Il porto di “Gioiello”, Santoro e le solite famiglie cosentine

Stiamo raccontando ai nostri lettori una favola dei nostri tempi, dove la protagonista è una cittadina, bellissima, di nome “Gioiello”, che avrebbe voluto un porto turistico normale, come ne esistono a centinaia in tutta Italia.

Nicola Adamo e Pino Gentile, alternandosi alla “cabina di regia” hanno trovato finanche i finanziamenti regionali e un finanziatore, un cosentino di nome Graziano Santoro, famoso in città per la sua bella farmacia a piazza Fera. Ieri la Finanza ha beccato il fratello di Santoro, Giorgio, avvocato civilista, avendolo trovato evasore totale eppure proprietario di 17 immobili e 60 conti corrente e c’è chi dice che questa vicenda possa essere strettamente legata a quella del porto di “Gioiello”.

In principio c’era un porticciolo naturale, bastavano piccoli accorgimenti ed il gioco sarebbe stato fatto. E invece no: quando ci si è azzardati a fare il passo più lungo della gamba, ecco il patatrac. Brutture su brutture e prese per i fondelli ai cittadini.

Era il 2000 e partiva il bando per i “Lavori di ristrutturazione e completamento del molo ricovero natanti da diporto del Comune di “Gioiello” e della sua successiva gestione”. Apriti cielo: pareri su pareri ne rallentano l’avvio. Si decide di affidare i lavori alla Ati (associazione temporanea di impresa) Icad s.r.l – Gioiello Blu s.r.l. guidata appunto da Graziano Santoro. Nasce anche un sito “Marina di Gioiello” con tanto di sede e ufficio stampa, e si cominciano a vendere i posti barca…

Dopo tutti i pareri favorevoli della Conferenza dei servizi e altre riunioni che non servono a nulla, l’ennesimo fermo arriva dal Via, Valutazione di impatto ambientale. Mica pizze e fichi.

Insomma, la struttura non conciliava le esigenze funzionali con quelle paesaggistiche e ambientali. Un parere che non può mancare mai in questo tipo di opere e arriva nel 2004.

Adamo-NicolaNel 2009, quando ancora Nicola Adamo era vicepresidente alla Regione e assessore ai Lavori pubblici, si procede all’approvazione del progetto esecutivo e all’aggiudicazione definitiva dei lavori e della successiva gestione dell’opera, sempre alla Ati guidata da Graziano Santoro.

Iniziano i lavori: il sindaco Ernesto Magorno non vede l’ora (lo avrebbe più volte affermato) di tagliare il nastro. Lo dice anche alle telecamere di Striscia la Notizia.

Il 14 ottobre 2011, quando alla Regione è già salito Scopelliti al posto di Loiero e Pinuzzu Gentile ha preso quello di Adamo (ma nella sostanza le cose sono rimaste perfettamente uguali) viene convocata una conferenza stampa dal sindaco Magorno, alla presenza del procuratore della Gioiello Blu, Santoro, e di tutta la giunta. Presente naturalmente anche Pino Gentile, il quale conferma l’impegno della Regione Calabria per il completamento del porto e dei relativi indotti, quali strutture e altro.

Ma anche stavolta il diavolo ci mette lo zampino: su due “scogli” (così vennero definiti) vengono trovati reperti archeologici. Di nuovo lavori fermi. Altro stop, altra rabbia per i cittadini di Gioiello che cominciano a capire che qualcosa non quadra.

pino-gentileCosa? Presto detto. Il famoso parere ambientale: integrazioni e variazioni di certo mettono in discussione la Valutazione di impatto ambientale. E Pinuzzu Gentile va su tutte le furie, dice alla stampa “di essere stato ingannato”. Beh, certo, per ingannare un assessore regionale ai lavori pubblici ce ne vuole. Qualcuno avrà mentito sul Via. Ma sì… una cosa all’ italiana, una bugia piccola piccola… E da allora tutto tace.

Tace anche il “benefattore”, il cosentino Graziano Santoro, che pure viene definito da tutti una bravissima persona. Il farmacista di sani principi di certo non immaginava di finire in questo vortice “politico” ma deve essersene fatto una ragione anche lui. Se è vero, com’è vero, che mentre la Regione Calabria (ed è quanto dire!) pagava regolarmente la sua parte dei S.A.L (Stati di avanzamento lavori) l’imprenditore-farmacista, intuito il disastro dietro la porta, cominciava a tergiversare. Sì, insomma, non pagava più.

E così, dopo avere accumulato qualche milione di euro di arretrati, la ditta ferma i lavori… Che sono fermi da anni! Come tutti possiamo vedere.

Magorno su questo tace da anni. La verità è che la Regione Calabria avrebbe dovuto rescindere il contratto in danno con il farmacista, che però qualche soldino lo ha scucito, e allora ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Tanto, chi si accorgerà in Calabria se c’è una incompiuta in più?

E poi, questo Graziano Santoro sa un sacco di cose, che tra l’altro gli sono state presentate su un piatto d’argento: i soliti accordi.

La politica gli aveva “consigliato” caldamente di prendere come direttore dei lavori  il famoso gatto de “Il gatto e la volpe”. In realtà fa l’ingegnere e si chiama Raffaele Salatino e deve il suo nomignolo di “gatto” al fatto che si accompagna con un altro ingegnere, nello studio tecnico di via Roma 57, che si chiama appunto Volpe. Due “ragazzi” svegli, non c’è che dire. E sui quali il dottore Santoro potrebbe scrivere un trattato. 

Luigi Zinno
Luigi Zinno

Cosentini, sempre cosentini. E negli uffici principali chi gestiva tutto era il superlativo ingegnere Porcilaia. Ci riferiamo al Responsabile unico del procedimento scelto dalla Regione, che al secolo è stato battezzato come Luigi Zinno ma che un po’ tutti hanno rinominato “Zimma”, da cui poi nasce il nomignolo di “ingegnere porcilaia”.

Zinno non ha bisogno di presentazioni. Lanciato dal vecchio Mancini, si è infilato benissimo alla Regione e si inserisce sempre negli affari importanti. Ma qui, a Gioiello, Zinno-Zimma non è solo.

A condire tutto, come scrivevamo qualche giorno fa, c’è un giovane ingegnere ben inserito che lavorava in questo ufficio e collaborava alla direzione dei lavori… Come dire: il controllato si controllava da solo. Che è sempre meglio di farsi controllare da un altro.

Arturo Veltri
Arturo Veltri

Questo giovane ingegnere fa parte di un’altra bella famiglia cosentina e si chiama Arturo Veltri. Ebbene, Arturino è figlio di Paolo, attuale Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Unical, già Preside della Facoltà di Ingegneria, nonché fratello dell’ex senatore dei DS Massimo, il quale si è sempre vantato di “non aver mai fatto mettere piede in università” al figlio, per evitare accuse di nepotismo…
Casualmente, Arturino è il genero del famoso (o famigerato?) ingegnere Francesco Tucci, nipote di Mario Occhiuto alias il cazzaro, onnipresente nei lavori del comune di Cosenza…

Insomma, il solito “reticolo” di parentele ed intrecci alla cosentina. Che ci permette di capire meglio perché la politica ha paura che Graziano Santoro, il farmacista-imprenditore, vuoti il sacco.

Siamo arrivati alla conclusione di questo “tormentone” e ridiamo la parola a Francesco Cirillo, “gioiellese” doc, che non sa giustamente darsi pace per tutto quello che abbiamo raccontato.

Bisogna avviare, subito,  una richiesta di risarcimento contro la Regione, la ditta appaltatrice ed il proprietario dell’area, per i danni che questo paese ha subito nella mancata realizzazione dell’opera.

E’ stata devastata un’ area bellissima peraltro protetta da un decreto ministeriale fin dal 1968 (DM del 16.11.1968 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  n.41 del 15.2.1969), sono stati divelti scogli secolari, è stato deturpato un ambiente marino in area Sic e vicino al parco marino della Rivera dei cedri: e vi sembra poco tutto questo ?

 

Non solo non è poco, ma l’ultima operazione della Finanza, che ha trovato il tesoro di Giorgio Santoro potrebbe essere una clamorosa risposta al silenzio di Santoro.

O no?

2 – (fine)