Il gran casino dell’Arpacal, le pupille del commissario: Silvana Naccarato e Sonia Serra

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RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

L’avvocato Maria Francesca Gatto, figlia del noto costruttore Salvatore e sorella dell’altrettanto noto Tonino alias “il re della Despar”, dopo una lunga attività alla Provincia di Cosenza, viene “promossa” alla Regione da Palla Palla.

E dopo qualche tempo viene inviata da commissario all’Arpacal, dove ne succedono di tutti i colori e la dottoressa Santagati è costretta alle dimissioni. Peccato che non abbia i titoli per farlo.

1- L’avvocato Gatto non possiede i titoli per poter ricoprire l’incarico di commissario straordinario Arpacal e nonostante nel decreto di nomina detta verifica venisse demandata, in modo specifico al Dipartimento Ambiente, la stessa non veniva effettuata anche se obbligatoria.

Insomma, la Gatto deve stare lì, costi quel che costi, E, visto che c’è, si circonda almeno di facce amiche… Così come risulta dall’esposto che è stato presentato alla procura di Salerno, visto che la procura di Catanzaro traccheggia e punta ad arrivare solo ad un risultato: prescrizione per tutti. Ma in questo caso i reati sono in pieno svolgimento!!!

SILVANA NACCARATO E SONIA SERRA

gatto2-  Il commissario Gatto nomina un consulente per supporto amministrativo, trattasi della dottoressa Silvana Naccarato, classe 1950, posta in quiescenza (pensione per usare un termine più semplice) dalla Provincia di Cosenza e che secondo la documentata accusa non poteva essere nominata per mancanza oggettiva di motivazioni alle quali si aggiungono evidenti condizioni di incompatibilità. Infatti, in Arpacal lavora nel ruolo dirigenziale una sua stretta congiunta (la dottoressa Sonia Serra) e nell’esposto si lamentava l’imminente ipotesi di ulteriori incarichi  per la stessa dirigente che il commissario, supportata dall’esperto, avrebbe certamente conferito.

Come a conferma delle ipotesi avanzate nell’esposto, il 16 luglio scorso (meno di un mese fa) la dottoressa Sonia Serra, unitamente ad altri, è stata incaricata di dirigere il dipartimento provinciale di Cosenza.

Per quanto riguarda la pseudo esperta amministrativa (la Naccarato è laureata in materie letterarie) nominata dal commissario per specifica consulenza amministrativa, già nel 2010 è balzata agli onori della cronaca essendo stata formalmente accusata di aver bandito un concorso per il figlio alla Provincia di Cosenza, costringendo persino Palla Palla ad intervenire.

Citiamo dai media dell’epoca.

IL CONCORSO TRUCCATO PER IL FIGLIO DELLA NACCARATO

marioOliverio“… Il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, con una lettera inviata al Responsabile del Procedimento del  Concorso  a  tempo  indeterminato  di  n.  1  disegnatore  CAD,  cat.  C, trattamento economico C1, ha chiesto la immediata sospensione degli atti relativi al Concorso in oggetto, in attesa delle determinazioni conseguenti a tutela  dell’immagine  della  Provincia  e  dei  principi  di  trasparenza. 

“Ho appreso –scrive Oliverio nella lettera­ – della pubblicazione delle prove preselettive relative all’ammissione al concorso per la copertura di un posto di disegnatore CAD, cat. C. pos. Econ. C1. Tengo a precisare che in data 13.07.2010 ho presentato dinanzi alla Procura della Repubblica di Cosenza atto di denuncia–querela avverso la comunicazione del C.S.A. nella quale tra l’altro si sosteneva che relativamente al concorso di cui in oggetto: “i candidati sono 282, il vincitore designato sarà Cavallo Costantino figlio della  Dirigente  Settore  Ordinamento  ed  Organizzazione  Intersettoriale Dott.ssa Silvana Naccarato”. 

“Ho trasmesso –si legge ancora nella missiva – la predetta nota del CSA al responsabile del CNIPEC (società affidataria delle procedure  concorsuali)  che  con  nota  del  1.09.2010,  a  firma  del  dott. Venturini,  ha  assicurato  la  massima  “trasparenza  e  correttezza”  nello svolgimento delle procedure medesime”. “Pur prendendo atto dei contenuti della nota del CNIPEC prima richiamata, al fine di fugare qualsiasi dubbio e di salvaguardare l’interesse pubblico –conclude Oliverio­ – ritengo necessario, tuttavia, che si proceda alla immediata sospensione degli atti relativi al concorso  in  oggetto,  in  attesa  delle  determinazioni  conseguenti  a  tutela dell’immagine della Provincia e dei principi di trasparenza.

Insomma, Palla Palla, vista la maliparata, ha sospeso tutto annullando il concorso truccato dalla dottoressa Naccarato…

Dopo l’incidente causato dal “concorso del figlio”, la Naccarato la troveremo impegnata sempre per la Provincia, ma al settore biblioteche. Dove farà meno danni.

Va ancora ricordato che già prima della vicenda del figlio la dottoressa Naccarato era chiacchierata  (vicende che oggi non sono più penalmente perseguibili per intervenuta prescrizione) per l’assunzione del fratello, marito della signora Serra sempre alla Provincia di Cosenza.

In ogni caso va evidenziato che l’incarico conferito, secondo la delibera e la normativa, doveva essere prestato a titolo gratuito, ma purtroppo, come del resto ha evidenziato l’ANAC, la gratuità di fatto non c’è e si forzano quando addirittura non si violano le leggi per trovare espedienti pur di remunerare la prestazione come accade proprio in Arpacal.

La delibera n. 335 del  30/05/2016 liquida alla Naccarato le “ipotetiche” spese debitamente sostenute, ma qui entrano in campo l’ingegno creativo e gli espedienti sui quali l’Anac esplicitava criticità.

Nell’articolato di questa delibera, come del resto per quelle dei mesi successivi, a rimborso troviamo il compenso calcolato secondo le tabelle ACI (dimenticando che per i dipendenti pubblici si applica solo il rimborso della benzina consumata e a tal proposito si considera il consumo del carburante riportato nel libretto del veicolo). Per fregare soldi le pensano tutte, non c’è che dire.

La metodologia citata, evidentemente usata anche in altre parti della Calabria (parliamo della provincia di Reggio Calabria), ha portato all’emissione di importanti provvedimenti giudiziari. Ma tra Catanzaro e Cosenza (scusate la rima) c’è sempre qualcuno che ci pensa…

7 – (continua)