Il nipote di Spagnuolo prende solo soldi pubblici. Anche a Vibo

Giampaolo Calabrese, nipote di Spagnuolo e raccomandato di ferro

Giampaolo Calabrese da quando ha aperto la sua associazione culturale Archimedia nel lontano 2006, di strada ne ha fatta.

E’ l’unica associazione culturale cosentina che può vantare un curriculum che difficilmente può trovare paragoni. Giampaolo in 10 anni di attività ha fatto di questa associazione un vero e proprio gioiellino della promozione di eventi culturali in Calabria.

Si può tranquillamente dire la numero 1 a Cosenza e provincia. Di sicuro per fare quello che ha fatto, Giampaolo ha doti e capacità, in materia di organizzazione di eventi culturali, elevate. Un vero e proprio promoter, una specie di Lucio Presta.

Negli ultimi 10 anni non c’è stato grande evento musicale o teatrale, dove non c’è il suo zampino. Per il Comune di Cosenza: Stagione di prosa e Musica del Teatro A. Rendano, Festival Lungofiume Boulevard, Festa delle Invasioni, Concerto di Capodanno.

Per l’Università della Calabria, il CAMS, Centro arti Musica e Spettacolo: Stagione di prosa e musica Teatro Auditorium e Piccolo Teatro.

Per il Comune di Cerisano: Festival delle Serre.

Senza contare tutti i musicisti che ha portato in giro nei Festival o nelle feste di piazza. Una cosa salta agli occhi leggendo tutte queste attività che fa Giampaolo per diffondere la cultura: ha sempre a che fare con enti pubblici.

Non c’è una sola iniziativa dove Giampaolo accetti il rischio d’impresa. Che so, organizzare un concerto privatamente, vendere i biglietti e tirare fuori gli utili. E gli unici privati che ha frequentato sono le solite Fondazioni tipo “Carical” che, come si sa, elargiscono solo dietro placet politico.

Dal 2011 è il deus ex machina dell’organizzazione di eventi a Cosenza di Occhiuto. E si è allargato utilizzando i GAL anche in Sila. Viene da chiedersi: se è così bravo come dicono i difensori dell’intrallazzo, perché tutto quello che ha fatto finora è sempre stato pagato con denaro pubblico?

Così, scusate, siamo bravi tutti: il Comune gli mette a disposizione, ad esempio, 400.000 euro per organizzare il concerto di Capodanno, lui deve trovare l’artista, chiudere il contratto e mettersi in tasca senza fare niente la sua sudata percentuale.

Mi dite cosa c’è di bravura in questo? Fa il promoter di fatto, ma si nasconde dietro la direzione artistica, la sua più che una l’associazione culturale, è un’agenzia di management. Mantiene l’associazione culturale per avere una corsia preferenziale nell’assegnazione dei fondi per la cultura. Ed usa una società “Archimedia produzioni società a responsabilità limitata semplificata”, per esigenze fiscali.

Ovviamente non si capisce dove inizia una e finisce l’altra. Cosa fa con l’associazione e cosa con la società. Certo è che per uno come lui che amministra più di mezzo milione di euro pubblici per tutti gli eventi culturali cittadini, sarebbe giusto che i cittadini capissero anche la sua ragione fiscale. Che dovrebbe essere come quella dei manager degli artisti. Ma con la storia dell’associazione e della direzione artistica aggirano le tasse. E lui se lo può permettere perché suo zio è il procuratore capo di Cosenza, e nessuno va a mettere certo il naso nelle carte del nipote.

spagnuolo-incontro-carabinieri-cosenzaE per rispondere a chi dice che lo zio non c’entra niente nella sua nomina a dirigente esterno alla Cultura perché il procuratore Spagnuolo non si è mai interessato di raccomandare il nipote, porto un esempio concreto come sempre, non chiacchiere.

Come avete visto, Calabrese, è il numero 1 a Cosenza e in provincia come organizzatore di eventi culturali (che io non ho scritto tutti, tanti sono!), tant’è che non c’è Comune della provincia o ente che non si sia avvalso della sua professionalità per organizzare qualche evento.

Ha talmente tanto lavoro da non avere più tempo neanche per respirare, mettici pure la gestione del Castello. A cui va aggiunto anche l’odierno lavoro di dirigente alla Cultura.

spagnolo-e-manziniMa nonostante tutto questo lavoro anche il Comune di Vibo Valentia, negli anni passati, ha sentito il bisogno di avvalersi di un professionista del suo livello, affidandogli la direzione artistica del Festival Cantieri d’arte Urbana.

Una città dove, guarda il caso, proprio in quegli anni era procuratore capo il dottor Spagnuolo. Un caso, una coincidenza? Con tutto quello che aveva da fare a Cosenza a partire dal 2011 e in Sila e in altri cento comuni, trova anche il tempo per andarsi a prendere un bel gettone di direzione artistica a Vibo. Erano per caso finite le associazioni culturali a Vibo?

La nomina di Calabrese a dirigente è un do ut des tra Occhiuto e il procuratore capo, altro che storie! E su questo non ci sono dubbi. Basta guardare la totale mancanza di requisiti di Calabrese alla “nomina” di dirigente per capire che è tutto un trucco.

Oppure anche la sua “nomina” deve ritenersi una coincidenza?

GdD