Il PD cosentino: una grande famiglia mafiosa

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Ma dico io, è possibile che regni il più totale silenzio tra le file del PD calabrese e, sottolineo io, in quello cosentino? Che so, un Giudiceandrea, un Marco Ambrogio, un Laratta, un Bevacqua, una Lucente, un Guglielmelli, un Guccione, un Perugini, un Oliverio, i Pittelliani, i Franceschiniani, i giovani turchi, i renziani e tutti quelli che da sempre si riempiono la bocca di legalità e lotta al malaffare politico/mafioso, possibile che anche loro non abbiano niente da dire?

Un loro deputato confessa a sua insaputa di essere organico alla cosca Muto, nel farlo racconta fatti ed episodi realmente accaduti e riscontrati dai carabinieri del Ros, e loro restano in silenzio.

Il boss Franco Muto
Il boss Franco Muto

Ma scusate, non volevate fare la lotta alla mafia? Non siete voi quelli  che partecipate alla marce per la legalità, ai convegni, alle giornate della memoria, alle ricorrenze, ai dibattiti, alle presentazioni di libri, per veicolare la cultura della legalità ai cittadini?

Non siete voi quelli sempre seduti in prima fila ad applaudire Gratteri, o nelle iniziative di Libera? Vi chiedo: perché non parlate ora che avete l’occasione? Avete paura di qualcuno? Mi sa di sì, perché se non parlate adesso, vuol dire che qualche problema c’è. E si evince dal fatto che invece di cogliere questa “palla al balzo”, vista la vostra voglia di legalità, voi che fate? Ve ne restati in un omertoso e vergognoso silenzio.

Magari trincerandovi, nei vostri salotti politici, dietro: “è solo una indiscrezione. Noi parleremo quando parleranno i giudici”. Giova ricordare a chi dovesse pensarla così che tale grave indiscrezione all’oggi, non è stata smentita da nessuno, nonostante la gravità dell’affermazione. E non mi pare che nessuno abbia mandato nota di smentita, accompagnata da eventuali “ci vedremo in tribunale” a chi ha pubblicato questa “notizia” (tra virgolette perché non è una notizia ma solo una fuga di notizie pilotata da qualche furbacchione al servizio di pezzi deviati dello stato).

Un atto che al di là di tutto il PD avrebbe già dovuto fare, perché questa indiscrezione non è apparsa sul giornaletto della II B del liceo, ma su una testata on line che ha una diffusione regionale importante. Con grave danno d’immagine del PD calabrese.

Dico questo perché l’ho imparato in questa esperienza con il direttore Carchidi: quando ci capita di pubblicare una “indiscrezione” di tale rilevanza pari a quella sul deputato PD affiliato al clan Muto, subito in redazione arriva la smentita con relativa denuncia. Sempre! E non sono solo i politici o i magistrati a denunciarci, ma anche i malandrini quando reputano che ciò che abbiamo pubblicato sia lesivo delle loro immagine.

Eppure noi siamo una formichina a confronto del gigante che ha pubblicato l’indiscrezione, e nonostante ciò tutti ci “tengono”, anche importanti esponenti  del PD a denunciarci, e qui, invece, nessuno sente il bisogno di farlo.

Delle due l’una: o i sopracitati del PD, pensano che questo giornale on line non se lo legge nessuno, e quindi la notizia è circoscritta ad una manciata di lettori che presto dimenticheranno, oppure pensano che l’indiscrezione riportata non sia vera. Cosa che ovviamente nessuno di loro ha il coraggio di dire apertamente al giornale on line. E se non hanno il coraggio di dirglielo, nonostante la gravità dell’accusa, vuol dire che neanche loro sono tanto sicuri dell’innocenza del parlamentare. E che ritengono valida l’ipotesi che il PD, vista la gente che lo frequenta, sia ammatassato mani e piedi con fatti e storie di malavita.

Altrimenti sarebbero già intervenuti, non fosse altro che per tutelare la loro dignità, distinguendosi dai mafiosi. Preferiscono essere complici indiretti della malavita, piuttosto che parlare apertamente, perché evidentemente sono tutti una grande famiglia. E il loro complice silenzio di conseguenza è dovuto alla paura di perdere  i privilegi che magari lo stesso parlamentare mafioso gli ha fatto ottenere.

A questi del PD che ho sopracitato, coloro i quali potrebbero parlare e non lo fanno, lo dico chiaro, a questi quaquaraquà preferisco il deputato mafioso del PD affiliato a Muto, almeno so chi ho davanti.

GdD