Il fatto non sussiste: assolti Porco e Cupone

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Una delle cose che più dà fastidio dei giornali alla gente, specie a chini cci ‘ngappa, è quella che se malauguratamente ti arrestano finisci in prima pagina con foto e titolo a caratteri cubitali, se poi per la stessa vicenda vieni assolto neanche un trafiletto.

Bisognerebbe che tutti i giornali avessero uno spazio in prima pagina giornaliero dedicato a questo argomento: l’assoluzione. Vista la mancanza di questo spazio noi di Iacchite’ abbiamo deciso di aprire questa “rubrica”. Come è giusto che sia.

Inauguriamo questa rubrica con un fatto di cronaca risalente al marzo del 2012.

Ad essere arrestati con l’accusa di rapina aggravata furono Francesco Porco e Michele Cupone. I due furono accusati di aver rapinato a Trebisacce un commerciante di fuochi pirotecnici della somma di 5.000 euro.

Le indagini condotte dalla questura di Cosenza indentificarono i due come i responsabili dell’avvenuta rapina in ragione di pregressi contatti tra i sospettati  e la vittima. Ragione che portò entrambi in carcere per oltre cinque mesi di cui alcuni ai domiciliari.

Ieri il tribunale di Castrovillari presieduto dalla dottoressa Loredana De Franco ha assolto perché il fatto non sussiste Francesco Porco e Michele Cupone.

Il presidente dopo le sostanziali e ben argomentate tesi difensive sostenute in aula dagli avvocati Oreste Magnelli e Lucio e Carlo Esbardo, non ha potuto far altro che prendere atto della totale estraneità degli imputati ed assolverli.

Giova ricordare che per questa vicenda Francesco Porco, operatore ecologico presso Ecologia Oggi, ha subito un provvedimento disciplinare patendo prima una sospensione dal lavoro e dopo aver ricevuto il reintegro dal tribunale di Catanzaro, l’azienda si è appellata alla Cassazione.

Va da se che il provvedimento atteso dalla Cassazione, data l’assoluzione del Porco, non potrà che essere a lui favorevole.