I soldi in nero di Morcavallo e la posizione degli avvocati cosentini

Oreste Morcavallo
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In una città come Cosenza dominata dai poteri forti, anche un sequestro di beni per una evasione fiscale milionaria commessa dal presidente dell’Ordine degli Avvocati Oreste Morcavallo non può essere commentata. E’ già un miracolo se qualche giornale dà la notizia o magari ci mette anche il faccione del massone-evasore.

Gli avvocati a Cosenza sono oltre tremila ma, per quanto ci risulta, solo uno ha avuto il “coraggio” di aprire un dibattito e si chiama Pietro Romano. Ecco cosa ha scritto su FB commentando, tra l’altro, il nostro primo articolo sulla vicenda.

“Premesso che vale la regola biblica del chi è senza peccato scagli la prima pietra, soprattutto in un paese con l’evasione fiscale a livelli stratosferici, la notizia è una non notizia proprio in ragione della premessa.

Ciò che fa notizia non è un evasore fiscale preso in flagranza, perché ogni giorno se ne scovano centinaia in Italia, ma è il ruolo ricoperto dalla persona nel miserrimo panorama cittadino.
Dopo di che, i moralismi ed i moralisti sono sempre in agguato, sempre pronti a puntare il dito contro la pagliuzza altrui, dimenticando la trave nel proprio occhio.

Sta di fatto che, proprio per il ruolo ricoperto, si impone che la persona faccia chiarezza pubblica sulla vicenda, oppure un passo indietro, perché tutto ciò getta fango non solo su di lui, ma su un’intera categoria professionale da questi rappresentata, che in massima parte è migliore di chi la rappresenta.

Non mi interessano i risvolti penali della vicenda, ma quelli deontologici connessi al ruolo ricoperto. Se poi l’evasione sia anche penalmente rilevante lo si vedrà, per il momento il fatto ha una rilevanza autonoma.

Perché chi ricopre un ruolo pubblico di rappresentanza di un corpo sociale, qual è un ordine professionale, ha doveri ulteriori rispetto a chi non li ricopre.
La sua carica lo pone in una condizione di visibilità pubblica, per cui ciò che fa o che gli viene attribuito nella sua sfera privata necessariamente condiziona anche il suo ruolo pubblico.
È uno dei munera delle cariche pubbliche, a cui si sceglie di accedere, ragion per cui si scelgono anche i condizionamenti che ne conseguono.
Per ciò deve chiarire ciò che accade, perché tutto ciò ha un riflesso anche sul ruolo che ricopre.
È un dovere di chiarezza funzionale al ruolo che ha scelto di ricoprire.
Nessuno vuole la gogna, ma dal mio primo rappresentante mi attendo una condotta tale, anche privata, che lo renda ineccepibile sul piano dell’etica pubblica”.

LA NOTA DI MORCAVALLO

Ecco quanto ha scritto l’avvocato Oreste Morcavallo per difendersi.

Il mio studio di Cosenza, circa due anni fa, ha avuto una routinaria verifica fiscale, al pari di tutti i professionisti e/o imprenditori. Sono state accertate delle irregolarità contabili, delle contestazioni fiscali ed accertamenti di maggiore imposte, che sono state già regolarmente definite presso l’Agenzia delle Entrate”.

“Poiché per i due anni residui, 2011 – 2012, l’Agenzia delle Entrate non ha proceduto all’accertamento, è stato emesso provvedimento cautelare sino al pagamento delle imposte per i suddetti periodi. Al momento della definizione dei due anni residui di imposte il provvedimento verrà revocato come è precisato nel decreto stesso“.

CONSIDERAZIONI FINALI

Dunque, l’avvocato Romano ha avuto il chiarimento, che altro non è che l’ammissione del reato commesso e il preannuncio della “bolla di sapone” perché Morcavallo se ne frega altamente dei sequestri e dei soldi che (eventualmente) sborserà o già ha sborsato. E non pensa minimamente a dimettersi da presidente dell’Ordine degli Avvocati.

Infine, ricordiamo a Morcavallo cosa prevede il CODICE DEONTOLOGICO FORENSE.

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