Il bravo presentatore e quel poco che resta della libertà (di Ippolita Luzzo)

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Pubblichiamo un bell’articolo di Ippolita Luzzo, blogger di “Ippolita-La regina della litweb” e collaboratrice di “Ultima Voce”. Quando l’abbiamo letto non ci sembrava vero che qualcuno potesse scrivere queste sacrosante verità.

di Ippolita Luzzo

Il bravo presentatore come Vespa

La foto chissà a cosa si riferisce ma noi tutti vedendola penseremmo ad un atto della magistratura verso un giornalismo che sfiora il sensazionalismo e gode dei morti e delle disgrazie.
Aggiungo stamani, 25 agosto 2016, queste due domande ad un mio articolo sui tanti che fanno come Vespa, ovvero la stampa morta e non estratta dalle macerie di un luogo nefasto chiamato televisione.
Chi è Vespa? Perché non spegnete quel terremoto vivente che in lui si perpetua? Nel 1987 insegnavo a Mesoraca e ricordo Vespa domandare, gustando la notizia, al cronista sul luogo della sciagura, per un telegiornale:-Quanti morti? Quanti morti?
Che fastidio doverlo ascoltare! Chiusi per sempre il telegiornale.

 

Ma vediamo chi è Vespa e i suoi tanti vespini.

“Il bravo presentatore presenta e presenta col fiore in bocca, un prato, una serra, un mazzo così. Un mazzo di fiori.
Il bravo presentatore presenta giulivo qualsiasi libraccio, librino, libretto, sarà che è sempre stato un liberto così.
Il bravo presentatore dà la parola, dice che è tanto contento di essere stato invitato proprio quel dì.

Signore e signori, inizia col dire, ringrazio la libreria che ci ospita, il comune che ci patrocina, l’ente o il sistema, il gruppo o associazione che fece evento di un vento così.

Grazie e ancora grazie, il libro, lo scritto, l’autore, mi sembrano degni di cotanta attenzione, mi sembra che il tema sia di attualità, scottante o un po’ freddo, sul tiepido andante, ma certo gustoso, molto gustoso, da meritare le vostre letture.

Come già dissero De Sartino, Favese  e Bollè, anzi come disse il sommo, oppure la somma di cotanti scritti, qui siamo in presenza di un senso, due sensi, forse anche cinque sensi. Di più, poi ci sta il sesto senso, quello della bellezza, che salverà il mondo, che ci educherà, che siamo belli e lo siamo davvero. Siamo tanta cultura. Non vedete quanto sono istruito io? Quanto sono bello! Sono un bello, una bella cultura.

Il bravo presentatore non sbaglia un avverbio, un congiuntivo, un titolo, un autore citato, porge a memoria sempre lo stesso dettato e voi ascoltatori, se lo imparerete, saprete che cosa dirà nel capoverso seguente, nel periodare.
A memoria e sempre uguale. Passione sempre sarà, conosci i tuoi sogni e fai bei sogni, le emozioni saranno servite come  dolce in cucchiaio a volontà. Vi emozionerete davvero tanto, le budella vi si torceranno e poi felici ed ubbidienti andrete a comprare il libro del giorno con dedica in fronte.

A questo punto mi sono ricordata la pizza in forno appena salvata prima che mi si bruciasse davvero e non avrei salvato la cena.

Ma  noi siamo bravi, leggiamo leggiamo, guai se diciamo che il libro fa schifo, come con Vespa al suo Porta a Porta, guai se diciamo che Riina figlio è uno scemo e Riina padre è un mostro e ha fatto ammazzare Falcone e Borsellino, quelle sono solo Cose di Cosa Nostra, guai se diciamo che anche quaggiù, senza morti ammazzati, i nostri bravi presentatori ammazzano ogni giorno quel poco che resta della libertà.

Non si può. Siamo forse invidiosi di cotanta bravura? Non inneggiamo e ci spelliamo le mani per gli scritti di nuovi emergenti che hanno saputo imboccare la strada dell’omaggio a cotanta speme?  suvvia come sappiamo fare bene benissimo facciamo  un applauso al re e al suo corteo… che tanto qui ne facciamo a meno”