Il Cosenza ai tempi del fascismo

L’era del Dopolavoro Cosenza riflette in pieno (e non poteva essere altrimenti) il regime fascista.

Nel 1929 nasce il Cosenza Sport club. Primo presidente è il cavaliere Icilio Bolletti, cognato di Michele Bianchi, celeberrimo gerarca fascista.

Sarà proprio il Cosenza Sport club a disputare il primo, vero campionato ufficiale della storia rossoblù, quello di Seconda divisione 1929/30. La squadra, se si esclude Chenet, è formata da volenterosi ragazzi cosentini e si fa complessivamente onore. Allenatore e giocatore è l’esperto centromediano Luigi Cava, proveniente da Savona.

Florio è l’indiscutibile numero uno; davanti a lui si alternano i terzini Urso, Martino, Giannone e Feraco II. Giannone calcia bene i rigori e ne segnerà uno importante nella vittoriosa gara contro il Nola.

Feraco realizza il gol del pareggio contro il Messina. In mediana Cava orchestra il lavoro di Pascariello e Pietramala, mentre in prima linea Chenet e Pellicori sono coadiuvati da Politano, Gallo, Riga, Guariglio e Sirleto. Il francese e Permesso firmano una bella vittoria contro l’Angri (2-0), Attilio Politano segna due dei tre gol che servono per battere il Catania.

Il Cosenza si classificherà settimo, una posizione utile per accedere al campionato di Prima divisione 1930/31. E’ utile ricordare che la Prima divisione dell’epoca corrisponde, più o meno, all’attuale serie C e la Seconda divisione alla serie D.

La stagione 1930/31 è particolarmente tormentata (il tecnico Ratti sarà esonerato a beneficio di Benincasa) ma i cosentini sono ancora grandi protagonisti.

In difesa la linea dei terzini è formata da Ciccio e Ugolino Feraco (riserve Quercia, Mazziotti e Roberti). Più avanti, in mediana, ci sono Gagliardi e Ricci. Ma il meglio è nella prima linea, con un tridente tutto locale formato da Massimilla, Pellicori e Zuccaro. Questi ultimi due sono i principali artefici di una nuova, bella vittoria sul Catania.

Zuccaro realizza una doppietta, Permesso segna la prima rete.