I sindacati si svegliano: “L’Enel faccia chiarezza sulla morte dell’operaio a Savelli”

Un incidente sul lavoro a Savelli
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“Questa volta piangiamo la dipartita di un giovane lavoratore, appartenente ad una ditta appaltatrice, che si trovava a lavorare nel Comune di Savelli in provincia di Crotone. Un palo di cemento, che cadendo si è spezzato in due, ha ucciso sul colpo il lavoratore”.

Da sempre, affermano in una nota Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uilpuntiamo il dito contro le aziende che non fanno mai abbastanza per eliminare questi fatti dolorosi ed ancora una volta speriamo nella magistratura, che ha aperto una indagine, per capire di chi sono le responsabilità. Sarà comunque una magrissima consolazione quella di appurare le responsabilità, sperando che i responsabili la paghino fino in fondo. Resta comunque l’atroce dolore della famiglia che ha perso un ragazzo di appena 37 anni”.

“La solidarietà e la vicinanza di tutto il mondo sindacale alla famiglia – prosegue il comunicato – con l’impegno di continuare a sensibilizzare i lavoratori tutti verso il rispetto massimo diciamo maniacale, verso il rispetto di tutte le norme di sicurezza, nel mentre continueremo ad incalzare aziende e ditte appaltatrici nei casi di mancato rispetto delle norme. Ma la domanda che nel 2017 dobbiamo porci TUTTI è se la continua mancanza di investimenti per manutenzione e rifacimenti impianti e l’ossessivo ricorso all’appalto nel settore elettrico non sia la vera causa dell’ennesimo tragico infortunio. Chi era obbligato a controllare il palo caduto? Lo ha fatto?”

“Aspettiamo risposte anche dall’ENEL, – conclude la nota – che troppo spesso si trova ad essere appaltante in casi in cui il povero lavoratore di impresa terza resta senza vita. Riteniamo sia giunto il momento di fare una serie riflessione sul tema degli appalti in Calabria.”