Il pentito Pulice accusa Guarascio: “Il clan dei Pesce lo protegge e lo appoggia a Gioia Tauro”

Il patron di Ecologia Oggi, Eugenio Guarascio e il sindaco Occhiuto

Il ruolo dei Pesce di Rosarno nel porto di Gioia Tauro emerge anche nel processo Andromeda, che si sta celebrando a Catanzaro.

Tra le dichiarazioni del pentito Gennaro Pulice vi sono parti importanti che riguardano lo scalo portuale gioiese e l’imprenditore Eugenio Guarascio, patron del Cosenza Calcio e leader di Ecologia Oggi, un’azienda che opera nel settore ambientale sin dal 1987, una delle prime nel settore in Calabria, che offre servizi integrati che spaziano dalla raccolta dei rifiuti, sia speciali che pericolosi e non, fino a comprendere la bonifica di siti contaminati e la gestione degli impianti di depurazione e anche impianti di rifiuti come il termovalorizzatore di Gioia Tauro.

La rete d’intervento di Ecologia Oggi si estende sull’intero territorio dell’Italia meridionale.

Guarascio è un personaggio dalla personalità complessa. Qui a Cosenza è arrivato per gestire tutto il ciclo dei rifiuti dopo il no di don Raffaele Vrenna ormai sei anni fa. E nel “pacchetto” era compreso anche il Cosenza Calcio. Il suo appalto è scaduto ed è in regime (illegittimo) di proroga. Certo, Occhiuto è dalla sua parte ma se gli affida la proroga facendola firmare a Bartucci, ne deduciamo che siamo davvero… alla follia.

Guarascio viaggia in tandem con Occhiuto da tempo e, certamente non a caso, dopo i guai che stanno investendo il celeberrimo cazzaro, sono arrivate dichiarazioni pesanti di un pentito anche per il presidente del Cosenza Calcio.

Dalle dichiarazioni del pentito Pulice – come scriveva Michele Albanese sul Quotidiano del Sud – si apprende che Guarascio gestisce anche la raccolta di tutti gli oli delle navi che arrivano nel porto di Gioia Tauro e che sarebbe stato appoggiato dalla famiglia Pesce di Rosarno.

Pulice, in particolare, si autoaccusa di aver voluto sottoporre Guarascio ad estorsione ma ciò gli sarebbe stato impedito da Mimmo Cannizzaro, il quale gli avrebbe detto: “No, perché i Pesce non vogliono. Allora – riferisce sempre il pentito Pulice – ho capito tante cose e che Guarascio è appoggiato dalla famiglia Pesce di Rosarno” e che all’interno del porto di Gioia Tauro “l’hanno fatto entrare i Pesce sia perché paga le estorsioni direttamente a loro ma sia perché i Pesce hanno fatto assumere persone vicine a loro da questo Guarascio lì a Gioia Tauro”. 

Queste affermazioni hanno fatto scattare immediati riscontri. Non tira una bella aria neanche per Guarascio, dunque. E le conseguenze di queste “cantate” potremmo verificarle molto presto.