Il gruppo iGreco e i nuovi equilibri della politica

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Che non sia più la politica a comandare la nostra società, nel senso costituzionale, democratico e filosofico del termine, è cosa oramai risaputa.

I politici che tali non sono, oggi dipendono completamente dai potentati economici/imprenditoriali che li sostengono, li foraggiano e da cui traggono vantaggi in termini elettorali. I ruoli si sono invertiti.

Non è più la politica a determinare scelte, necessità e servizi per il territorio in base alle necessità dei cittadini, ma bensì tutto si orienta sui “bisogni” degli imprenditori di riferimento, che da noi, spesso e volentieri, si trasformano in prenditori o predatori della cosa pubblica.

Il politico locale non si fa certo scrupolo di questo e spesso non ha remore ad accodarsi a questo o quell’imprenditore, solo in base alla sua potenza economica.

A Cosenza gli equilibri economici ed imprenditoriali sono mutati da tempo. Vecchi baroni, saccheggiatori conclamati delle risorse comuni, sono stati scalzati da rampanti, quanto voraci, nuovi imprenditori.

Da tempo si è affacciato sulla scena cittadina il gruppo iGreco. Famoso per le sue produzioni vitivinicole ed olearie. Un gruppo la cui origine economica rimane sconosciuta. Non si capisce bene da dove provenga la loro ricchezza. E come è stata possibile una scalata così repentina all’economia cittadina.

igreco

Certo è che una parte delle sue fortune deriva proprio dal connubio malsano tra politica e imprenditoria. Infatti molti milioni di euro, si parla di 32 milioni, anche se il gruppo iGreco ne confessa solo 5, sono arrivati per generosa elargizione dell’allora assessore all’agricoltura della Regione Calabria, Mario Pirillo.

Uno che tutto ha fatto nella vita, tranne che lavorare per il cittadino, nonostante la sua pubblica carica. Ha finanziato al gruppo iGreco tutto il possibile. Una ascesa economica, quella della famiglia Greco, che l’ ha portata dritta nelle stanze romane che contano. Sempre col sol fine di continuare ad arraffare, ma questa volta ad alti livelli.

E come è costume della nostra politica, iGreco non hanno trovato nessuna difficoltà ad essere accolti. A farsi garante per loro, in un primo passaggio, è Ferdinando Aiello, che subito li presenta al suo socio politico, Ernesto Carbone. Che a sua volta li presenta alla Boschi.

Carbone, che poi da dove è uscito questo ancora io non l’ho capito, dice ad Elena, che poi riferisce a Renzi, che iGreco sono il grimaldello per scardinare tutta la fetenzia politica che gravità nella sanità pubblica e privata, a Cosenza.

Li presenta come imprenditori seri che oltre a poter influenzare la politica cittadina, possono anche dare una mano economicamente al partito. Possono sponsorizzare qualunque cosa. Infatti, il gruppo iGreco da tempo compra (si fa per dire) tutto ciò che si può comprare nell’ambito della sanità privata locale. Se c’è una struttura che sta per fallire, di qualsiasi natura, arrivano subito loro, e comprano.

Dove si presenta un affare ci sono loro: terreni, giornali, strutture, attività commerciali, e tutto ciò che fa guagna. Acquistano tutto e sempre a “strozzo”. Quando non è lo stesso tribunale ad affidargli beni e attività commerciali a gratis.

La politica del gruppo è sempre stata una: siamo amici con tutti ma di più con quelli che ci favoriscono. Un metodo che ha scatenato da subito gli appetiti dei soliti mangioni politici, che da tempo fanno a gara a chi è più amico de iGreco.

Ma purtroppo per loro, politici mangioni e gruppo iGreco, le cose si sono complicate: sia per la grande “incognita” che è la DDA, e la sua oramai imminente azione nei confronti della politica cittadina corrotta, sia perché Tonino Gentile & C., da sempre mani in pasta nella sanità, non ci sta a lasciare tutto in mano ai nuovi padroni.

Questo limbo, o ansiosa attesa, ha scombussolato i loro piani, creando una situazione di stasi, dove è difficile trovare un referente politico “fisso”, in questo momento, a cui affidare il disbrigo della “burocrazia” per la realizzazione del loro mega progetto: gli Ospedali Riuniti di Cosenza.

Ci hanno provato con il sindaco di Rende Manna, usandolo come spauracchio nei confronti del Pd cosentino. Come a dire: se non vi mettete d’accordo, a Cosenza, l’ospedale lo facciamo a Rende.

Ma non ha funzionato. Prova ne è il rinvio del consiglio comunale di ieri. Anche perché Oliverio è da tempo che osteggia il progetto iGreco, e da altruista qual è, dice che l’ospedale a Cosenza deve essere pubblico. E ha trovato in Tonino Gentile un ottimo alleato.

Anche i Morrone, nonostante i loro fallimenti che finiscono sempre in cavalleria, e dove, a pagarne le spese, sono sempre i cittadini, i lavoratori e i pazienti, non vogliono mollare.

Madame Fifì alias Enza Bruno Bossio
Madame Fifì alias Enza Bruno Bossio

Per non parlare di Madame Fifì, che ha sempre visto in questo progetto, sponsorizzato dai suoi nemici interni, un pericolo reale alle sue clientele.

Insomma tutti uniti contro iGreco. La Madame sa che per fermare i suoi nemici bisogna bloccare chi li finanzia. Un po’ come per l’Isis. E non si è fatta scrupolo ad allearsi con colui il quale definiva un mafioso, Tonino Gentile. Una alleanza, questa, che va nella direzione delineata da Madame Fifì: determinare a Cosenza il candidato a sindaco, e la sua eventuale vittoria.

Questo è lo scopo della guerra. Se deve esserci una eventuale stazione appaltante per qualsivoglia ospedale, questa deve essere controllata da lei. Solo così i suoi nemici saranno messi alle strette, se non definitivamente alla porta. Guai a sottovalutare la Madame. Una scelta, quella del candidato, che deve essere funzionale al suo progetto politico ed imprenditoriale. Che non può più essere riconducibile alla cordata avversaria interna, è ovvio. Un candidato di “superamento” che metta d’accordo tutti. Sconfitti compresi. A nulla per il momento, sono valse le parate messe in scena da iGreco, per cercare di recuperare “qualcosa”.

Neanche la loro vantata guapparia è riuscita a spaventare i guappi della Madame. Come nessuno si è impressionato delle loro sbandierate amicizie politiche importanti. Alcune di queste vantate dai loro sponsor locali. Forse erano solo millanterie, viene da pensare, visto gli scarsi risultati che fino ad ora hanno prodotto.

La situazione non è delle migliori, per iGreco, e per i vari Aiello, Carbone e Minniti.

C’è sempre un però quando si scrive il nome di Minniti. A differenza degli altri, Marco sa come uscirne. Perché lui, come la Madame, è abituato a giocare su più tavoli. E pare che questa ennesimo colpo assestato all’armata Brancaleone, guidata da Carbone/Aiello/Guccione e Magorno, da parte di Madame Fifì, abbia accelerato alcuni processi.

Minniti, come scrivevo qualche giorno fa, ha già pronto il suo piano B. E non si farà certo scrupolo a scaricare chi fino ad oggi vantava la sua incondizionata e leale amicizia. In politica, come nella malavita, l’amicizia non esiste.

Salvo un intervento diretto e deciso di Renzi (stufo di tutte queste tarantelle), che imponga senza se e senza ma il suo amico Presta, per ora la scelta del candidato a sindaco di Cosenza è in attesa della nuova Santa Alleanza messa in piedi da Madame Fifì. Che si dimostra un’ottima stratega: quando c’è da lottare per i cazzi suoi non la batte nessuno.

In questo quadro a iGreco non resta altro da fare che attendere il meglio configurarsi della situazione politica cittadina. E chissà, che in tutto questo, il gruppo iGreco, non riesca a trovare nuovi amici in grado di riuscire laddove i loro ex amici hanno fallito. Altro che logica del beduino!

GdD