Il Porto turistico di “Gioiello”, l’imprenditore sanitario, il signor Disadorno e la Regione

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C’era una volta un paese di mare di nome “Gioiello” in cui comandava una persona di specchiata moralità e giustizia, tale signor Disadorno.

Il signor Disadorno voleva a tutti i costi un Porto turistico di ultima generazione per la sua Gioiello, ma non aveva i soldi per farlo. Così chiede aiuto ai suoi superiori che gli misero a disposizione un po’ di soldi, un progetto e una bravissima persona nell’ambito sanitario disposta ad investire!

Questo sanitario di sani principi costituisce una società con una sana ditta di fuori alla quale promette di pagare regolarmente le lavorazioni.

Succede però che la Regione Calabria sia partner di questa opera con una percentuale e succede che la Regione REGOLARMENTE paghi la sua parte dei S.A.L (Stati di avanzamento lavori) mentre l’imprenditore sanitario tergiversi.

Dopo qualche milione di euro di arretrati la ditta ferma i lavori… E sono fermi da anni!

Il capo Disadorno tace, i suoi capi avrebbero dovuto rescindere il contratto in danno con l’imprenditore sanitario ma non lo fanno… I capi avevano consigliato all’imprenditore sanitario di prendere come direttore dei lavori il famoso gatto de “il gatto e la volpe” e negli uffici principali chi gestiva era il superlativo ingegnere Porcilaia.

A condire tutto un giovane ingegnere ben inserito che lavorava in questo ufficio e collaborava alla direzione dei lavori… Come dire: il controllato si controllava…