, segnando ancora tanti gol e tenendo a battesimo giovani del calibro di Cristiano Lucarelli, Marco Negri e Stefano Fiore. Ha sempre rifiutato richieste di squadre importanti (il Lecce soprattutto nell’estate del 1991) e per rimanere a Cosenza probabilmente ha perso anche il treno della Serie A ma non se n’è mai fatto un cruccio.

marulla milan

Nel campionato 1992-93, quello in cui ci siamo giocati la Serie A nelle partite casalinghe contro Cremonese e Ascoli, Marulla ha lasciato ancora il segno con un’altra annata importante.

Memorabile la doppietta al Verona al San Vito il 25 aprile 1993.

“Nel 1993 – ricorda Gigi – loro tornavano in serie B dopo qualche anno di sali e scendi successivo al periodo in cui erano diventati, con Bagnoli in panchina, campioni d’Italia. Non so se mi spiego. E’ chiaro che puntavano alla serie A. Ma quell’anno noi eravamo fortissimi. C’era Fausto Silipo alla guida tecnica e la formazione base era una goduria: Zunico, Balleri, Compagno, Napoli, Napolitano, Bia, Monza, Statuto, Marulla, Catanese, Negri o Fabris… Siamo stati sempre in zona promozione, fin da quando, all’andata, avevamo conquistato i due punti proprio sul campo del Verona. C’era grande attesa per il match di ritorno. La Curva era uno spettacolo, l’atmosfera quella giusta. Ho sbloccato il risultato nel primo tempo con una punizione di potenza. Quando ti riescono queste cose vuol dire che è la giornata giusta. E infatti dopo nemmeno dieci minuti del secondo tempo è arrivata la doppietta. Un contropiede micidiale, mi arriva una palla invitante e penso al pallonetto. Un attimo e la palla è sopra il portiere. Fantastico. Una delle doppiette più belle della mia carriera”.

In quella stagione Marulla segnerà complessivamente 8 reti.

Nel suo bottino anche una doppietta all’Andria, nelle cui file giocava Roberto Cappellacci, due gol al Pisa, uno al San Vito e uno su rigore all’Arena Garibaldi, e altri due calci di rigore, uno al Modena e un altro al Bologna, sempre al San Vito.